I Walser

I Walser sono una popolazione di origine germanica, proveniente dall’Alto Vallese che attorno al 1000 iniziò la colonizzazione di numerose aree di Austria, Germania, Liechtenstein, Svizzera e Francia alla ricerca di nuovi terreni di pascolo, valicando i passi alpini in un momento di relativa mitezza climatica, per stabilirsi nelle terre più alte alla testata delle valli.

Questi coloni, arroccati ed isolati nell’aspro ambiente dell’alta montagna, programmarono e realizzarono la vasta opera di bonifica di zone a quei tempi perlopiù disabitate, creando villaggi autosufficienti in grado di sopravvivere ai rigori di lunghi inverni. La colonizzazione Walser fu senz’altro pacifica; i valsesiani avevano poco da perdere nel concedere a forestieri terre da loro non sfruttate. D’altro canto i coloni furono anche favoriti dalla politica dei signori medioevali e delle potenti abbazie della pianura vercellese nel caso dei Walser valsesiani, che trovavano vantaggiosi quegli insediamenti fissi alla testata delle valli, che consentivano di sfruttare al meglio zone ancora spopolate e controllare i valichi più alti, divenuti strategicamente importanti per commerci e comunicazioni.

Le colonie Walser a sud del Monte Rosa (Alagna, Riva, Rima, Carcoforo, Rimasco e Rimella)  sono state fondate tra il XII e il XIII secolo. Qui i coloni dissodarono i terreni e li resero coltivabili, tracciarono sentieri e costruirono, in piccoli nuclei sparsi, abitazioni in legno e pietra dalle linee inconfondibili, frutto della costante ricerca per adattare le costruzioni al clima e al lavoro. Le case Walser sono infatti un esempio di architettura spontanea perfettamente inserita nel paesaggio, aderenti agli usi e ai modi di vita ed organizzate per ambienti comunicanti, ognuno dei quali rispondeva ad una funzione lavorativa: le lobbie per l'essiccazione del fieno, i locali per la lavorazione del latte, per la salatura delle carni e per la conservazione degli alimenti, la stalla nella quale veniva ricavato un settore adibito a soggiorno dove si svolgevano le attività serali sfruttando il tepore prodotto dalle bestie.

Per secoli l'isolamento di queste popolazioni fu quasi totale, reso più acuto dalla lingua tedesca in territorio italiano che ne ha mantenuto a lungo immutati i riti religiosi, i modi di vita, l’abbigliamento, l’alimentazione, l’economia e i tratti somatici. In seguito, soprattutto grazie all'emigrazione stagionale degli uomini, massiccia ed altamente specializzata in tutte le comunità walser valsesiane e alla conseguente scolarizzazione, usi e costumi un tempo pressoché identici cominciarono a mutare, dando alle sei colonie il volto che conosciamo ora.

I Walser di Alagna e Riva

La fondazione di Alagna ebbe inizio con l’espansione dei Walser provenienti da  Macugnaga, che, varcato il colle del Turlo, occuparono dapprima i ricoveri dei mandriani nella zona di Mud e delle frazioni di Pedemonte e Oubre Rong, e successivamente la zona anticamente chiamata alpe di Alagna o d'Olen, oggi Pedelegno. L’insediamento dell’alpe d’Otro fu invece opera di coloni provenienti da Gressoney. Col passare degli anni nascono una per una anche tutte le altre 22 frazioni dando vita alla grande comunità alla testata della valle del Sesia.
La storia di Riva Valdobbia è differente. Di più antica e diversa fondazione, era l'ultimo paese della valle stabilmente abitato fino alla fine del 1200. Il borgo si allargò in tutta l'area circostante il bacino del fiume Sesia con l'arrivo dei coloni  da  Alagna. Nel loro espandersi cominciarono a risalire la Valle Vogna fino ad incontrare i walser provenienti da Gressoney che nel frattempo avevano dato vita alla colonizzazione dal colle Valdobbia.
L’integrazione dei nuovi venuti con il resto delle popolazioni valsesiane fu assai lenta. Continuarono invece per lungo tempo i contatti con la terra d’origine grazie ad una fitta rete di collegamenti, attraverso la quale giungevano nelle colonie sale, attrezzi in metallo, granaglie e vestiario. Nel 1410 i Walser di Alagna assunsero dagli affittuari di Rocca e Campertogno l’impegno di sfruttare gli alpeggi e versare un canone annuo di affitto insediandosi così su quella terra in modo legale. Dopo questa data il cordone ombelicale che ancora li legava alle terre d’origine andò atrofizzandosi e con l’acquisto del diritto di vicinanza, sale, attrezzi e generi di prima necessità vennero barattati al mercato di Varallo Sesia con bestiame e formaggi

La presenza della cultura Walser sul territorio dell'alta Valsesia

La testimonianza della cultura Walser è molto forte sul territorio di Alagna e di Riva e tutt'oggi si respira la tradizione secolare nell'archittettura delle case, nell'organizzazione delle frazioni, nelle leggende, nel sentire della gente e nel dialetto tedesco che fu la lingua di questo popolo.
Percorsi ecomuseali si snodano sul territorio delle due comunità guidando i visitatori lungo alcuni degli itinerari più significativi. Inoltre associazioni storico-culturali si occupano oggi di conservare e promuovere la tradizione Walser e fanno di Alagna e di Riva centri attivi per la diffusione della storia  e la cultura di questa popolazione.

 



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