
Ciao, mi chiamo Anna.
Non amo molto parlare di me, ma cercherò sbrigativamente di farlo.
Sono nata e vissuta a Milano: dalla nascita (nel 1968) fino al 1993, anno in cui mi sono laureata al Politecnico in ingegneria civile, sezione idraulica.
Prima di innamorarmi dell’alpinismo, nuotavo e giocavo a pallacanestro.
La passione per la montagna è nata nel ’92, ad un corso di scialpinismo della FALC (una sottosezione del CAI di Milano).
Da quel momento ho sempre cercato di trascorrere tutto il tempo libero che avevo, in montagna.
Le cose sono “degenerate” quando, oltre che della montagna, mi sono innamorata di una guida alpina, … è stato un disastro: per me non c’è niente di più bello che avere una forte passione in comune con la persona che ami: l’arrampicata, le cascate di ghiaccio, lo sci fuoripista, le gite sci alpinistiche, la vita all’aria aperta, da selvatici, con la tenda, girovagare con le pelli dormendo nei rifugi incustoditi… ho perso la testa, non esisteva più nient’altro, ma mi sentivo terribilmente viva, positiva, fiduciosa, soddisfatta, non avevo paura di nulla, non m’interrogavo.
Con questa guida ho fatto un sacco di progetti e una figlia e, anche se poi ci siamo lasciati, ho voluto realizzare lo stesso il progetto che per me era più importante: quello di diventare guida e di cercare di lavorare come tale.
Per un po’ ho continuato lo stesso a fare l’ingegnere, sostanzialmente seguendo cantieri (Bormio, Courmayeur, Maen, …), dal 2006 ho chiuso la partita iva, sono entrata a fare parte della scuola guide di Alagna e da allora cerco di “sopravvivere” come riesco di questa nuova professione: come guida collaboro anche con Arpa e CNR, per monitoraggio frane, misure termometriche per modelli di permafrost, rilievi nivologici.
Di quando in quando faccio qualche altro lavoretto come per esempio supplenze alle scuole superiori.
La mia passione sono l’arrampicata e le grandi traversate sci alpinistiche.
Mi piacerebbe fare qualche viaggio e qualche spedizione, ma non sarebbe giusto nei confronti di mia figlia, quindi mi accontento di quello che sono e di quello che ho che non è poco.