Punta Carestia

La Punta Carestia, così chiamata in onore dell’abate Carestia di Riva Valdobbia, eminente botanico e socio onorario del CAI, è una cima aerea di 2979 m. Meta poco frequentata ma di particolare fascino per l’ambiente selvaggio e solitario, offre un panorama estesissimo, che spazia dalle Alpi Cozie al Monte Bianco, dalle Alpi Pennine al Monte Rosa, del quale si ammirano tutte le cime oltre i 4000 m, con uno sguardo fino al Cervino.

La prima parte del percorso attraversa la val Vogna, dalla Frazione di Ca di Janzo, passando per lo storico ponte napoleonico, fino al Colle Valdobbia, spartiacque tra Valsesia e valle d’Aosta, dove sorge il rifugio Ospizio Sottile (4 ore circa), dove è necessario sostare per la notte.


carestia


Il rifugio Sottile (2480 m) è l’ospizio più alto d’Europa, voluto dal canonico Nicolao Sottile nei primi del 1800 come ricovero per i numerosi viandanti ed emigranti diretti verso la Svizzera e la Savoia. Dopo la notte in rifugio, si attacca la cresta verso la punta Carestia, dapprima scavalcando la Punta Plaida e quindi gli altri rilievi ben marcati fino alla parte finale della cresta più aerea ed esposta con passaggi fino al terzo grado su roccia di gneiss compatto (circa 4 ore). Giunti alla cima e dopo aver ammirato il fantastico panorama ci si avvia in discesa nel versante S-O attraverso una cresta lunga circa 2,5 km, che per sali scendi, scavalca i Corni del Pallone e porta al passo del Camino (2472 m.).

Implica solo alcuni passaggi delicati su roccia facile, poi pietrami e dossi erbosi. Dal Passo del Camino su sentiero in poco tempo si raggiunge l’Alpe Maccagno (2188 m.), magnifica radura contornata da laghetti dove si può pernottare. Scendendo lungo la val Vogna in circa 1,30 ore si rientra a Ca di Janzo. Questo itinerario richiede una certa dimestichezza su arrampicata classica e una buona resistenza fisica.