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	<title>Trekking Archives - Alagna</title>
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	<description>Vacanze Alagna e Vacanze Monte Rosa</description>
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	<title>Trekking Archives - Alagna</title>
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		<title>Valle Vogna: cosa vedere, come arrivare e il trekking tra le frazioni Walser</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Turistico Alagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 09:29:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C'è un momento preciso in cui la Valle Vogna ti cattura: è quando, in tarda primavera, i denti di leone ricoprono i prati, i ciliegi fioriscono lungo i sentieri e i crocus spuntano ai bordi dei pascoli ancora umidi di neve sciolta. La dimensione spazio-tempo si sospende. Non è retorica: è quello che succede davvero, [&#8230;]</p>
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<p>C'è un momento preciso in cui la Valle Vogna ti cattura: è quando, in tarda primavera, i denti di leone ricoprono i prati, i ciliegi fioriscono lungo i sentieri e i crocus spuntano ai bordi dei pascoli ancora umidi di neve sciolta. La dimensione spazio-tempo si sospende. Non è retorica: è quello che succede davvero, quando cammini qui.</p>



<p>La Valle Vogna è <strong>terra antica</strong>. Fu colonizzata all'inizio del Trecento da coloni Walser Alemanni provenienti da Gressoney — e il suo stesso nome sembra derivare da <em>Wohna</em>, "valle abitata" in germanico. Terra di passaggi, di mercanti e migranti, di famiglie che hanno resistito alla peste, agli incendi, alle valanghe e al peso lungo degli inverni.</p>



<p>Questo itinerario fa parte dei <strong>Sentieri dell'Arte Valsesiani</strong>: un nome che dice tutto, perché qui il paesaggio e l'arte si intrecciano ad ogni curva del sentiero, nelle cappelle votive, nelle meridiane dipinte, nei granai rialzati su colonnette di pietra.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Punto di partenza: parcheggio di Ca d'Janzo</h2>



<p>Il percorso inizia dal <strong>parcheggio di Ca d'Janzo</strong>. Da qui il sentiero sale verso le frazioni alte della Valle Vogna, attraversando pascoli, boschi e terrazzamenti che raccontano secoli di lavoro e di vita in quota.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Selveglio (1.536 m): la frazione del botanico e la cappella del Carmine</h2>



<p>La prima tappa è <strong>Selveglio</strong>, a 1.536 metri di quota. Il nome potrebbe derivare da <em>Silvelius</em> — selva — e si ipotizza che l'area fosse abitata già in epoca preromana. Verso la fine del Seicento, nella frazione vivevano più di cento persone.</p>



<p>Selveglio ha dato i natali a un personaggio illustre: l'<strong>Abate Antonio Carestia</strong>, celebre botanico valsesiano dell'Ottocento, studioso della flora alpina e delle tradizioni del territorio.</p>



<p>All'ingresso della frazione, una <strong>cappelletta dedicata alla Madonna del Carmine</strong> dà il benvenuto accanto alla grande fontana. Salta subito all'occhio una <strong>bella meridiana</strong>: non è un ornamento casuale. Era abitudine diffusa in questi luoghi scandire il passare del tempo seguendo la luce solare, il sorgere e il tramonto del sole — una misura del tempo radicata nel paesaggio prima ancora che nei calendari.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">La cappella ex voto del 1630 e le meridiane con i segni zodiacali</h2>



<p>Proseguendo verso la frazione di Oro, il sentiero porta a un'altra cappelletta: fu costruita dagli abitanti come <strong>ex voto</strong>, in ringraziamento per essere sopravvissuti alla <strong>peste del 1630</strong> — la stessa che devastò gran parte dell'Italia settentrionale e che lasciò tracce profonde in tutta la Valsesia.</p>



<p>Sulla facciata si trovano <strong>tre meridiane dipinte nell'Ottocento</strong>, arricchite da una caratteristica insolita: vi sono rappresentati i <strong>segni zodiacali</strong>. Un dettaglio che sorprende, in queste terre di fede e lavoro — e che ricorda quanto la cultura Walser sapesse contenere mondi diversi.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Oro: lo Stodal e l'oratorio di San Lorenzo</h2>



<p>La frazione di <strong>Oro</strong> porta ancora i segni di un incendio del <strong>1913</strong> che ne distrusse gran parte — un destino comune a molte frazioni alpine costruite prevalentemente in legno.</p>



<p>A dominare l'abitato si trova uno <strong>Stodal</strong>: un antico granaio rialzato da colonnette di legno, con i caratteristici <strong>sassi a fungo</strong> alla base — un sistema ingegnoso per impedire ai topi di risalire e raggiungere le riserve di cibo. È un elemento quasi unico per la zona, e uno dei più fotografati dell'intero percorso.</p>



<p>Vale la sosta anche l'<strong>oratorio di San Lorenzo</strong>, costruito nel 1706 dai capifamiglia della frazione: un luogo dove ricevere la Comunione senza dover scendere a valle, in una stagione o in condizioni meteorologiche che lo rendevano impossibile. Una scelta pratica che rivela, ancora una volta, la capacità dei Walser di costruire autonomia laddove la montagna imponeva isolamento.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Ca Vescovo: il legno che ha vinto gli inverni</h2>



<p><strong>Ca Vescovo</strong> è una delle frazioni più evocative del percorso: le case sono antiche, e lo si capisce dal <strong>legno che ha sfidato e vinto le intemperie</strong>. Travi che hanno retto il peso di decine di inverni, muri che hanno dato ricovero a generazioni. Non c'è restauro eccessivo qui: il tempo ha lasciato le sue tracce e la frazione è più bella per questo.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Rabernardo: tre fontane, tre forni e un museo etnografico</h2>



<p><strong>Rabernardo</strong> è una delle frazioni più grandi dell'itinerario. Ha <strong>tre fontane</strong>, <strong>tre forni da pane</strong> ancora riconoscibili e una <strong>cappelletta dedicata alla Madonna della Neve</strong>.</p>



<p>Dai documenti storici emerge un dettaglio curioso: nella frazione esisteva un tempo un'<strong>officina dove si fabbricavano serrature e scacciapensieri</strong> — lo strumento musicale noto come <em>Ribeba</em> o <em>Marranzano</em>. Un artigianato specializzato, in un luogo così remoto, che testimonia quanto le comunità Walser fossero tutt'altro che isolate dal mondo.</p>



<p>La <strong>casa privata della famiglia Locca</strong>, datata 1640, è stata trasformata in <strong>Museo Etnografico</strong>: un'occasione per entrare davvero dentro la vita quotidiana di queste frazioni.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Cambiaveto: il tetto a tre falde</h2>



<p><strong>Cambiaveto</strong> è una frazione recentemente ristrutturata, posta sul ciglio di un canalone. Colpisce per una caratteristica architettonica specifica: una costruzione con il <strong>tetto a tre falde</strong>, tipico della Valle Vogna e raro altrove. Un dettaglio tecnico che diventa tratto identitario.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Piane: il paravalanghe del 1560 e la vita che continua</h2>



<p><strong>Piane</strong> è costituita da due gruppi abitativi separati. A proteggerli c'è un <strong>paravalanghe in pietra</strong> su cui è incisa la data <strong>1560</strong>: una delle strutture di protezione alpina più antiche della zona, ancora in piedi, ancora utile.</p>



<p>Tutto intorno, pascoli e campi ancora in uso. La frazione è <strong>abitata stabilmente tutto l'anno</strong>: qui il ritmo è ancora scandito dal canto del gallo, dalle giornate lente e nevose dell'inverno, dai primi tepori che arrivano in primavera. Un viaggio nel tempo che non richiede nessun biglietto.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Peccia: la frazione che ha resistito a tutto</h2>



<p>L'ultima tappa dell'itinerario è <strong>Peccia</strong> — nome dialettale dell'<strong>Abete Rosso</strong>, la conifera tipica della zona. È tra le prime frazioni abitate della Valle Vogna, e il suo passato è denso.</p>



<p>I suoi abitanti sopravvissero alla <strong>peste del 1630</strong> e al passaggio delle <strong>truppe napoleoniche</strong> dei primi dell'Ottocento. Le case hanno resistito a incendi e valanghe — e si racconta che una slavina particolarmente violenta abbia <strong>spostato un'intera casa con i suoi abitanti all'interno</strong>, depositandola più a valle senza danni alle persone. Una storia che suona leggendaria, eppure documentata nella memoria orale della valle.</p>



<p>A <strong>sud della frazione</strong> si trova la piccola <strong>cappelletta dedicata a San Nicolao</strong>, santo molto caro alla tradizione Walser. A <strong>nord</strong>, a chiudere la frazione in un abbraccio quasi protettivo, l'<strong>oratorio di San Grato</strong>: uno degli edifici religiosi più antichi di tutto il percorso.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Il laghetto smeraldo: l'ultimo regalo della valle</h2>



<p>Scendendo verso Ca d'Janzo, il sentiero porta a un <strong>piccolo laghetto dalle acque verde smeraldo</strong>: uno di quei posti che non ti aspetti e che per questo ti fermano. L'Amministrazione Comunale ha allestito l'area con <strong>tavoli di legno</strong> per la sosta — il posto perfetto per un picnic con vista, prima di tornare alla macchina.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">FAQ — Domande frequenti sul trekking in Valle Vogna</h2>



<p><strong>Da dove parte il trekking in Valle Vogna?</strong> Il percorso parte dal parcheggio di Ca d'Janzo, in Valle Vogna. Da lì si imbocca il sentiero che sale verso le frazioni alte: Selveglio, Oro, Ca Vescovo, Rabernardo, Cambiaveto, Piane e Peccia.</p>



<p><strong>Cosa sono i Sentieri dell'Arte Valsesiani?</strong> Sono itinerari tematici che combinano paesaggio e patrimonio artistico-religioso: cappelle votive, meridiane, oratori e architetture Walser. La Valle Vogna è uno dei percorsi più ricchi.</p>



<p><strong>Cos'è uno Stodal?</strong> È un antico granaio alpino rialzato su colonnette di legno, con pietre a forma di fungo alla base per impedire ai roditori di accedere alle riserve alimentari. Quello di Oro è uno degli esempi meglio conservati della zona.</p>



<p><strong>Quando è il momento migliore per visitare la Valle Vogna?</strong> La tarda primavera è il periodo più spettacolare, con le fioriture di denti di leone, ciliegi, crocus e campanelle. Il percorso è percorribile anche in estate e in autunno.</p>



<p><strong>C'è un posto dove mangiare lungo il percorso?</strong> L'itinerario attraversa frazioni con strutture ricettive (come Feljeretsch) e aree pic-nic attrezzate, tra cui quella al laghetto smeraldo vicino a Ca d'Janzo. Per ulteriori indicazioni: Ufficio del Turismo di Alagna, 0163 922 988.</p>



<p><strong>Chi era l'Abate Carestia?</strong> Antonio Carestia (1825–1908) era un sacerdote e botanico nato a Selveglio, in Valle Vogna. È considerato uno dei maggiori studiosi della flora alpina valsesiana e contribuì in modo significativo alla conoscenza scientifica delle Alpi italiane</p>
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		<title>Come prepararsi alla Traversata dei Lyskamm: dal primo 4000 alla regina delle creste</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ALAGNA]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 13:42:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze in quota]]></category>
		<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Traversata dei Lyskamm non si improvvisa. È una meta ambita, ma non è un traguardo per eroi: è il frutto di un percorso. In questo articolo raccontiamo come prepararsi davvero, passo dopo passo, con le salite giuste, la tecnica necessaria e la testa pronta. </p>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>INTRO</strong></h2>



<p><em>Come prepararsi alla traversata dei Lyskamm?</em></p>



<p>É una domanda che ci viene posta spesso, perché la traversata dei Lyskamm è una meta molto ambita che si riserva ai pochi che non si sono limitati a sognarla, che non si sono limitati a prendere il giusto coraggio per percorrerla, a coloro che hanno sudato allenandosi per viverla.</p>



<p>In questo articolo raccontiamo un possibile percorso, concreto, progressivo e umano, per arrivare, un giorno, a viverla.&nbsp;</p>



<p>Con testa, tecnica e cuore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>COSA SIGNIFICA PERCORRERE LA TRAVERSATA DEI LYSKAMM?</strong></h2>



<p>In montagna, ovunque si possa essere, succede qualcosa di semplice ma profondo.&nbsp;</p>



<p>Succede quando il rumore del mondo si calma, lascia spazio a quello dei passi, del respiro e un pensiero che si fa limpido.&nbsp;</p>



<p>Quando il tuo percorso diventa <a href="https://monterosabooking.com/it/knowledge-news-events-it/a-silent-reflection-among-the-peaks-of-monte-rosa/"><strong>una riflessione muta tra le vette</strong></a>. </p>



<p>È lì che comincia davvero l’alpinismo.</p>



<p><em>Ma perché farlo?</em>&nbsp;</p>



<p><em>Perché affrontare creste, freddo, dislivelli e sveglie all’alba?</em>&nbsp;</p>



<p>Perché l’alpinismo “normale” è un modo per ritrovare il senso del fare, in un gesto che dalla sua inutilità trova la sua miglior forza.&nbsp;</p>



<p>Anche la traversata dei Lyskamm, per quanto mitica, a un certo punto diventa semplicemente<strong> parte del cammino</strong>. Non un’eccezione, ma un’evoluzione.</p>



<p><strong>Prepararsi alla Traversata dei Lyskamm</strong> non è solo una questione tecnica: è un cammino che si costruisce.&nbsp;</p>



<p>Ogni vetta raggiunta, ogni bivacco, ogni piccolo errore che ti insegna qualcosa<strong> diventa parte di una narrazione personale fatta di fiducia</strong>,<strong> fatica e bellezza</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2025/06/892f2d20-ae03-411e-a391-d0f3883e53f8-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-69731" style="width:416px;height:auto" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2025/06/892f2d20-ae03-411e-a391-d0f3883e53f8-768x1024.jpg 768w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2025/06/892f2d20-ae03-411e-a391-d0f3883e53f8-150x200.jpg 150w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2025/06/892f2d20-ae03-411e-a391-d0f3883e53f8-1152x1536.jpg 1152w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2025/06/892f2d20-ae03-411e-a391-d0f3883e53f8.jpg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Step 1: Il primo 4000 – Da dove comincia davvero l’alpinismo</strong></h2>



<p>Si comincia dalle basi. Non serve correre, ma serve <strong>costruire solide fondamenta.&nbsp;</strong></p>



<p>Perché tutto (equilibrio, ritmo, capacità di ascolto) parte da qui:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Punta Giordani (4.046 m)</li>
</ol>



<p>Breve, accessibile, ma già oltre i 4000: un battesimo d’alta quota che lascia il segno.&nbsp;</p>



<p><em>Lo devi fare? Sì, perché cambia il tuo modo di guardare la montagna.</em></p>



<ol start="2" class="wp-block-list">
<li>Piramide Vincent (4.215 m)</li>
</ol>



<p>Un ghiacciaio vero, 1000 metri di dislivello positivo, un’ottima palestra d’alta quota.&nbsp;</p>



<p>Qui si entra davvero nel ritmo dell’alpinismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Step 2: Formazione tecnica – Imparare a muoversi con consapevolezza</strong></h2>



<p>Serve tempo per imparare. E qualcuno che ti accompagni. I corsi di alpinismo sono un passaggio chiave. Un rito, se vuoi.</p>



<p>• Per muoversi su neve, roccia e misto con consapevolezza.</p>



<p>• Per capire cosa significa essere legati a qualcuno nel senso tecnico e in quello simbolico.</p>



<p>• Per scoprire che ogni gesto conta, ogni decisione ha un peso.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Step 3: Le salite che fanno crescere – Costruire testa, gambe e fiducia</strong></h2>



<p>Quando il corpo risponde meglio e la testa si abitua ai vuoti e alle distanze, puoi spingerti oltre:</p>



<p><strong>1. Castore (4.228 m)</strong></p>



<p>Una montagna elegante, con una cresta aerea che ti insegna il passo sicuro.</p>



<p><strong>2. Polluce (4.091 m)</strong></p>



<p>Roccia e neve, mani e piedi. Una salita completa, perfetta per allenare tecnica e decisione.</p>



<p><strong>3. Naso del Lyskamm (4.272 m)</strong></p>



<p>Il primo vero assaggio di esposizione. Un modo per capire se quella cresta ti chiama davvero.</p>



<p>Sono salite che parlano di te.&nbsp;</p>



<p><em>Come reagisci alla fatica?&nbsp;</em></p>



<p><em>Cosa fai quando arriva il vento?&nbsp;</em></p>



<p><em>Come decidi sopra i 4000?</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Step 4: Le creste – Dove si decide se sei pronto</strong></h2>



<p>Tre itinerari spettacolari, tre modi diversi di camminare sul filo.&nbsp;</p>



<p>La Cresta del Naso dal Bivacco Mamo, la Cresta Sella e la Cresta Rey alla Dufour sono molto più di allenamenti: sono esperienze in alta quota che ti mettono alla prova e ti preparano a sognare in grande.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. Cresta del Naso dei Lyskamm</h3>



<p><strong>Grado</strong>: AD+<br><strong>Dislivello</strong>:<br><strong>Giorno 1:</strong> 1.800 m fino al Bivacco Mamo Comotti (6-7 ore)<br><strong>Giorno 2:</strong> 600 m fino al Naso (3-4 ore), o 6 ore fino al Lyskamm Orientale<br><strong>Discesa: </strong>3-4 ore<br><strong>Quota massima</strong>: 4.272 m</p>



<p><strong>Una delle creste più intriganti e selvagge del Monte Rosa.&nbsp;</strong></p>



<p>Lunga, panoramica e solitaria, ti porta in un ambiente autentico e silenzioso, lontano dai circuiti più battuti.&nbsp;</p>



<p>Il bivacco Mamo Comotti è un gioiello d’alta quota, perfetto per vivere una notte fuori dal tempo.&nbsp;</p>



<p>Il percorso alterna tratti di arrampicata facile e passaggi su neve: è l’ideale per chi vuole esplorare la montagna in modo profondo, senza compromessi.</p>



<p><strong><em>Vuoi prepararti alla Cresta del Naso?</em></strong><em>&nbsp;</em></p>



<p>Comincia dalla Cresta del Soldato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Cresta Sella al Lyskamm Orientale:</h3>



<p><strong>Grado</strong>: AD+<br><strong>Dislivello</strong>:<br><strong>Giorno 1:</strong> 220 m fino al Rifugio Mantova (1 ora)<br><strong>Giorno 2: </strong>1.050 m in salita (circa 5 ore)<br><strong>Discesa:</strong> 2-3 ore<br><strong>Quota massima</strong>: 4.527 m</p>



<p><br><strong>Tra gli itinerari più suggestivi del massiccio.&nbsp;</strong></p>



<p>Una cresta rocciosa, asciutta e spesso ben protetta anche dopo il maltempo.&nbsp;</p>



<p>Non troppo tecnica, ma esposta, e sempre esigente: è un percorso per chi ha già esperienza in alta montagna e sa muoversi su misto.&nbsp;</p>



<p>Offre un grande allenamento mentale: equilibrio, attenzione, progressione in conserva.</p>



<p><strong><em>Vuoi provarla?</em></strong><em> Allenati sulla Cresta del Soldato, oppure guarda i Lyskamm dalla Capanna Margherita e comincia a immaginarti lassù.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Cresta Rey alla Punta Dufour</h3>



<p><strong>Grado</strong>: D-<br><strong>Dislivello</strong>:<br><strong>Giorno 1:</strong> 370 m fino al Rifugio Gnifetti (1,5 ore)<br><strong>Giorno 2:</strong> 1.300 m in salita (5-6 ore), 4-5 ore in discesa<br><strong>Quota massima</strong>: 4.634 m</p>



<p><strong>Un classico impegnativo, che porta in vetta alla montagna più alta del Monte Rosa.&nbsp;</strong></p>



<p>L’itinerario si sviluppa lungo il marcato sperone sud-ovest (SSW), tra i 4.200 e i 4.600 m, con tratti su roccia ben appigliata e sezioni miste, a seconda delle condizioni.&nbsp;</p>



<p>I passaggi di III e IV grado si alternano a tratti esposti e mai banali.&nbsp;</p>



<p>Una via che richiede buona forma, concentrazione e solidità mentale.&nbsp;</p>



<p>Dedicata a Guido Rey, alpinista, scrittore e fotografo, questa cresta è una vera immersione nell’alpinismo classico d’alta quota.</p>



<p><strong><em>Un’esperienza forte</em></strong><em>, per chi sente di essere pronto a salire di livello.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2025/06/68ae9127-3d78-4f27-8194-ddf3f4a7f35a-768x1024.jpg" alt="Traversata dei Lyskamm" class="wp-image-69733" style="width:370px;height:auto" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2025/06/68ae9127-3d78-4f27-8194-ddf3f4a7f35a-768x1024.jpg 768w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2025/06/68ae9127-3d78-4f27-8194-ddf3f4a7f35a-150x200.jpg 150w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2025/06/68ae9127-3d78-4f27-8194-ddf3f4a7f35a-1152x1536.jpg 1152w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2025/06/68ae9127-3d78-4f27-8194-ddf3f4a7f35a.jpg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Step 5: La Traversata dei Lyskamm – La linea bianca che ti cambia</strong></h2>



<p>Adesso sei consapevole della risposta alla domanda “Come prepararsi alla Traversata dei Lyskamm”.</p>



<p>Una linea bianca sospesa tra due vette.&nbsp;</p>



<p>Un filo teso tra cielo e ghiaccio.</p>



<p><strong>Questa non è un'esperienza come le altre, è una di quelle cose che si sognano, poi si preparano, poi, forse, si fanno.</strong></p>



<p><strong>Prepararsi alla Traversata dei Lyskamm chiede tutto: </strong>testa, tecnica, forma e condizioni ideali. </p>



<p>In cambio, regala uno dei percorsi più affascinanti delle Alpi.&nbsp;</p>



<p><em>Non è per tutti, ma non è nemmeno per pochi.</em></p>



<p><em>É per chi ha scelto di sacrificarsi, sudare allenandosi, accompagnato dalla giusta Guida Alpina UIAGM.</em></p>



<p><em>Perciò se ti prepari bene come fa chi sale con noi, sicuramente è per te.</em></p>



<p><strong>Programma tipo:</strong></p>



<p><strong>Giorno 1 – Salita al Rifugio Quintino Sella (3.585 m)<br></strong>Ci si incontra con la guida, si controlla l’attrezzatura, si osserva la cresta. È lì che tutto comincia.</p>



<p><strong>Giorno 2 – La traversata<br></strong>Partenza all’alba: Lyskamm Occidentale (4.481 m), poi la cresta, poi Lyskamm Orientale (4.527 m) e discesa verso il Colle del Lys. Una giornata piena, da vivere tutta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">CONCLUSIONE</h2>



<p>Quando attraversi i Lyskamm, non stai solo camminando su una cresta: stai camminando <em>dentro</em> un’idea, dentro la storia e dentro te stesso.&nbsp;</p>



<p>Devi essere pronto, devi sapere ascoltare la montagna e fidarti della tua preparazione.&nbsp;</p>



<p><em>Ogni passo diventa una scelta, ogni legatura una relazione, ogni sguardo un momento irripetibile.</em></p>



<p>Non è una mera impresa da collezionare, ma un’esperienza da sentire sulla propria pelle, un’esperienza da vivere dentro la propria pancia e che ti lascerà un segno.</p>



<p>E se anche deciderai di non farla subito, la traversata ti rimarrà dentro. Come un richiamo. Come qualcosa che aspetta il momento giusto.</p>



<p>Nel frattempo, puoi iniziare ad ascoltarti. A costruirti. A salire.</p>



<p>Noi siamo qui. Per accompagnarti in ogni tappa di questo cammino verticale.</p>



<p>👉 <strong>Hai bisogno di capire da dove partire? Scrivici: </strong>ti aiutiamo a progettare il tuo primo 4000 o prepararsi alla Traversata dei Lyskamm</p>



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		<title>La Fotografia di Montagna come Storytelling: Raccontare le Alpi attraverso l’Obiettivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ALAGNA]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2025 18:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze in quota]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La montagna come narratrice Le Alpi non sono solo cime e ghiacciai: sono custodi di racconti. Storie scritte dal vento, dalla neve, dai passi lenti di chi le ha attraversate con rispetto. Ogni fotografia può diventare un capitolo di questo racconto, che si tratti del profilo di una cresta tra le nuvole o del dettaglio [&#8230;]</p>
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<p>La montagna come narratrice</p>



<p>Le Alpi non sono solo cime e ghiacciai: sono custodi di racconti. Storie scritte dal vento, dalla neve, dai passi lenti di chi le ha attraversate con rispetto. Ogni fotografia può diventare un capitolo di questo racconto, che si tratti del profilo di una cresta tra le nuvole o del dettaglio di una baita Walser incrostata di gelo.</p>



<p>La <strong>fotografia di montagna come storytelling</strong> ti chiede qualcosa in più: non solo la luce perfetta, ma la capacità di cogliere il significato dietro ogni ombra. Dietro ogni respiro trattenuto all’alba, quando il Monte Rosa si lascia dipingere dall’aurora.</p>



<p>Che tu abbia una reflex professionale o uno smartphone, poco importa. In quel momento, il tuo strumento diventa una penna. Le Alpi, il tuo racconto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Comporre una storia: consigli per fotografare il Monte Rosa</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Scegli il tuo soggetto con il cuore prima, e con la mente poi</h3>



<p>Non limitarti a immortalare le cime. Cerca i dettagli che parlano.<br>Una corda logora su un rifugio. Il muschio che abbraccia una roccia. Il sorriso stanco (ma felice) di un alpinista al tramonto. Sono questi i particolari che fanno vivere il tuo racconto, perché sono quelli che ti emozionano davvero.</p>



<p><strong>Vivi prima di scattare.</strong><br>Le fotografie più forti sono quelle che arrivano dopo aver ascoltato il silenzio della montagna.</p>



<p>Sul Monte Rosa puoi immortalare le tracce leggere di una guida che attraversa il ghiacciaio del Lys o il fumo del camino della<a href="https://www.alagna.it/pacchetti-vacanza/escursione-capanna-margherita/"> Capanna Margherita</a> che si alza nell’aria sottile. Ogni soggetto è una porta aperta su una storia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Usa la composizione per emozionare</h3>



<p>La regola dei terzi, le linee guida, il contrasto tra neve e roccia… la composizione non è solo tecnica: è sentimento.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Inquadra una cresta che si slancia verso il cielo: trasmetterai <strong>libertà</strong>.</li>



<li>Mostra un rifugio minuscolo contro l’immensità di un ghiacciaio: evocherai <strong>umiltà</strong>.</li>



<li>Riprendi una figura umana in lontananza: racconterai l’<strong>immensità</strong> della montagna rispetto a noi.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Cattura la cultura alpina</h3>



<p>Le Alpi sono anche chi le abita.<br>Fotografare un tetto in pietra Walser, un bastone da trekking appoggiato a una porta, una finestra illuminata al crepuscolo significa dare voce alla <strong>cultura viva della montagna</strong>.</p>



<p>Questi scatti non sono solo belli: sono un <strong>omaggio sincero</strong> alla montagna e a chi la vive ogni giorno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché raccontare le Alpi con la fotografia?</h2>



<p>Perché è un modo autentico per portare a casa un pezzo di montagna senza toccarla.<br>Ogni scatto è un dialogo, un invito a rallentare, a <strong>raccogliere emozioni</strong>: la fatica di una salita, la bellezza di un panorama, la condivisione con una guida che conosce ogni cresta.</p>



<p>Sul Monte Rosa queste storie diventano reali.</p>



<p>📍 <strong>La Capanna Margherita</strong>, a 4556 metri, non è solo un rifugio: è luce, ghiaccio e storia.<br>📍 <strong>Le valli di Alagna</strong>, con le tradizioni Walser, aggiungono spessore a ogni immagine.</p>



<p>Fotografare qui è un <strong>atto di rispetto</strong>. È dire alla montagna:<br><em>“Ti ho vista. Ti ho vissuta. Ti porto con me.”</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Vivi la tua storia sul Monte Rosa</h2>



<p>🎒 Vuoi imparare a trasformare i tuoi scatti in racconti che emozionano?</p>



<p><strong>Partecipa alla nostra esperienza “Fotografia e Alpinismo alla Capanna Margherita”.</strong><br>Tre giorni di luce, silenzi e ghiaccio, insieme a guide UIAGM esperte.<br>Vivrai il Monte Rosa con occhi nuovi, fotografando l’alba dalla Punta Gnifetti, ascoltando i ghiacciai e raccontando la montagna attraverso il tuo sguardo.</p>



<p>👉 <a href="https://monterosabooking.com/it/prodotto/fotografia-e-alpinismo-alla-capanna-margherita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Prenota ora la tua esperienza cliccando qui</strong></a><br>👉 <a href="https://monterosabooking.com/it/notizie/fotografia-di-montagna-segreti/"><strong>Scopri i nostri 6 consigli per la fotografia di montagna</strong> </a>e inizia già da ora a raccontare le tue salite.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="683" height="1024" data-id="69341" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2025/05/montagne.jpg" alt="" class="wp-image-69341" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2025/05/montagne.jpg 683w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2025/05/montagne-133x200.jpg 133w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



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		<title>Il Parco Minerario di Kreas</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Turistico Alagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[fauna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le viscere della montagna: alla scoperta per parco minierario di Kreas Appena fuori dal borgo di Alagna, immerso nello scenario mozzafiato delle Alpi Occidentali, si cela un segreto scolpito nella pietra: il parco minerario di Kreas. Un luogo che racconta storie di uomini e di oro, di fatica e di speranza, di un legame [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Tra le viscere della montagna: alla scoperta per parco minierario di Kreas</h2>



<p>Appena fuori dal borgo di Alagna, immerso nello <strong>scenario mozzafiato</strong> delle Alpi Occidentali, si cela un segreto scolpito nella pietra: <strong>il parco minerario di Kreas</strong>. Un luogo che racconta storie di uomini e di <strong>oro</strong>, di <strong>fatica</strong> e di speranza, di un <strong>legame indissolubile</strong> tra la Valsesia e la sua terra.</p>



<p>Oggi, grazie a un <strong>progetto ambizioso</strong> del Comune di Alagna, questo <strong>patrimonio nascosto</strong> si prepara a tornare alla luce. <strong>La riqualificazione delle antiche miniere e della Fabbrica San Lorenzo</strong> aprirà un varco nel tempo, offrendoci l'opportunità di rivivere il passato in modo unico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un viaggio tra storia e innovazione</h2>



<p>Il progetto del parco minerario di Kreas si sviluppa su due fronti. Il primo coinvolge la <strong>Fabbrica San Lorenzo</strong>, dove in passato l’oro estratto dalle miniere veniva raffinato. Qui sarà ripristinata una <strong>storica macina idraulica</strong>, alimentata dalle acque limpide del fiume Sesia, per mostrare il processo di frantumazione delle pietre aurifere. Accanto alla fabbrica, un nuovo edificio in armonia con il paesaggio accoglierà un <strong>centro servizi moderno</strong> con <strong>biglietteria, caffetteria e bookshop</strong>.</p>



<p>La seconda parte del progetto condurrà i visitatori all’<strong>interno delle gallerie</strong> della vecchia miniera di <strong>feldspato</strong>, costruita sulle ceneri delle miniere d’oro e attiva fino a pochi anni fa. Qui, il fascino del sottosuolo incontra il racconto di secoli di lavoro e resilienza alpina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’esperienza da vivere: il parco minerario di Kreas</h2>



<p>Durante le <strong>festività natalizie</strong> del 2025, i più curiosi hanno avuto la possibilità di partecipare a due <strong>visite in anteprima della Fabbrica di San Lorenzo</strong>, ricevendo un assaggio di ciò che sarà il futuro parco minerario. <strong>Altre date</strong> saranno disponibili nei <strong>prossimi mesi</strong>, regalando la possibilità di immergersi in un’esperienza che unisce memoria e identità.</p>



<p>La Valsesia, con il suo Monte Rosa e i suoi borghi senza tempo, ha sempre custodito <strong>tesori preziosi</strong>. <strong>Le miniere di Kreas</strong>, presto, saranno pronte a <strong>raccontare nuovamente la loro storia</strong>. </p>



<p>Non lasciarti sfuggire l’occasione di scoprirle!</p>



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		<title>Giro turistico di Alagna</title>
		<link>https://www.alagna.it/blog/alagna-a-360-gradi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Turistico Alagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alpinismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eccoci ormai a ridosso della fine delle vacanze natalizie, ma la voglia di scoprire non si ferma! Ti va di fare un giro turistico con noi?Ti accompagneremo alla scoperta degli angoli più suggestivi di Alagna, tra panorami mozzafiato, tradizioni autentiche ed esperienze uniche che questo splendido territorio sa offrire. E' l’occasione perfetta per vivere weekend [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alagna.it/blog/alagna-a-360-gradi/">Giro turistico di Alagna</a> proviene da <a href="https://www.alagna.it">Alagna</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Eccoci ormai a ridosso della fine delle vacanze natalizie, ma la voglia di scoprire non si ferma!</p>



<p>Ti va di fare un <strong>giro turistico</strong> con noi?<br>Ti accompagneremo alla scoperta degli angoli più suggestivi di Alagna, tra panorami mozzafiato, tradizioni autentiche ed esperienze uniche che questo splendido territorio sa offrire.</p>



<p>E' l’occasione perfetta per vivere weekend indimenticabili, ricchi di emozioni, relax e avventura, in ogni stagione dell’anno.</p>



<p>Allora, sei pronto? Su, partiamo insieme per il tuo prossimo <strong>giro turistico</strong>!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Wold</h2>



<p>Eccoci al Wold, una tappa imperdibile del tuo <strong>giro turistico</strong> ad Alagna!<br>Se vuoi imparare a sciare, lo skilift del Wold è il luogo ideale per muovere i primi passi sulla neve in totale sicurezza.</p>



<p>Qui troverai bimbi che imparano a sciare, maestri di sci qualificati pronti ad accompagnarti e un accogliente ristorante direttamente sulla pista, perfetto per una pausa gustosa.</p>



<p>Nei pressi della casetta dei maestri di sci c’è anche un campetto dedicato ai più piccoli, dove i giovani sciatori possono divertirsi, oltre a una piccola discesa pensata appositamente per i bob, per momenti di puro divertimento in famiglia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Comprensorio sciistico</h2>



<p>Scendendo con la navetta invernale verso il centro di Alagna, ci dirigiamo verso gli impianti di risalita, pronti per un <strong>giro turistico sulla neve</strong> indimenticabile.</p>



<p>Ad attenderti ci sono ben 200 km di piste, un <strong>territorio sciistico</strong> vastissimo che ti permette di raggiungere Gressoney e persino Champoluc, per vivere un’esperienza completa sulle montagne della Valsesia.</p>



<p>Una giornata in compagnia degli amici sulle meravigliose piste da sci ti regalerà allegria e divertimento senza fine. Le piste appena battute, il vento fresco del mattino e i raggi del sole che scaldano il viso ti faranno vivere emozioni uniche durante il tuo <strong>tour turistico ad Alagna</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La pista di pattinaggio e la pista di fondo</h2>



<p>Se non ti interessa lo sci alpino, l’<strong>offerta sportiva</strong> non manca: la <strong><a href="https://www.alagna.it/esperienze/pattinaggio_alagna/">pista di pattinaggio</a></strong> ad Alagna e la <strong>pista di fondo</strong> a Riva Valdobbia potrebbero essere una fantastica alternativa!</p>



<p>Da quest’anno l’apertura della pista di fondo sarà garantita per tutta la stagione da un nuovo mezzo battipista e da un <strong>sistema di innevamento programmato</strong>. Questa novità è dettata dalla motivazione del Comune di Alagna nel credere in questo magnifico sport.</p>



<p>Il pattinaggio è un’attività molto amata da grandi e piccini e lo puoi praticare nella splendente pista di Alagna. Il <strong>ghiaccio spettacolare</strong> ti permetterà di vivere una mattinata unica.</p>



<p>… E una cioccolata calda dopo una mattinata di pattinaggio non potrà mancare!</p>



<p>Oltre a tutte queste opportunità si aggiungono le tante passeggiate che tanta meraviglia suscitano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ciaspolate</h2>



<p>Se cerchi un <strong>giro turistico</strong> fuori dagli schemi, l'inverno ad Alagna offre scenari unici. Con la neve, le semplici escursioni si trasformano in spettacolari ciaspolate, permettendoti di vivere una giornata attiva nel cuore delle montagne.</p>



<p>Grazie alle racchette da neve, questo <a href="https:https://www.alagna.it/esperienze/ciaspole-racchette-da-neve/">itinerario </a>ti porterà alla scoperta dei tesori della Valsesia: potrai raggiungere la splendida conca di <strong>Follu in Val d’Otro</strong> o esplorare la frazione walser di <strong>Peccia in Valle Vogna</strong>. Ogni tappa di questo giro turistico invernale è un incontro con la storia e la natura incontaminata.</p>



<p>Per chi preferisce percorsi più dolci si può proseguire lungo la ciclabile di Riva o attraverso il suggestivo sentierino che collega Alagna alla località Wold. Questi itinerari sono perfetti per chi desidera una passeggiata rilassante, ammirando i ghiacciai che circondano il paese.</p>



<p>Il nostro <strong>giro turistico</strong> guidato tra le bellezze di Alagna termina qui. Adesso tocca a te: scegli il tuo itinerario e trasforma la tua vacanza in un percorso indimenticabile, vivendo queste entusiasmanti esperienze in prima persona!</p>



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		<title>Una bella escursione in famiglia al Rifugio Pastore :-)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Turistico Alagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2024 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[esperienze in quota]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una gita per tutta la famiglia, una passeggiata tranquilla, un panorama mozza fiato… Ti aspettiamo al Rifugio Pastore! Quella all’Alpe Pile è un’escursione adatta per le famiglie, per i bambini e per gli appassionati di montagna. La caratteristica partenza con la navetta Siamo al parcheggio del Wold, zaino in spalla, vediamo la navetta e si [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Una gita per tutta la famiglia, una passeggiata tranquilla, un panorama mozza fiato… Ti aspettiamo al Rifugio Pastore!</strong></h2>



<p>Quella all’<a href="https://www.alagna.it/rifugi-monte-rosa/rifugio-pastore/"><strong>Alpe Pile</strong></a> è un’escursione adatta per le <strong>famiglie</strong>, per i bambini e per gli appassionati di montagna.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>La caratteristica partenza con la navetta</strong></h2>



<p>Siamo al parcheggio del <strong>Wold</strong>, zaino in spalla, vediamo la navetta e si parte!</p>



<p>Parcheggiamo la nostra macchina al parcheggio del Wold, l’ultimo parcheggio di Alagna e qui possiamo vedere lo skilift invernale ed immaginarci i prati coperti di neve con i bambini che si divertono a sciare.</p>



<p>Davanti a noi c’è la <strong>navetta</strong> che ci aspetta, prendiamo il biglietto ed in meno di 10 minuti eccoci all’<strong>Acqua Bianca</strong> (1450 m). Ci fermiamo qualche istante ad ammirare le spettacolari <strong>cascate</strong> e subito imbocchiamo il sentiero numero 206.</p>



<p>In meno di dieci minuti ci troviamo di fronte ad un’altra cascata, si tratta delle cosiddette “Caldaie del Sesia”, che meraviglia!</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Il Centro Visite ed il Giardino Botanico all’Alpe Fum Bitz</strong></h2>



<p>Una tappa “obbligatoria” è quella al Centro Visite ed al Giardino Botanico all’Alpe Fum Bitz.</p>



<p>Questi si trovano nell’area protetta più alta d’Europa: il Parco Naturale dell’Alta Valsesia, ad un’altitudine di circa 1600 m.</p>



<p>Il giardino è nato nel 1999 ed ospita un’ampia varietà di specie ed ampie zone floristico-vegetazionali dove sono presenti 131 tipologie di fiori.</p>



<p>Puoi trovare aperta questa sede in estate, oppure su prenotazione negli altri periodi dell’anno; potrai, così, acquisire tutte le notizie sulla flora e sulla fauna del Parco!</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>L’incantevole arrivo</strong></h2>



<p>In 20 minuti circa di camminata eccoci arrivati all’<strong>Alpe Pile</strong> (1575 m) dove si trova il Rifugio Pastore ed una splendida vista sul Monte Rosa; si tratta di uno dei punti panoramici più importanti sulla parete Sud del Monte Rosa.</p>



<p>Oltre ai tanti prati e pascoli, qui sono presenti alte rocce con delle erosioni di forma tonda chiamate <strong>“Marmitte dei giganti”</strong>. Si pensa, infatti, che siano passati dei giganti e che questi abbiano lasciato le loro impronte!</p>



<p>Queste cavità sono, in realtà, il risultato dell’importante azione erosiva esercitata dal ghiacciaio.</p>



<p>Ai bambini piace molto giocare su queste rocce, anche perché nelle “Marmitte dei giganti” sono presenti alcuni girini.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Il Rifugio Pastore</strong></h2>



<p>Il <a href="https://www.alagna.it/trekking-e-passeggiate/lalpe-pile/"><strong>Rifugio</strong></a> fu realizzato nel 1972 e la sezione di Varallo Sesia del Club Alpino lo dedicò alla memoria del socio Francesco Pastore, fratello dell’allora presidente sezionale Gianni Pastore, prematuramente scomparso durante un incidente automobilistico.</p>



<p>L’edificio è composto da quattro caratteristiche baite completamente ristrutturate dove predominano il legno di larice e le pietre tipiche della Valsesia.</p>



<p>Nella struttura principale puoi trovare il ristorante che offre un’ottima cucina ed il bar provvisto di un’ampia terrazza panoramica. Nelle baite adiacenti si trovano le camerette ed i dormitori.</p>



<p>Non dimentichiamoci che fuori dal Rifugio è presente un <strong>binocolo</strong> che ti permetterà di ammirare tutte le punte del Monte Rosa!</p>



<p>Il Rifugio offre uno spazio dedicato alle <strong>tende</strong>; se vuoi vivere un’esperienza in montagna sotto le stelle, questo posto incantevole fa per te!</p>



<p>La struttura offre un soggiorno in una struttura immersa nella natura ed affacciata sul Monte Rosa. Svegliarsi, aprire la finestra, sentire l’aria fresca sul viso osservando il Monte Rosa proprio davanti di te, ti donerà tutta l’energia per vivere una giornata ricca di emozioni!</p>



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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="269" height="202" data-id="66588" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/08/Pastore-1-1.jpg" alt="" class="wp-image-66588" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/08/Pastore-1-1.jpg 269w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/08/Pastore-1-1-200x150.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 269px) 100vw, 269px" /></figure>



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		<title>Tra laghi alpini e colori della natura</title>
		<link>https://www.alagna.it/blog/tra-laghi-alpini-e-colori-della-natura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Turistico Alagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Aug 2024 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alpinismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pronti, partenza e via! Prepariamo lo zaino e partiamo! Ci troviamo in Valle Vogna, a Cà di Janzo ed in una quindicina di minuti arriviamo a Sant’Antonio, dove facciamo una breve sosta per bere un caffè che ci dà energia per affrontare la nostra salita. In questa splendida frazioncina ha vissuto nel 1800 l’Abate Antonio [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Pronti, partenza e via! Prepariamo lo zaino e partiamo!<br></strong></h2>



<p>Ci troviamo in <a href="https://www.alagna.it/trekking-e-passeggiate/la-valle-vogna/">Valle Vogna</a>, a Cà di Janzo ed in una quindicina di minuti arriviamo a Sant’Antonio, dove facciamo una breve sosta per bere un caffè che ci dà energia per affrontare la nostra salita.</p>



<p>In questa splendida frazioncina ha vissuto nel 1800 l’Abate Antonio Carestia, illustre botanico, alpinista, esperto traduttore di pergamene e colui al quale è stato dedicato il Rifugio che ci accoglierà tra qualche oretta.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’accogliente sentiero</strong></h2>



<p>Percorrendo il sentiero sterrato troveremo una fontanella che ci offre acqua fresca per riempire le nostre borracce. Arriviamo ora al bivio e seguiamo l’indicazione 202 che ci accompagna al <a href="https://www.alagna.it/trekking-e-passeggiate/risuolo-e-carestia/">R</a><a href="https://www.alagna.it/rifugi-monte-rosa/rifugio-carestia/">ifugio Abate Carestia.</a></p>



<p>Il sentiero si fa subito ripido ma non ce ne accorgiamo talmente siamo immersi nello splendore della natura che ci circonda.</p>



<p>Arrivati alla frazione Piane, ammiriamo per qualche istante la frazione Peccia dove è presente il luminoso laghetto artificiale e numerose case Walser. Ripartiamo!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’arrivo soddisfacente al Rifugio e gli stambecchi</strong></h2>



<p>Dopo due orette e mezza eccoci arrivati al Rifugio Abate Carestia (2201 m). La fatica si fa sentire ma il panorama ci conforta donandoci la forza di proseguire la nostra salita per ammirare altrettante opere naturali.</p>



<p>Ecco uno stambecco! Quasi sicuramente ne incontreremo molti altri; gli stambecchi amano vivere in questa zona e correre su e giù per questi pendii.</p>



<p>Sentiamo un buon profumino proveniente dal Rifugio, ma ahimè il pranzo ci aspetta per il ritorno…</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Notizie sul Rifugio</strong></h2>



<p>Il <a href="https://www.alagna.it/rifugi-monte-rosa/rifugio-carestia/">Rifugio</a> è una grande costruzione in pietra, circondata dalle alte vette ed affiancata da un limpido torrente; posto ideale per un weekend rilassante lontano dai rumori e dallo stress giornaliero.</p>



<p>Questa struttura è dotata di una sala bar ristorante e di 30 posti letto. L’edificio, dedicato all’Abate Carestia, è stato edificato nel 1995 per sostituire l’antica costruzione divenuta ormai pericolante.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il primo lago colorato: il Lago Bianco</strong></h2>



<p>Ad aspettarci, a mezz’oretta dal Rifugio, è il maestoso Lago Bianco (2332 m). Anche se l’acqua è molto fredda, i più coraggiosi possono fare un tuffo!</p>



<p>Il Lago, insolcato tra le montagne, è di scarsa profondità ed abitato da Salmerini. Gli appassionati di pesca possono aspettarci qui praticando pesca a mosca no-kill, mentre noi proseguiamo, costeggiando l’intero Lago, verso il Lago Nero.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>E quando pensavi che fosse finita, ecco che inizia la salita!</strong></h2>



<p>Dedichiamoci ancora 1h 30’ di camminata ed arriviamo al Lago Nero (2672 m), molto profondo ed abitato da salmerini, iridee e qualche bellissima fario. Quasi sicuramente dovremmo calpestare un po’ di neve: ci accoglierà un fantastico clima montano e tanta quiete e tranquillità.&nbsp;</p>



<p>Sapete cosa narra un’antica leggenda?</p>



<p>Si racconta che una sposa abbia perso il suo anello proprio qui, al Lago Nero e, poi, che lo stesso sia stato ritrovato nella fontana del “Giavino” (sorgente che si trova tra Riva ed Alagna, di fronte al distributore).</p>



<p>Dal Lago Nero parte il difficile sentiero che gli escursionisti esperti percorrono per arrivare al Corno Bianco; questo sentiero richiede molta attenzione, infatti molti alpinisti qui hanno perso la vita. È risultato, quindi, necessario attrezzare il sentiero con delle catene.</p>



<p>Ma noi non procediamo oltre, abbiamo già camminato 4h e 30’ e, soprattutto, la polenta con la salsiccia al Rifugio ci sta aspettando!</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="671" height="447" data-id="66224" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/Carestia-1.jpg" alt="" class="wp-image-66224" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/Carestia-1.jpg 671w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/Carestia-1-200x133.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 671px) 100vw, 671px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" data-id="66240" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/Carestia-5-2.jpg" alt="" class="wp-image-66240" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/Carestia-5-2.jpg 1024w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/Carestia-5-2-200x133.jpg 200w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/Carestia-5-2-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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		<title>Estate, percorriamo lo storico itinerario 201</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Turistico Alagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2024 09:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Via Regia e l'Ospizio Sottile Camminare su una via definita Regia può intimorire, ma garantiamo, sebbene un po’ faticosa, che questa si rivelerà un’esperienza da ricordare. L'itinerario 201 che porta al Colle Valdobbia viene chiamato Via Regia. Ma perché è definito Via Regia? &#160;Nonostante possa sembrare difficile da credere, questa strada è stata molto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alagna.it/blog/estate-percorriamo-lo-storico-itinerario-201-2/">Estate, percorriamo lo storico itinerario 201</a> proviene da <a href="https://www.alagna.it">Alagna</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading">La Via Regia e l'Ospizio Sottile</h2>



<p>Camminare su una via definita <strong>Regia </strong>può intimorire, ma garantiamo, sebbene un po’ faticosa, che questa si rivelerà un’esperienza da ricordare. L'itinerario 201 che porta al Colle Valdobbia viene chiamato Via Regia.</p>



<p>Ma perché è definito Via Regia?</p>



<p>&nbsp;Nonostante possa sembrare difficile da credere, questa strada è stata molto trafficata in passato. Fu via di collegamento fra l’antico Gran Ducato di Milano (prima), il Regno dei Savoia (dopo) ed i territori di Svizzera e Francia, passando dalla confinante Valle d’Aosta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Colle Valdobbia-un po' di storia</h2>



<p>Per secoli, i Walser, i mercanti, i soldati dell’esercito austriaco e dell’esercito francese e perfino la peste, valicarono il <strong><a href="https://www.alagna.it/trekking-e-passeggiate/alpe-larecchio-e-ospizio-sottile/" class="ek-link">Colle Valdobbia</a> </strong>che funge da confine tra due incantate Valli: la Valle Vogna e la Valle di Gressoney.</p>



<p>&nbsp;Questo continuo peregrinare a 2480 m, durato secoli ed accompagnato da difficili condizioni meteo, ha reso necessario la costruzione di un semplice riparo. Il <strong>canonico Nicolao Sottile</strong> fece erigere a sue spese una struttura più organizzata, dotata anche di una Cappella per dare conforto al corpo ed allo spirito.</p>



<p>A conferire maggiore importanza a questo edificio storico contribuì, nel 1871, l’istituzione di un Osservatorio meteorologico, il primo in Piemonte!</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nostra meta: l'Ospizio Sottile</h2>



<p>Partiamo dalla frazione Ca d’Janzo in Val Vogna e, superate le frazioni di Ca’ Piacentino, Ca’ Morca e Ca’ Verno raggiungiamo S. Antonio.</p>



<p>Da qui parte la strada sterrata che, su percorso facile e pianeggiante, arriva alla frazione Peccia (1 ora).</p>



<p>All’imbocco della frazione incontriamo un’area attrezzata con tavoli di legno ai bordi del bel laghetto artificiale.</p>



<p>Proseguiamo lungo la strada che qui diventa sentiero ed oltrepassando il nucleo di case walser, giungiamo all’Oratorio dedicato a San Grato ed il Ponte Napoleonico.</p>



<p>Ora, percorriamo l’<strong>itinerario n. 201</strong>, la salita si fa ripida e capiamo l’origine del nome della Frazione Montata.</p>



<p>Il sentiero dà tregua, si muove fra un bel lariceto ed arriva alla zona dell’Alpe Larecchio (1 ora). Possiamo scegliere se riposarci un po’ nella conca dell’Alpe ed in seguito raggiungere l’Alpe Pian del Celletto tramite la deviazione 201 A, oppure imboccare subito la diretta al Colle Valdobbia, <a href="https://www.alagna.it/rifugi-monte-rosa/rifugio-ospizio-sottile/" class="ek-link"><strong>Ospizio Sottile</strong></a>. Il rifugio si staglia all'orizzonte e ci sembra non arrivare mai, ma perseverando con determinazione, ci troviamo davanti al rifugio e facciamo un grande sospiro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Meta sudata ma raggiunta</h2>



<p>Ad accoglierci a braccia aperte, il giovane gestore Simone, che non ci farà mancare nulla!</p>



<p>Approfittiamo della calorosa ospitalità ripensando ai vecchi migranti che hanno trovato salvezza e protezione tra queste mura.</p>



<p>Abbiamo raggiunto il nostro traguardo! Ora possiamo goderci il bellissimo panorama a 360 gradi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Eventi al Colle</h2>



<p>Non dobbiamo dimenticarci che il primo luglio potremmo assistere al caratteristico passaggio della corsa Monte Rosa Walser Waeg offrendo un caloroso supporto ai coraggiosi atleti che correranno 45 km immersi nello splendore che la montagna offre loro.</p>



<p>Il <strong>10 agosto</strong> siamo tutti invitati alla festa con pranzo tipico e Santa Messa organizzati dal rifugio.</p>



<p>Quella che regala il sentiero verso il Colle e la visita all’Ospizio è un’esperienza ineffabile, di pura contemplazione e rivelazione.</p>



<p>Vi aspettiamo per altre numerose avventure nella splendida<strong> <a href="https://www.alagna.it/trekking-e-passeggiate/la-valle-vogna/" class="ek-link">Valle</a></strong><a href="https://www.alagna.it/trekking-e-passeggiate/la-valle-vogna/" class="ek-link"> </a>che ci circonda!</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="539" height="404" data-id="65915" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Immagine1.jpg" alt="" class="wp-image-65915" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Immagine1.jpg 539w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Immagine1-200x150.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 539px) 100vw, 539px" /></figure>



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		<title>Giornata al Colle Mud e Rifugio Ferioli</title>
		<link>https://www.alagna.it/blog/giornata-al-colle-mud-e-rifugio-ferioli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Turistico Alagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[esperienze in quota]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[alagna valsesia]]></category>
		<category><![CDATA[hiking]]></category>
		<category><![CDATA[montagne]]></category>
		<category><![CDATA[monterosa]]></category>
		<category><![CDATA[passeggiate]]></category>
		<category><![CDATA[rifugioferioli]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
		<category><![CDATA[wildlife]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Zone di confine Ti piacciono le zone di confine? Qui sei sulla strada giusta! Ti suggeriamo di percorrere l’itinerario che porta al Colle Mud e poco sotto al Rifugio Ferioli seguendo il sentiero 208 che parte dalla frazione Ronco. La lingua Walser ci suggerisce che il termine Mud significhi “muto”, quindi, se è il silenzio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Zone di confine</h2>



<p>Ti piacciono le zone di confine?</p>



<p>Qui sei sulla strada giusta!</p>



<p>Ti suggeriamo di percorrere l’itinerario che porta al <a href="https://www.alagna.it/trekking-e-passeggiate/il-colle-mud/" class="ek-link">Colle Mud</a> e poco sotto al <strong>Rifugio Ferioli</strong> seguendo il sentiero 208 che parte dalla frazione Ronco.</p>



<p>La lingua Walser ci suggerisce che il termine Mud significhi “muto”, quindi, se è il silenzio che cerchi, mettiti in cammino e lascia spazio ai suoni dell’anima e della natura!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Partiamo</h2>



<p>Imbocchiamo <strong>il sentiero numero 208</strong> ai piedi della <a href="https://www.alagna.it/trekking-e-passeggiate/le-frazioni-antiche/" class="ek-link">Frazione Ronco</a>, costeggiando per i primi metri la destra orografica del torrente Mud. In circa 1h.30 – 2h di cammino raggiungiamo le case di <strong>Mud di là</strong> e di <strong>Mud di qua</strong>.</p>



<p>L’alpeggio doveva essere molto grande a giudicare dal numero di baite presenti. Ahimè, negli anni la furia delle valanghe ne ha danneggiate parecchie.</p>



<p>Nella popolazione Walser era consuetudine istituire delle corvées di mutuo soccorso in caso di calamità; ogni famiglia mandava un rappresentante in aiuto ai danneggiati.</p>



<p>Purtroppo, questa usanza si è persa ad eccezione della pulizia dei sentieri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La gestione del Rifugio</h2>



<p>Saliamo, poi, in 1h circa al <a href="https://www.alagna.it/rifugi-monte-rosa/rifugio-ferioli/" class="ek-link">Rifugio Ferioli</a> che è gestito direttamente <strong>dai Soci della Sezione</strong>. La struttura dispone di 24 posti letto, di un locale invernale ed offre un’ottima cucina!</p>



<p><strong>Il rifugio</strong> è inserito nel circuito internazionale della “Via Alpina”, un itinerario escursionistico che collega Trieste, sulla costa Adriatica, a Monaco e al Mediterraneo .</p>



<p>Il sentiero fa parte del <strong>GTA</strong>, la Grande Traversata Delle Alpi, itinerario molto battuto in estate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ecco il Colle!</h2>



<p>Quindici minuti ancora e raggiungiamo il Colle Mud (2324 m)!</p>



<p>Ecco il confine oltre il quale troverai monti, ancora monti e monti ancora! E vallate!</p>



<p>Se sei curioso di visitare la vallata più vicina in circa 1h.30 – 2h potrai seguire la lunga discesa che ti porterà al paese di Rima San Giuseppe, colonia fondata dal popolo Walser.</p>



<p>L’escursione è adatta a tutti, ma per i più esperti dal Colle è possibile affrontare la via alpinistica della <a href="https://www.alagna.it/esperienze/alpinismo-monte-rosa/monte-tagliaferro/" class="ek-link">Cresta Nord del Tagliaferro</a>, una delle creste più belle della zona!</p>



<p>Ma questa è un’altra storia e ve la racconteremo un’altra volta!</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="759" data-id="65757" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_163524_com.facebook.katana_edit_38897516812291-1024x759.jpg" alt="" class="wp-image-65757" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_163524_com.facebook.katana_edit_38897516812291-1024x759.jpg 1024w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_163524_com.facebook.katana_edit_38897516812291-200x148.jpg 200w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_163524_com.facebook.katana_edit_38897516812291-768x570.jpg 768w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_163524_com.facebook.katana_edit_38897516812291.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="912" height="1024" data-id="65759" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_164034_com.facebook.katana_edit_38864909106046-912x1024.jpg" alt="" class="wp-image-65759" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_164034_com.facebook.katana_edit_38864909106046-912x1024.jpg 912w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_164034_com.facebook.katana_edit_38864909106046-178x200.jpg 178w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_164034_com.facebook.katana_edit_38864909106046-768x862.jpg 768w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_164034_com.facebook.katana_edit_38864909106046.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 912px) 100vw, 912px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="709" data-id="65761" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_163555_com.facebook.katana_edit_38886352630522-1024x709.jpg" alt="" class="wp-image-65761" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_163555_com.facebook.katana_edit_38886352630522-1024x709.jpg 1024w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_163555_com.facebook.katana_edit_38886352630522-200x139.jpg 200w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_163555_com.facebook.katana_edit_38886352630522-768x532.jpg 768w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_163555_com.facebook.katana_edit_38886352630522.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="806" height="1024" data-id="65763" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_164112_com.facebook.katana_edit_38853558848236-806x1024.jpg" alt="" class="wp-image-65763" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_164112_com.facebook.katana_edit_38853558848236-806x1024.jpg 806w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_164112_com.facebook.katana_edit_38853558848236-157x200.jpg 157w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_164112_com.facebook.katana_edit_38853558848236-768x976.jpg 768w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/06/Screenshot_20240615_164112_com.facebook.katana_edit_38853558848236.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 806px) 100vw, 806px" /></figure>
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		<title>I 4000 del monte Rosa</title>
		<link>https://www.alagna.it/blog/4000-sul-monte-rosa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ALAGNA]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2024 19:05:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[monterosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pareti vertiginose, creste affilate e cime oltre i 4000 metri offrono panorami infiniti e pendii impegnativi. Sui 4000 del Monte Rosa, solitudine, silenzio, allenamento e curiosità si intrecciano in una sinfonia di emozioni, dove gioia e sconfitte si alternano. Il Monte Rosa non è solo Capanna Margherita. Se l'alpinismo ti ha conquistato, i 4000 del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Pareti vertiginose, creste affilate e cime oltre i 4000 metri offrono panorami infiniti e pendii impegnativi. Sui 4000 del Monte Rosa, solitudine, silenzio, allenamento e curiosità si intrecciano in una sinfonia di emozioni, dove gioia e sconfitte si alternano.</p>



<p>Il Monte Rosa non è solo Capanna Margherita. Se l'alpinismo ti ha conquistato, i 4000 del Monte Rosa rappresentano sicuramente l'obiettivo, che desideri raggiungere. Salire con le guide alpine UIAGM rende questa esperienza accessibile e sicura.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Perché salire i 4000 del Monte Rosa con le guide alpine?</h3>



<p>Se chiedi alle guide alpine che accompagnano gli alpinisti sui 4000 del Monte Rosa, ti diranno che i loro paesi, come Alagna, Gressoney e Ayas, hanno orizzonti brevi. Questi villaggi, incastonati tra le montagne, offrono spazi limitati. Chi nasce in montagna sente il bisogno di salire, per ampliare la linea del tramonto, e le guide del Monte Rosa adorano farlo. Ti insegneranno come affrontare queste ascensioni, e sono sicuro, che te ne innamorerai anche tu.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="400" data-id="66085" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000del-monte-rosa.jpeg" alt="" class="wp-image-66085" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000del-monte-rosa.jpeg 600w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000del-monte-rosa-200x133.jpeg 200w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="66118" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-panorama-1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-66118" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-panorama-1-1024x768.jpg 1024w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-panorama-1-200x150.jpg 200w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-panorama-1-768x576.jpg 768w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-panorama-1-800x600.jpg 800w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-panorama-1-1536x1152.jpg 1536w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-panorama-1-1320x990.jpg 1320w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-panorama-1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="66126" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-ludwigshohe-1-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-66126" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-ludwigshohe-1-768x1024.jpg 768w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-ludwigshohe-1-150x200.jpg 150w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-ludwigshohe-1-1152x1536.jpg 1152w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-ludwigshohe-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
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<h3 class="wp-block-heading">I 4000 del Monte Rosa: storia di una salita per molti</h3>



<p>Sul Monte Rosa ci sono cime di 4000 metri accessibili a molti, ma non agli inesperti. Un'ascensione davvero appagante è il tragitto, che collega le cime Parrot, Ludwigshöhe e Corno Nero. Questa traversata è una miscela armoniosa di creste e salite ripide, intervallate da tratti più semplici. Si raggiungono tre cime sopra i 4000 metri senza eccessive difficoltà tecniche, completando il percorso in due giorni, con dislivelli moderati. È adatta ad alpinisti con esperienza su ghiacciaio che vogliono salire di livello, ma anche per chi colleziona cime di 4000 metri</p>



<h3 class="wp-block-heading">La notte in rifugio non è sempre facile</h3>



<p>Il primo obiettivo è raggiungere la<a href="https://www.alagna.it/booking/capanna-gnifetti/" class="ek-link"> Capanna Gnifetti</a>, base storica di quasi tutte le salite sul Monte Rosa. Un'ora e mezza di sentiero, con una via attrezzata finale, che regala qualche brivido.</p>



<p>Anche se accogliente, la Capanna Gnifetti è situata a 3647 metri di altitudine. Le stanze sono multiple, con letti a castello, bagni senza acqua e una grande terrazza con vista. L'ambiente è vivace e cordiale, pieno di alpinisti, e la cucina è ottima, attenta a vegetariani, vegani, intolleranti e golosi. Dormire non è semplice, ma riposare è possibile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una salita sui 4000 del Monte Rosa non si improvvisa mai</h3>



<p>La mattina inizia presto, alle 4 o alle 5, a seconda delle condizioni meteo, delle temperature e del rigelo. In due ore si raggiunge il Colle del Lys, a 4200 metri, con vista sul Cervino. Fermarsi per ammirare lo spettacolo è d'obbligo. Anche se l'impegno è notevole, è equilibrato e ripagato da forti emozioni. Lasciare alle spalle la Capanna Gnifetti tra i rumori ovattati della notte e seguire i passi della guida, con la mente sgombra, è l'inizio di un viaggio indimenticabile. La professionalità della guida che ti accompagna è un valore aggiunto inestimabile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La Punta Parrot</h3>



<p>Protagonista dello skyline di Alagna, con la sua cresta sinuosa e innevata, la Punta Parrot non è così difficile da raggiungere. Arrivare in vetta è un'esperienza emozionante. Dopo un pendio ripido, sbucherai improvvisamente sulla cima. Se hai osservato la Parrot dal basso, saprai che la Valsesia è proprio lì sotto, 3000 metri più in basso. Camminare sulla cresta innevata di questo 4000 del Monte Rosa diventerà presto naturale. La via, fatta di neve con una leggera pendenza, ti condurrà senza fatica attraverso le nuvole. Quando raggiungerai il punto più alto, sarai a 4434 metri.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La Ludwigshöhe</h3>



<p>Dalla Punta Parrot, si scende con una pendenza accessibile fino al Colle Sesia. La salita lungo la cresta arrotondata, che conduce alla vetta piatta della Ludwigshöhe, anch'essa oltre i 4000 metri, è breve. Se saprai che la roccia che segna l'antecima è a soli 50 metri dalla vetta, troverai la motivazione per raggiungere la seconda cima del giorno sul Monte Rosa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il Corno Nero</h3>



<p>Dal Colle Zurbriggen, una breve parete di neve con una pendenza di circa 50° ti condurrà in vetta. La cresta rocciosa, armoniosa e sormontata dalla Madonnina, è incredibilmente affascinante. I movimenti attenti e curati ti faranno dimenticare la fatica, trasformando l'ascensione in una danza tra roccia e ghiaccio. L'alpinismo è appagante quando corpo e mente sono in armonia, e la ricerca dell'equilibrio tra questi elementi supera la fatica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il Cristo delle Vette</h3>



<p>Dal Corno Nero, si raggiunge rapidamente la base della roccia su cui è collocata la statua del Cristo delle Vette. Anche se non sono favorevole all'antropizzazione della montagna, devo ammettere che questa statua è davvero impressionante. Alta 3,60 metri e esposta alle intemperie a 4161 metri, quando l'ho vista era bianca e scintillante, avvolta in un mantello di ghiaccio. Pur immaginandola fuori luogo, l'ho trovata emozionante. Per raggiungerla, si risale la roccia con l'aiuto di staffe e di una corda fissa.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-vuoi-salire-i-4000-del-monte-rosa-guarda-qui">Vuoi salire i 4000 del monte Rosa ? guarda qui</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://monterosabooking.com/it/prodotto/full-immersion-4000-del-monte-rosa/">Full immersion 4000</a></li>



<li><a href="https://monterosabooking.com/it/prodotto/parrot-peak-and-the-easy-4000-meter-peaks-of-monte-rosa/">La punta Parrot e i 4000 del monte Rosa più facili</a></li>
</ul>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="66126" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-ludwigshohe-1-768x1024.jpg" alt="4000 sul monte Rosa" class="wp-image-66126" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-ludwigshohe-1-768x1024.jpg 768w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-ludwigshohe-1-150x200.jpg 150w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-ludwigshohe-1-1152x1536.jpg 1152w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-ludwigshohe-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Punta Parrot</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="577" height="1024" data-id="66140" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/salire-i-4000-cristodellevette-577x1024.jpg" alt="" class="wp-image-66140" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/salire-i-4000-cristodellevette-577x1024.jpg 577w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/salire-i-4000-cristodellevette-113x200.jpg 113w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/salire-i-4000-cristodellevette-768x1362.jpg 768w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/salire-i-4000-cristodellevette-866x1536.jpg 866w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/salire-i-4000-cristodellevette.jpg 902w" sizes="auto, (max-width: 577px) 100vw, 577px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cristo delle Vette</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="66116" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-cristo-delle-vette-1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-66116" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-cristo-delle-vette-1-1024x768.jpg 1024w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-cristo-delle-vette-1-200x150.jpg 200w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-cristo-delle-vette-1-768x576.jpg 768w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-cristo-delle-vette-1-800x600.jpg 800w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-cristo-delle-vette-1-1536x1152.jpg 1536w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-cristo-delle-vette-1-1320x990.jpg 1320w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-cristo-delle-vette-1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La Piramide Vincent</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="66091" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-chwartzhorn-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-66091" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-chwartzhorn-1024x768.jpg 1024w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-chwartzhorn-200x150.jpg 200w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-chwartzhorn-768x576.jpg 768w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-chwartzhorn-800x600.jpg 800w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-chwartzhorn-1536x1152.jpg 1536w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-chwartzhorn-1320x990.jpg 1320w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-chwartzhorn.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il Corno Nero</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="66087" src="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-66087" srcset="https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-1024x768.jpg 1024w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-200x150.jpg 200w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-768x576.jpg 768w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-800x600.jpg 800w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-1536x1152.jpg 1536w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa-1320x990.jpg 1320w, https://www.alagna.it/wp-content/uploads/2024/07/i-4000-del-monte-rosa.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I Lyskamm</figcaption></figure>
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<p>L'articolo <a href="https://www.alagna.it/blog/4000-sul-monte-rosa/">I 4000 del monte Rosa</a> proviene da <a href="https://www.alagna.it">Alagna</a>.</p>
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