Nel 2026 Riva Valdobbia, in Valsesia (Piemonte), celebra i 700 anni dalla fondazione della propria parrocchia, istituita nel 1326 con la separazione dalla parrocchia matrice di Scopa. La data è ancora incisa sul portale in pietra della chiesa di San Michele Arcangelo, dichiarata Monumento Nazionale. La ricorrenza non è solo religiosa: segna la nascita dell'autonomia civile della comunità dell'alta Valsesia.
La parrocchia di Riva Valdobbia è stata istituita nel 1326, con un atto di separazione dalla parrocchia di Scopa, da cui fino ad allora dipendevano gli abitanti di Riva e della Val Vogna. Prima di quella data, per ricevere i sacramenti, celebrare matrimoni o seppellire i defunti, la popolazione doveva percorrere mulattiere lunghe e spesso impraticabili d'inverno.
Con l'atto del 1326 Riva ottenne:
Fu una conquista civile, oltre che religiosa, che consolidò l'identità autonoma della comunità dell'alta valle rispetto a Scopa.
La chiesa medievale di San Michele, costruita nel XIV secolo, sorgeva vicino al torrente Vogna. Nel 1640 un'alluvione danneggiò irreparabilmente il terreno su cui era edificata, rendendone necessario l'abbandono definitivo.
Dopo l'alluvione del 1640, la comunità trasferì la sede parrocchiale in una posizione più sicura, ampliando e adattando l'oratorio di Santa Maria, edificato nel 1473 come cappella cimiteriale. Durante i lavori le funzioni si tennero nell'oratorio di Sant'Antonio da Padova, nella frazione Vogna di Là. Il nuovo edificio mantenne il titolo di San Michele Arcangelo, in continuità con la chiesa originaria.
Oggi questa chiesa, che domina la piazza di Riva Valdobbia, è dichiarata Monumento Nazionale.
La facciata della chiesa custodisce uno dei cicli pittorici più importanti dell'arco alpino: un Giudizio Universale realizzato nel 1597 dal pittore valsesiano Melchiorre d'Enrico, fratello di Tanzio da Varallo e dello scultore Giovanni d'Enrico.
La composizione include:
Per secoli pellegrini e mercanti diretti ai valichi alpini guardavano l'immagine di San Cristoforo credendo che la sola contemplazione garantisse protezione durante il viaggio.
Curiosità: nella parte inferiore dell'affresco è raffigurata una figura di risorto il cui sguardo, per un effetto prospettico, sembra seguire l'osservatore da qualunque punto della piazza.
L'anniversario del 2026 racconta insieme tre livelli della storia della comunità:
La data 1326, ancora incisa sul portale in pietra, continua a raccontare, dopo sette secoli, la nascita dell'identità religiosa e civile di Riva Valdobbia.

