Nel cuore del Monte Rosa, a 2.901 metri di quota, tra il Corno del Camoscio e lo Stolemberg, sorge l’Istituto Angelo Mosso. È un centro di ricerca dove la scienza si svolge ad alta quota.
Fondato nel 1907 dal fisiologo Angelo Mosso, l’Istituto studia gli effetti dell’altitudine sul corpo umano e analizza i cambiamenti dell’ambiente alpino. In questo contesto unico, tra vette maestose, ricercatori da tutto il mondo osservano un ecosistema straordinario. Le attività scientifiche spaziano dalla fisiologia alla glaciologia, dalla meteorologia alla geologia.
L’Istituto Angelo Mosso è un punto di riferimento per la ricerca scientifica in alta quota. L’aria rarefatta, le temperature estreme e l’isolamento naturale offrono condizioni uniche. Qui si studiano gli effetti dell’ipossia e della resistenza fisica in altitudine. Si analizzano anche le trasformazioni dei ghiacciai del Monte Rosa, testimoni silenziosi dell’evoluzione climatica.
La ricerca all’Istituto non si limita alla fisiologia. Nel corso dei decenni, l’istituto ha accolto studiosi e ricercatori da tutto il mondo. Le ricerche approfondiscono le interazioni tra ambiente montano e organismi viventi e gli studi spaziano dalla geofisica alla botanica, fino alla meteorologia alpina. È un luogo di ricerca multidisciplinare, dove il sapere si nutre della montagna.
Oltre a essere un centro di ricerca, l’Istituto Angelo Mosso è anche un luogo di divulgazione scientifica. Le sue sale raccontano la storia degli studi condotti in alta quota. Sono esposte strumentazioni d’epoca, fotografie e documenti e il percorso ripercorre oltre un secolo di scoperte scientifiche.
Le visite guidate permettono ai visitatori di immergersi nella storia della ricerca alpina. Offrono anche l’opportunità di scoprire il lavoro degli scienziati. Ancora oggi, all’Istituto,si studia e si monitora il delicato equilibrio della montagna.
Dopo il devastante incendio del 2000, l’Istituto Angelo Mosso è stato ricostruito e riaperto nel 2007. La ricostruzione ha mantenuto viva l’eredità di Angelo Mosso e il suo impegno per la conoscenza scientifica. Oggi, più che mai, l’istituto continua a essere un presidio per la ricerca. È un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni ambientali e climatiche che interessano le Alpi e il mondo intero.
Un luogo sospeso tra cielo e terra, dove la scienza incontra la montagna.





