C'è una valle che gli Alagnesi portano nel cuore più di ogni altra. Non è la più alta, non è la più famosa — eppure è quella che, una volta vista, si fa difficile dimenticare. È la Val d'Otro: una conca verde e lussureggiante, abitata per secoli, punteggiata di frazioni in pietra e larice con nomi che suonano ancora esattamente come li pronunciavano i Walser.
Il percorso che la raggiunge — il sentiero 203 — parte dal centro di Alagna e sale attraverso boschi, terrazzamenti antichi e scorci improvvisi. Questa guida ti racconta ogni tappa.
Il trekking verso la Val d'Otro comincia in paese, davanti al Teatro Unione Alagnese: uno dei teatri storici della Valsesia, costruito nei primi anni del Novecento e perfettamente conservato. Centoventisei anni di storia, vissuti con discrezione, come tutto ad Alagna.
È un dettaglio che vale la pena notare prima di partire: la cultura Walser non si è espressa solo nella pietra delle baite e nei campi terrazzati, ma anche in spazi di incontro e condivisione come questo.
Poco dopo la partenza, passando per la frazione Reale di Sopra, si incontra un'abitazione con un affresco in facciata che raffigura la Madonna col Bambino. Grazia e maestria, da parte di persone che vivevano di agricoltura e allevamento — in quota, con mezzi limitati e un inverno lungo.
È uno dei tanti segni che questo percorso distribuisce con generosità: la bellezza come atto quotidiano, non come eccezione.
Imboccato il sentiero 203 — ben segnalato — la gradinata impone il ritmo: il fiato va risparmiato, i passi si fanno consapevoli. Dopo circa dieci minuti di cammino si apre il primo scorcio.
Un cartello in legno indica Der Spiegel — "lo specchio" in tedesco. Dall'apertura tra gli alberi si vede tutta Alagna: il paese nel fondovalle, il Monte Rosa sullo sfondo, le frazioni sparse sui pendii. Il nome è azzeccatissimo: il paesaggio si offre come un riflesso, nitido e completo.
Proseguendo, il sentiero attraversa radure dove le baite si alternano ai resti di terrazzamenti un tempo usati come campi coltivati. Ogni angolo mostra i segni di un lavoro tenace: muri di pietra a secco, scale incise nel fianco della montagna, spazi strappati alla roccia con pazienza.
I Walser erano lavoratori instancabili, abituati alla quota e al clima rigido — ma erano anche artigiani, pittori, scultori. Lo si vede ovunque, se si guarda con attenzione.
A circa metà percorso si incontra una fontana in sasso con incisi alcuni segni particolari. Non sono decorazioni casuali: sono gli Huszaiche, i simboli identificativi dei casati delle famiglie Alagnesi.
Ogni famiglia aveva il proprio segno, tramandato di generazione in generazione. Li trovi sugli stipiti delle porte delle case antiche, ma anche su oggetti di uso comune — suppellettili, attrezzi da lavoro, cassoni della dote. Una firma silenziosa che attraversa i secoli.
Poco più avanti, il sentiero porta al Sasso della Madonna: una roccia sulla quale, secondo la tradizione locale, è impressa la mano della Beata Vergine. È uno di quei luoghi in cui il paesaggio e la devozione si sovrappongono in modo naturale, senza forzature — come spesso accade nei territori Walser, dove la fede è radicata nel territorio prima ancora che nelle chiese.
Superato il sasso, il sentiero sale attraverso boschi di conifere e faggi. Se cammini in silenzio, è facile avvistare gli scoiattoli che si muovono veloci tra i tronchi, alla ricerca dei semi delle pigne degli abeti rossi. Li riconosci dalla coda folta — bilanciere e paracadute allo stesso tempo — e dai movimenti improvvisi, quasi acrobatici. Gli acrobati del bosco, come vengono chiamati in valle.
Al limitare del bosco, la valle si apre all'improvviso: la conca della Val d'Otro appare con le sue case in larice disposte sui pendii, la piccola chiesa della Madonna della Neve al centro e, in lontananza, i profili dei colli che portano ancora più in quota.
La Madonna della Neve viene festeggiata dai frazionisti ogni anno il 5 agosto: una ricorrenza che scandisce l'estate della valle come faceva secoli fa.
I nomi delle frazioni non sono mai stati italianizzati. Sono rimasti esattamente come li usavano i Walser, e proprio per questo sono entrati nell'uso comune senza bisogno di traduzioni.
Feljeretsch — la frazione più a oriente. Ospitava anticamente un'osteria, oggi tornata a nuova vita come struttura ricettiva.
Follu — il nome significa "colino del latte", probabilmente perché qui si trovava la vecchia latteria, oggi trasformata in rifugio.
Fum Tschukke — "Sulla roccia": la frazione è costruita direttamente sulla roccia, da cui domina tutta la valle.
Dorf — le sue case hanno tutte il fronte rivolto a sud, in perfetta coerenza con i principi moderni del risparmio energetico — anticipati di secoli. All'ingresso dell'abitato si trova il forno da pane, restaurato e perfettamente funzionante.
Zar Skorpiu — l'ultima frazione del percorso principale. Le case riportano incise le date di costruzione: 1564, 1594, 1661. Anche qui il forno viene usato per la tradizionale Festa del Pane, organizzata dai frazionisti.
Weng — "alle coste": si trova lungo il sentiero che collega Scarpia a D'Sender, sull'itinerario ad anello 203 A. I campi intorno sono ancora coltivati, e questo le dà un'aria viva, presente, non solo conservata.
Nella conca, il Rifugio Zar Senni è il punto di ristoro naturale del percorso. L'instancabile Ivana prepara selvaggina e piatti di cucina montana con la stessa cura con cui si curavano le cucine di queste frazioni da sempre. Se i profumi arrivano da lontano mentre scendi verso la valle, è un buon motivo per non affrettare il passo.
Info e prenotazioni: alagna.it/ristoranti/zar-senni-otro
Passando tra le case di Fum Tschukke si può raggiungere il Belvedere: il punto da cui si gode la vista più ampia e completa su Alagna e sul fondovalle. Vale la piccola deviazione.
Il sentiero 203 e il suo anello 203 A sono solo il punto di ingresso alla Val d'Otro. La valle continua verso nord, verso alpeggi sempre più alti, colli e passaggi verso le valli limitrofe. Chi vuole può costruirsi il proprio percorso — seguendo la curiosità, il dislivello disponibile, o semplicemente la direzione che sembra più giusta in quel momento.
Come si arriva alla Val d'Otro? Il percorso parte dal centro di Alagna Valsesia, davanti al Teatro Unione Alagnese. Si segue il sentiero 203, ben segnalato, fino alla conca della Val d'Otro.
Quanto è lungo il sentiero 203 per la Val d'Otro? Il percorso di andata dal paese alla conca richiede circa un'ora e mezza di cammino. L'itinerario ad anello 203 A permette di tornare toccando altre frazioni.
Cosa sono gli Huszaiche? Sono i simboli identificativi dei casati delle famiglie Walser di Alagna. Si trovano incisi sulle fontane, sugli stipiti delle porte e su oggetti di uso quotidiano. Rappresentano una delle forme più antiche di identità familiare Walser.
C'è un rifugio aperto in Val d'Otro? Sì, il Rifugio Zar Senni si trova nella conca della Val d'Otro e serve pasti con cucina montana, selvaggina compresa. È consigliabile verificare i periodi di apertura sul sito di Alagna.
Quando si tiene la Festa del Pane a Zar Skorpiu? La data varia ogni anno: è organizzata dai frazionisti della Val d'Otro. Vale la pena chiedere all'Ufficio del Turismo di Alagna per la data aggiornata. Ufficio del Turismo: 0163 922 988.
Quando si festeggia la Madonna della Neve in Val d'Otro? La Madonna della Neve viene festeggiata ogni anno il 5 agosto.

