Carnevale Alagnese: storia, maschere e tradizioni di Alagna Valsesia

Origini del Carnevale Alagnese

Il Carnevale Alagnese rappresenta una delle tradizioni più autentiche e identitarie di Alagna Valsesia. Le sue origini affondano nella memoria collettiva della comunità, tramandate oralmente di generazione in generazione. Non esistono fonti scritte che ne attestino con precisione l’inizio, ma proprio questa dimensione popolare rende il Carnevale parte viva del patrimonio culturale locale.

Le maschere del Carnevale Alagnese

Simbolo del Carnevale sono Schwi e Schwilja, il maiale e la maialina, maschere nate negli anni Novanta e diventate in breve tempo icone riconoscibili della festa. I primi interpreti, Ivana Valzer e Gianpaolo Orso, hanno dato vita a personaggi che oggi incarnano lo spirito ironico e comunitario del Carnevale.

La Paniccia, piatto tradizionale del Carnevale Alagnese

La tradizione gastronomica più rappresentativa è la Paniccia, piatto tipico di Carnevale. Le prime testimonianze risalgono al 1959, quando un gruppo di alagnesi decise di prepararla per la prima volta nel giorno del Martedì Grasso, ispirandosi alle tradizioni dei paesi vicini della Valsesia.

Prima della distribuzione della Paniccia, era consuetudine la corsa del maialino lungo la via principale del paese: un momento festoso che coinvolgeva bambini, musicisti e cittadini, con il maialino addobbato da una colorata corona al collo.

Giochi popolari e riti del Martedì Grasso

Durante la mattinata del Martedì Grasso, la piazza si animava con giochi popolari, tra cui l’albero della cuccagna, simbolo di abilità e divertimento collettivo. Al calare della sera, in ogni frazione venivano accesi i tradizionali falò, chiamati “faschnachtfirljini”, accompagnati dalle grida rituali dell’“Huru”, che riecheggiavano da una parte all’altra del paese.

La giornata si concludeva con il ballo mascherato presso l’Unione Alagnese, noto per le maschere elaborate e talvolta inquietanti, elemento distintivo del Carnevale locale.

Il Carnevale oggi: tradizione viva e condivisa

Oggi il Carnevale Alagnese prende ufficialmente avvio il giorno dell’Epifania, con il primo ballo all’Unione Alagnese. In questa occasione, il Sindaco consegna simbolicamente le chiavi di legno alle maschere principali, decretando l’inizio delle celebrazioni.

Nei giorni precedenti al Martedì Grasso si svolgono:

  • il taglio collettivo delle verdure per la Paniccia
  • il ballo dei bambini, momento dedicato alle famiglie
  • la distribuzione della Paniccia, seguita dalla tradizionale lotteria del Carnevale

La giornata si conclude con il Ballo del Popolo Porco, che rinnova il legame tra comunità e tradizione.

Un simbolo che attraversa il tempo

Il profondo legame tra il Carnevale e l’identità di Alagna è visibile anche nel Teatro di Alagna Valsesia, inaugurato nel 1900, dove l’emblema del maiale decora la parte anteriore del palcoscenico.

Una leggenda popolare valsesiana racconta della rivalità simbolica tra i Purcei di Alagna, i Garuf di Riva Valdobbia e i Brusoign di Mollia, una storia tramandata oralmente che continua ad alimentare il fascino del Carnevale. Oggi, oltre ad Alagna, solo Campertogno conserva ancora viva la tradizione delle maschere carnevalesche.

Il Carnevale Alagnese come patrimonio culturale

Il Carnevale Alagnese non è solo una festa, ma un patrimonio culturale immateriale, espressione di identità, memoria e partecipazione collettiva. Una tradizione che continua a rinnovarsi, mantenendo intatto il suo significato profondo nel cuore della Valsesia.

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