Sacro Monte di Varallo

Sacro Monte di Varallo Sesia – Patrimonio del Umanità

Varallo, considerata storicamente la “capitale” della Valsesia per il suo vasto patrimonio storico-artistico, è città di grande fascino e incantevole bellezza. Nel centro storico sono tante le testimonianze architettoniche: il nucleo antico delle “contrade”, piccole vie anticamente deputate al commercio e alla produzione artigianale, il palazzo cinquecentesco che ospitava la famiglia varallese degli Scarognini-D’Adda e le scenografiche ville ottocentesche, collocate in quello che era il centro residenziale della città e che oggi fanno rivivere al visitatore lo spirito della Belle Epoque.

Varallo è caratterizzata da numerose chiese ed edifici religiosi tra i quali spicca la Collegiata di San Gaudenzio, con il polittico di Gaudenzio Ferrari, le Chiese di Santa Maria delle Grazie e di San Marco e l’Oratorio della Madonna di Loreto: luoghi in cui realmente fede, arte e storia si uniscono a formare un’opera fondamentale nel panorama della storia dell’arte italiana.

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie e la Parete Gaudenziana.

Monumento nazionale è situata ai piedi della salita che da Piazza Gaudenzio Ferrari conduce al Sacro Monte di Varallo Sesia, ha al suo fianco il convento in origine occupato dai Frati Minori Osservanti e dal 1953 ospitante la Casa Generalizia dell’Ordine delle Suore Missionarie di Gesù Eterno Sacerdote.

La fondazione del complesso conventuale di Santa Maria delle Grazie è strettamente legata a quella del Sacro Monte di Varallo; chiesa, convento e Sacro Monte sono parte di un unico concetto ideativo e di un unico momento storico artistico nato sul finire del XV secolo.

Entrando in chiesa lo sguardo del visitatore è subito catturato dalla grande scena narrativa delle Storie della Vita di Cristo che formano la celeberrima Parete Gaudenziana, realizzata tra il 1512 e il 1513, preludio e sintesi di quanto andava sorgendo al Sacro Monte: qui l’arte e la poetica di Gaudenzio Ferrari raggiungono quelle caratteristiche stilistiche che costituiranno il suo tratto distintivo e che non lo abbandoneranno mai nel corso di tutta la sua produzione artistica futura.

Il Complesso Monumentale del Sacro Monte di Varallo Sesia

Il Sacro Monte di Varallo Sesia è il più antico e il più importante tra i Sacri Monti piemontesi e lombardi e dal 2003 è entrato a far parte del patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. E’ un Complesso Monumentale, che riveste una spiccata importanza, non solo dal punto di vista religioso, ma anche da quello storico artistico. Costituito da 45 cappelle, ovvero vere e proprie architetture, popolate da più di 800 statue, corredate da dipinti di eccezionale valore artistico, si dipana sulla terrazza di roccia che sovrasta la città è inserito nella Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Varallo, istituita nel 1980 al fine di gestire e tutelare il monumento dal punto di vista naturalistico-ambientale.

Ideatore e primo promotore dell’edificazione del Sacro Monte fu il Beato Bernardino Caimi, Francescano dell’Antica Osservanza, già Custode dei Sacri Luoghi d’Oriente, che alla fine del Quattrocento volle ricreare sulla sommità del monte dominante Varallo la “Nuova Gerusalemme”, per consentire ai fedeli che non potevano recarsi in Palestina, di vivere la spiritualità del pellegrinaggio in Terrasanta, riproponendone fedelmente i luoghi più simbolici.

Il Sacro Monte ha la forma di una vera e propria cittadella fortificata, cinta da mura e costituita da vie, piazze, palazzi e giardini. Statue e dipinti, poi, danno forma e voce al percorso che narra le vicende della vita di Cristo dall’Annunciazione alla resurrezione.
Fra i tanti artisti che lavorarono nel Sacro Monte varallese nel corso dei secoli vanno ricordati Gaudenzio Ferrari, uno dei massimi esponenti rinascimentali della cultura lombardo piemontese, Giulio Cesare Luini, Giovanni D’Enrico, Tanzio da Varallo e il Morazzone.
Con Gaudenzio Ferrari, in particolare, il progetto iniziale del Sacro Monte di riprodurre i Luoghi Santi fu, se non proprio dimenticato, fu messo in disparte per sviluppare l’illustrazione dei fatti salienti della vita del Cristo. Fu san Carlo Borromeo, a diffondere la conoscenza e la venerazione per la Nuova Gerusalemme varallese e seguendo il suo esempio, negli anni a venire e fino ai nostri giorni, molti pellegrini, si sono recati al Sacro Monte Anche Antonio d’Enrico, detto il Tanzio da Varallo, lavorò al Sacro Monte. Antonio nato a Riale di Alagna intorno al 1578 e morto a Borgosesia intorno nel 1632-33 è un artista di formazione romana, compiuta sulle opere del Caravaggio e dei caravaggeschi. Capolavori di Tanzio da Varallo restano gli affreschi in varie cappelle del Sacro Monte, ove collabora con il fratello maggiore Giovanni, creatore di straordinarie statue policrome a grandezza naturale.