Punto di Partenza: Ca d’Janzo 1354 m
Dislivello: mt.541
Tempo di percorrenza: 2 ore circa
Difficoltà: facile

Con bambini: si
Punto d’appoggio: Agriturismo Larecchio
Segnavia: n° 201/201 a (ex 1)
In Bicicletta: no

La passeggiata ideale con la famiglia, in parte ripida, ma ben segnata e con una meta splendida!

Itinerario

Da Alagna si raggiunge prima Riva Valdobbia e poi Cà di Janzo in auto. Superate le frazioni di Ca’ Piacentino, Ca’ Morca e Ca’ Verno si raggiunge S.Antonio. Da qui parte il sentiero, che su percorso facile pianeggiante arriva alla frazione Peccia (45 min) Da qui la strada comincia a salita e raggiunge prima l’Alpe Montata e quindi il Larecchio (45 min).Proseguendo dall’Alpe Larecchio si raggiunge l’Ospizio Sottile (m 2480) sul confine col versante Valdostano (1.30 min)

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è uno splendido pianoro attraversato da un sinuoso corso d’acqua, che confluisce in un laghetto circondato da radi larici. Si raggiunge risalendo la val Vogna lungo la strada sterrata che conduce da Sant’Antonio alle Piane e proseguendo poi in direzione dell’Ospizio Sottile. Dominato a nord dal Corno Bianco, l’alpeggio è popolato di baite walser sparse, alcune delle quali sono oggi un rinomato e ottimo agriturismo. Si raggiunge in 1.45 minuti circa, ma la salita, in parte impegnativa nella seconda metà, merita la fatica per l’armonia e la dolcezza del paesaggio.

Proseguendo in direzione del colle di Valdobbia in un ora circa si raggiunge l’Ospizio Sottile, punto tappa del GTA, itinerario escursionistico che unisce tutto l’arco alpino occidentale.

Per secoli il Colle Valdobbia è stato punto di transito per gli emigranti valsesiani che raggiungevano Gressoney, la Svizzera e la Francia. Fu proprio per garantire un punto di sosta nei viaggi di ritorno invernali dei viandanti valsesiani che, già nel ‘700, venne costruito un ricovero. In seguito, nel 1823, il ricovero fu trasformato nell’Ospizio Sottile, dal nome del canonico Nicolao Sottile che ne curò la ricostruzione. L’edificio è stato completamente restaurato dal comune di Riva Valdobbia con i contributi delle Regioni Piemonte e Valle d’Aosta, della Comunità Montana Valsesia e degli Alpini Valsesiani.