Punto di Partenza: Campertogno 815 m
Dislivello: 549 m
Tempo di percorrenza: 1,30 ore
Difficoltà: facile

Con bambini: si
Punto d’appoggio:
Segnavia: n. 210 (ex 10) – seguire Sentiero dell’arte
In Bicicletta: no

Itinerario

Raggungere Campertogno in auto (13 km da Alagna) Da Campertogno si prosegue in direzione Argnaccia su comoda mulattiera incontrando prima la Madonna degli Angeli (15 m), quindi la Madonna del Callone (30 min) e la splendida piana dell’ Agnaccia (15 m. Proseguendo per altri 30 min si raggiunge il Cangello.

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Una passeggiata sul sentiero dell’arte Campertogno Argnaccia Cangello (13 km da Alagna) non può mancare agli appassionati di arte. Al centro dei Campertogno, superato il ponte in pietra sul Sesia, si è subito in frazione Tetti, dove merita la visita il cinquecentesco oratorio di San Marco, affrescato dall’Orgiazzi e arredato da un’artistica cancellata di ferro e un’ancona del ’600. Uscendo dalla frazione, una comoda mulattiera affiancata da 15 cappelle dedicate quasi tutte alla Madonna e quasi tutte affrescate dai fratelli Avondo, si arriva (15 minuti) alla chiesetta della Madonna degli Angeli, eretta nel 1686 su una primitiva cappella del 1481, anch’essa affreschi degli Avondo sulle pareti e sulla volta.

Superati i casolari del Selletto per ripidi tornanti, si raggiunge la cappella della Scarpia o “della Visitazione”, a pianta quadrata, senza abside, dove campeggiano gli affreschi della Visitazione, di San Cristoforo e del Crocefisso con San Giovanni Battista. Il sentiero prosegue in un bel bosco di faggi e raggiunge in circa 30 minuti la chiesa della Madonna del Callone. Gli affreschi della facciata e dell’interno sono attribuiti agli Avondo; quelli sulla parete di fondo sono invece secenteschi.

In 15 minuti, superata la faggeta, si sbuca all’Argnaccia, un tempo frazione abitata tutto l’anno, ora luogo di villeggiatura. Dopo il minuscolo laghetto, un bivio porta alle baite e alla cappella del piccolo borgo. L’interno è ricco di affreschi molto antichi (Madonna con Bambino, San Francesco, Santa Marta; sulla volta è rappresentata la Trinità, all’esterno l’Annunciazione). Sul poggio più alto, a picco su Campertogno, è stata eretta una croce.

In 30 minuti tra betulle e maggiociondoli sparsi nei prati che stanno scomparendo si arriva a Cagello, alpeggio con l’oratorio di San Bernardo, dalla finestra tonda sopra la porta; l’interno ha il presbiterio pentagonale con volta a costoloni e la navata con soffitto a cassettoni. Gli affreschi sono antichi, piuttosto primitivi: sul sagrato un lungo sedile in pietra ripete un motivo già rilevato in oratori precedenti. Alcune case nei dintorni sono state costruite con pareti di tronchi. Al rientro merita una visita la chiesa di San Carlo di Tetti, eretta su un cucuzzolo sulla destra del Sesia nel 1600, affiancata dal cimitero nel 1836; originale il pavimento in salita, collegato con tre gradini al presbiterio. Il “San Carlone” all’esterno sull’abside veglia su Campertogno. Antonio Orgiazzi decorò nel 1777/78 la navata, con i quadri della Via Crucis.

Tornati a Campertogno centro, non si può mancare la visita della chiesa parrocchiale e del museo annesso. Qui si conserva il monumentale altare ligneo della chiesa antica, oltre a mobili dipinti, sculture, arredi, paramenti e cimeli. Di particolare interesse il modello della chiesa che risale al 1700 forse su progetto del Guarini; a esso si rifà a grandi linee la chiesa attuale, eretta su progetto di Filippo Juvara, poi elaborato da Bernardo Vittone. Tra i pittori che hanno affrescato la chiesa, ricordiamo Carlo Borsetti (tazza del presbiterio), Lorenzo e Giuseppe Avondo (coro), Pier Celestino Gilardi (Crocefissione).