Punto di Partenza: Varallo 450 m
Dislivello: 158 m
Difficoltà: facile

Con bambini: si
Punto d’appoggio: Ristorante Sacro Monte
Segnavia: no
In Bicicletta: si

Una passeggiata tra storia e natura, per conoscere la città del Sacro Monte

Itinerario

Da Alagna a Varallo in auto (36 km). Entrare in città alla seconda uscita della superstrada. Si arriva in centro dove ci sono numerosi parcheggi.

Approfondisci

Secoli di civiltà immersi in uno scenario naturalistico incantevole.
La Valsesia racchiude in se il meglio del paesaggio alpino: vette innevate, roccia brulla fitti boschi e il fiume, linfa per nutrire la vita vegetale e animale che popola le sue rive verdeggianti.

Varallo è l’esito artistico estremo del coinvolgimento emotivo dell’uomo immerso in un simile capolavoro del creato. E l’arte non può che concretarsi in una lode estatica, in un inno religioso al suo Creatore, e sublimarsi della nuova Gerusalemme: il sacro Monte, grandioso monumento alla vita di Cristo. Visitare Varallo significa incontrare oltre un millennio di storia nelle strade, nei palazzi, negli edifici religiosi, che testimoniano oggi un passato di stimoli diversi.

ARTE E CULTURA A VARALLO SESIA

Varallo si presenta con un impianto urbanistico tipicamente settecentesco, le cui strade e i cui scorci suggestivi invitano a scoprire la città. All’ingresso in Varallo sorgono la Cappella di Loreto interamente affrescata e la Chiesa di San Marco, piccolo gioiello tardo medioevale, una delle più antiche della valle. In centro città, la Collegiata di San Gaudenzio, celebre per le sue otto cappelle, che coronano l’ampia navata centrale, conserva la celeberrima Madonna incoronata, venerata a Varallo per aver protetto la città dalla peste del 600. Nell’intrico delle vie del centro si visita invece il Palazzo dei Musei, vasto complesso architettonico, sede della Pinacoteca e del Museo Calderini di Scienze Naturali.

La Pinacoteca in particolare conserva esempi di pittura piemontese e valsesiana dal XV al XX secolo, alcuni dei quali in continuità con le esperienze artistiche che confluirono nel Sacro Monte. Il Museo Pietro Calderini è, invece, dedicato alla storia geologica e naturale della Valsesia, con una ricca collezione di reperti paleontologici, etnologici e archeologici. Di particolare interesse la Chiesa di Santa Maria delle Grazie con la parete gaudenziana, stupendo ciclo di affreschi dedicati alla vita e alla passione di Gesù. Il tempio mariano, edificato a partire dal 1486con le tipiche caratteristiche architettoniche francescane, è monumento nazionale.

Meritano attenzione il palazzo Scarognini d’Adda, signorile teatro di convegni e mostre, l’ex stabilimento idroterapico, attuale sede dell’Istituto Alberghiero e il Palazzo Racchetti, che nella sua storia ha ospitato nobili famiglie, istituzioni, associazioni, enti e uffici, e recentemente è stato ristrutturato ed é oggi sede della Biblioteca civica Farinone Centa. Molti altri tesori racchiude Varallo, da scoprire uno a uno passeggiando tra le strette vie del centro.

IL SACRO MONTE DI VARALLO

Incastonato su un terrazzamento roccioso naturale del Monte Tre Croci, il Sacro Monte di Varallo è la massima espressione artistica e religiosa del territorio.
L’area è stata istituita Riserva Naturale Speciale per la tutela e la valorizzazione della somma di valori naturalistico-ambientali e artistici che convivono in splendida armonia, impreziosendosi a vicenda. Il Sacro Monte di Varallo, fondato nel 1491, è la più antica dellenuove Gerusalemme”, ovvero le riproduzioni dei luoghi santi della Palestina e delle scene della vita di Cristo, diffusesi negli anni della contro riforma.
2sacromonteNel complesso delle 50 cappelle, architettura, scultura (oltre 800 statue in terracotta policroma e legno!) e pittura danno vita a scene coinvolgenti a grandezza naturale, per un impatto emotivo senza pari. Vi lavorarono grandi artisti, che seppero infondere nelle opere una spiritualità palpabile, nutrita di fervida religiosità.

Se nel ‘400 il maggior artefice è Gaudenzio Ferrari, nel ‘500 l’architetto perugino Galeazzo Alessi dà la propria impronta a numerose cappelle e alla progettazione urbanistica del complesso. Nel ‘600 è la volta dei fratelli Valsesiani Giovanni e Tanzio D’Enrico: un binomio capace di donare vera e propria teatralità alle scene rappresentate. Il Sacro Monte, come oggi appare, è frutto di numerosi interventi, che dalla fondazione si protrassero fino alla metà del 1800. L’inaugurazione della nuova funivia di collegamento tra Varallo e il Sacro Monte offre la possibilità di godere più pienamente della bellezza del luogo, ammirare il panorama e approdare nell’ideale città sacra con l’animo predisposto a coglierne il messaggio artistico e spirituale.