Una storia singolare: le Baite dell’ingegner Daverio in Val d’Otro

Il 2020 di Alagna inizia alla grande con il progetto di Unione Alagnese e FAI per la riqualificazione delle baite della Scarpia: un progetto importante, che darà una collocazione adeguata ai beni lasciati dall’ingegner Arialdo ormai 30 anni fa all’associazione culturale di Alagna.

Integre nell’architettura Walser del XVII secolo, le Baite Daverio di Otro, sono un patrimonio da tutelare e valorizzare in quanto testimonianza diretta della cultura, che caratterizza la storia e l’identità unica ed eccezionale di questo territorio. Grazie all’accordo con il FAI, le Baite Daverio saranno restaurate e recuperate nelle funzioni storiche e tradizionali, e diverranno sede di un racconto tangibile e accessibile a tutti incentrato sulla civiltà millenaria che ha popolato queste valli.

Gli spazi saranno riallestiti con arredi e oggetti che testimoniano e riflettono la vita quotidiana, la cultura e la tradizione, per offrire al pubblico l’esperienza di una visita inedita, coinvolgente e istruttiva, in una tipica baita Walser d’alta quota.  Le baite torneranno ad essere un luogo vivo, abitato e produttivo, che mira a riportare in vita, nel solco della tradizione ma in chiave di sostenibilità contemporanea, agricoltura e allevamento, che i Walser seppero coniugare in un armonico equilibrio tra uomo, natura e paesaggio.

L’impegno del FAI ad Alagna si iscrive in una nuova impresa a lungo termine: il Progetto Alpe. L’Italia sopra i 600 metri, una campagna di sensibilizzazione e azione che porterà la Fondazione a intervenire in particolare su Beni situati nelle terre alte delle aree interne del Paese, che oggi soffrono una crisi demografica, sociale ed economica, ma che custodiscono intatto un capitale storico e naturale, culturale e paesaggistico, e soprattutto umano, fondamentale per il futuro dell’Italia.

Per Unione Alagnese, arrivare ad un accordo con il Fai è stato un lavoro lungo ma una scelta felice e fortemente voluta, poiché intimamente connessa alla volontà del donatore.

Daverio è stato una persona incredibile: ingegnere, appassionato di architettura alpina, mecenate, spirito libero, uomo di grandissima cultura.
Donando i suoi beni ha lasciato ad Unione Alagnese un compito non facile perché ha chiesto all’associazione di transitare alle generazione future il suo patrimonio, per educare e dare coscienza agli abitanti della montagna del valore dell’architettura walser e dell’importanza della cultura alpina.  “Daverio ci ha fatti tutti più ricchi” dice Anna Gualdi, presidente dell’Unione Alagnese, “non solo perché ha dato un valore economico alle nostre case ma soprattutto perché ci ha insegnato ad avere stima del nostro passato e a credere nel nostro futuro”.

Date queste premesse, il FAI, con la sua opera capillare di rivalutazione e promozione del patrimonio artistico e culturale italiano, non poteva non essere il partner ideale per un’operazione tanto importante per Alagna.
Il Fai ci regala ogni giorno la possibilità di diventare tutti mecenati di luoghi speciali, proprio come Daverio ha saputo fare con Alagna e ci dà gli strumenti affinché il nostro impegno possa tramandare tutto ciò alle generazioni. Sembra di sentir parlare Daverio: conservazione per il futuro, educazione e amore per il nostro passato. L’accordo non poteva essere più felice.

Ti abbiamo fatto venire  una incredibile voglia di andare a Otro a vedere iniziare i lavori?

A Otro puoi alloggiare al Rifugio Zar Senni, in frazione Follu, abiente rustico ma gestito con amore da Ivana. Puoi prenotare un appartamento a Zam Hus, a Feglierec, dove Giulia ti accoglie sempre con frizzante sorriso. Oppure chiedi del Baitello dei Tre Alberi Liberi alla Scarpia. Un consiglio: chiedi ad Elena, la padrona di casa di farti trovare in camera le sue crostatine di albicocche. Non vorrai più andare via

Approfondisci con i commenti della delegazione Fai della Valsesia

Il FAI è perfettamente cosciente che le baite Daverio a Otro sono una delle testimonianze più importanti della cultura e della storia agricolo-pastorale del nostro territorio. Le baite vanno sicuramente recuperate, ma soprattutto rivitalizzate per non farne un luogo polveroso di memorie passate, ma trasformarle in un centro di conoscenza vivo che si poggi su donne e uomini capaci di rianimare, di produrre e di vivere in simbiosi con la montagna.

In linea con il progetto nazionale del FAI “Progetto Alpe: l’Italia sopra i 1.000 metri”, la Delegazione FAI della Valsesia, che da anni si batte per la nostra Valle, prende atto di una realtà difficile, caratterizzata da una popolazione in decrescita, da una riduzione dei suoli destinati all’agricoltura e all’allevamento e da una carenza di quei servizi che oggigiorno sono considerati indispensabili, ma, nel contempo, ha coscienza di essere parte di un luogo che rappresenta il nocciolo di una cultura di montagna e, come tale, non può e non deve andare perduto.

Il nostro impegno è quello di essere al fianco dell’Unione Alagnese, del Comune di Alagna e di quanti si prodighino nel salvare i tesori di questo meraviglioso territorio.

Cosa possiamo fare nel concreto? Dobbiamo impegnarci a far sì che quante più persone prendano coscienza di questo patrimonio paesaggistico e umano che possediamo. Il nostro compito, infatti, sarà quello di fungere da grande cassa di risonanza perché la voce di chi, come Daverio, ha difeso questi luoghi, si diffonda come un’eco e vada anche al di là della nostra Valle.

Tutto ciò che ci prefiggiamo permetterà a tantissime persone di riuscire a “vedere” quello che sta dietro ai declivi, ai pascoli e ai prati, scardinando il pensiero che essi siano ambienti esclusivamente plasmati dalla natura. Occorre far acquisire la consapevolezza di quanto l’uomo abbia inciso e possa ancora incidere per permettere alla natura di esprimersi in tutta la sua bellezza.