Punto di Partenza: Colle della Bettaforca 2727 m
Dislivello: 858 m
Tempo di percorrenza: 3 ore
Difficoltà: facile

Con bambini: no
Punto d’appoggio: rifugio Quintino Sella al Felik
Segnavia: n°9
In Bicicletta: no

La salita dal colle della Bettaforca al rifugio Quintino sella è un piacevolissimo sentiero attrezzato e ben segnato, che emoziona senza stancare.

Itinerario

Da Alagna si raggiunge prima in funivia Staffal di Gressoney e si sale poi, sempre con gli impianti, fino al colle della Bettolina. Dal colle, poco oltre la stazione di arrivo della seggiovia, parte il sentiero n° 9 che conduce al rifugio Quintino Sella. La prima parte del sentiero, fino al Colle Bettolina a 3.100 m., è facile e comoda; diventa più ripida poco dopo e sale lungo un percorso attrezzato con gradini artificiali e corde fisse fino alla cresta a tratti aerea ma ben attrezzata, dove un piccolo ponte di legno facilita il percorso sul tratto più affilato. L’ultima parte del sentiero, che si inerpica tra i 3300 e 3500 da inizio stagione a fine luglio è spesso coperta di neve ma la traccia è generalmente ben battuta: una telefonata al rifugio per chiedere le condizioni è tuttavia d’obbligo.

Approfondisci

Il rifugio Quintino Sella fu inaugurato il 15 agosto del 1885; si trattava di una piccola capanna di legno con 15 posti letto al servizio degli alpinisti.
Ricostruito nel 1907 fu affidato alla gestione della guida di Alagna Giovanni Guglielminetti, cui seguirono nel 1910 i Gressonari Giovanni, Mariano e Camillo Roveyaz, che si presero cura del rifugio per 60 anni, con un meticoloso lavoro di restauro e conservazione, che condusse la capanna ai fasti più recenti. Dopo gli ampliamenti del 1924, la capanna divenne il punto di riferimento per le ascensioni al Castore e ai Lyskamm e nel 1977 si avviò il progetto per il suo rinnovamento, che ha portato il Quintino Sella ad essere oggi un rifugio con basso impatto ambientale e una gestione ottimale dell’antropizzazione di un ecosistema tanto delicato.

Una gita al Quintino Sella è alla portata di molti, richiede allenamento e capacità di muoversi su una via attrezzata, ma è una gita che non si dimentica.