Weekend in montagna: Alagna è una meta cult

L’odore della prima neve mi ha fatto venir voglia di un weekend in montagna.

Non amo lo shopping natalizio, evito volentieri i camerini 80×80 dove devo togliermi 3 strati per provarne uno, non mi piacciono i posti sovraffollati e dopo un autunno di stress, ho bisogno di rallentare. Sono al PC, come sempre; guardo google, indecisa se clikkare “mi sento fortunato” o cercare una meta d’autore. Opto per la seconda opzione e digito weekend slow, che è un po’ il mio motto e atterro su alagna.it.  Non è tra le mete invernali che conosco per un weekend in montagna ma casine di legno e neve fin dal primo colpo d’occhio, mi prendono subito il cuore. Ma ciò che mi ha colpito è lo zoom di un drone su un paesino da niente; così è iniziato il mio weekend ad Alagna. Ora ti racconto una storia

Dove fare un weekend sulla neve?

Tra i posti in montagna da visitare per un weekend sulla neve, ancora non avevo esperienza di Alagna e ho scelto la location per il nome: Relais Regina in frazione Ca’ d’Janzo in valle Vogna.

Un albergo di charme immerso nella neve, dove caprioli, cervi e camosci sono di casa. Scopro che la Regina Margherita di Savoia vi soggiornò nel 1898 e mi sento subito una principessa. Farò colazione nella sala ristorante dove l’atmosfera dell’epoca è intatta, cercando ricordi e suggestioni ma la notte la passerò nel confort della bio-architettura moderna delle camere Perello!

Il PRIMO GIORNO è una sorpresa: Alagna ha case di legno pazzesche, architetture uniche e tanto armoniche da sembrare irreali, stradine lastricate e fontane monolitiche ad ogni dove. I borghi walser sono intimi e accoglienti e la vita scorre lenta e rilassata. Passeggio senza meta tra vicoli e prati. Sulla piazza principale mi attira l’occhio il ristorante Ca’ Nosta . Un nome che è una garanzia, penso. E così è stato! La mia prima cena ad Alagna è andata a meraviglia. Armando mi ha accolta come a casa e mi ha fatto assaggiare un Gattinara Travaglini stupendo. Sarò banale, ma una calda e profumata polenta concia mi ha ridato il sorriso (che mi si era congelato per il freddo! )

Il giorno DUE il riverbero del sole sulla neve mi ha trascinato fuori dal letto di prima mattina. Decido di esplorare la val Vogna con le ciaspole. Le indosso dalla frazione Sant’Antonio e cammino senza troppa pendenza fino alla frazione Peccia e al ponte, che qui chiamano “Napoleonico”. Da lì ho deciso di proseguire sul sentiero che sale in modo più deciso; smaltirò la cena! Il fiato mi si fa corto ma raggiungo in fretta la frazione Montata, la supero e mi ritrovo in un bel lariceto dove il giallo pennella la neve. Continuo a ciaspolare fino all’indicazione Larecchio e decido di seguire la deviazione. Dopo 15 minuti spunto in uno splendido pianoro dove la neve è intonsa e sento solo il gorgogliare di un piccolo corso d’acqua che attraversa la piana. Solo io, la neve e poche baite walser. Sono emozionata! Due ore e mezza di cammino per arrivare ai 1895 m, un po’ di fatica ma ne è valsa la pena!

Rientro stanca ma soddisfatta e mi coccolo nel centro benessere del Relais Regina con sauna affacciata sulle montagne. Remise en forme con vista in attesa di Giuliano, il taxista di fiducia dell’hotel, che mi porterà ad Alagna centro per cena. Jennifer del Relais Regina ha prenotato per me un tavolo al ristorante Edelweiss promettendomi meraviglie e mi sono fidata ciecamente

All’Edelweiss conosco subito Graziano, il gestore, nato e cresciuto ad Alagna e gli chiedo di consigliarmi qualche piatto locale. Ho assaggiato i capuneit, degli involtini tipici valsesiani con ripieno di carne e pane ammollato nel latte, un profumato bollito misto servito con salsa verde e mostarda di frutta e un Ghemme della cantina Cantalupo “Signore di Bayard”. Devo dire altro? Non voglio partire più.

TERZO giorno: al relais Regina mi sento ormai di casa. Mi arrovello pensando a Sibilla Aleramo che in questo Relais nel 1916 passò un’estate intera e rimbalzo i miei pensieri tra Giovanni Cena, Pellizza da Volpedo, Dino Campana e lei, la femme fatale del 900 mentre cammino lungo il Sesia, su una pista che qui chiamano Schenine (i luoghi belli in lingua walser) con il Monte Rosa in faccia. Poi il freddo e la camminata mi fanno venire voglia di cioccolata calda, alleggerisco i pensieri, abbandono il gossip storico ed entro nella pasticceria der Gourner dove trovo un mondo di dolcezze. Tra i posti da visitare, questo non lo devi mancare.

pasticceria AlagnaPietro Stainer, chef per tradizione di famiglia e pasticciere per passione mi prepara un piattino con assaggi di “Salam d’Alagna”, salame di cioccolato con frutta secca, noci, nocciole, mandorle, fichi e datteri, tutto gusto ed energia, prodotto solo in inverno per rispettare la “freschezza” del cioccolato e Pastiera Valsesiana con ricotta di pecora, lasciata a riposare una notte intera con zucchero e saleggia e confettura di mirtilli, per un vero mix di sapori di montagna. Alta qualità tra pasticceria tradizionale e moderna. Pietro è un signore! E dopo avermi ristorata mi racconta della Capanna Margherita, il rifugio più alto d’Europa, che io non conoscevo. Margherita in onore della regina di cui inseguo le tracce, arroccata a 4554 m sulla punta Gnifetti è una salita alpinistica ambitissima dagli alpinisti di tutto il mondo. Da principio credevo si prendesse gioco di me. Mi ha parlato ti una capanna aggrappata ad una parete di 1000 m con sala ristornate, 70 posti letto, certificata Uni En ISO 14001, connessione internet e biblioteca, e una vista a 360 gradi. Ma dopo mi ha mostrato una foto e ora ho un obiettivo: allenamento! L’estate prossima la salita alla Capanna Margherita sarà al primo posto nella mia to do list. E Alagna sarà la meta del mio weekend in montagna d’estate e d’inverno.

Se ti stai domandando dove andare per un weekend in montagna, ti suggerisco Alagna, che tra i posti belli in montagna, mi ha preso il cuore

Alagna mi ha sorpresa, mi ha coccolata, accarezzata e mi ha dato sogno da realizzare. Posso dirti con certezza che il mio weekend lungo ad Alagna è stato un fine settimana stupefacente!