La primavera ad Alagna Valsesia non arriva con un colpo solo. Arriva per strati: prima il verde basso delle frazioni, poi la neve che si ritira in quota, poi il fragore del Sesia che si gonfia con lo scioglimento dei ghiacciai. È in questo passaggio di stagione che la valle torna a prendere fiato — e a offrire esperienze che, mese dopo mese, cambiano forma.
Dai rifugi d'alta quota che riaprono a fine maggio fino alla Fiera del bestiame di inizio estate, questa guida raccoglie tutto quello che vale la pena vivere ad Alagna tra aprile e giugno.
Con la riapertura degli impianti a fine maggio, i rifugi d'alta quota tornano accessibili e segnano, idealmente, il confine tra la bassa stagione primaverile e l'estate alpina.
Tra i primi rifugi ad aprire è Capanna Gnifetti, incastonata tra le rocce a 3.647 metri di quota. È una tappa fondamentale per chi sale verso la vetta del Monte Rosa: il corpo si abitua alla quota, il respiro rallenta, il tempo cambia significato.
La Capanna è famosa per i suoi tramonti arancioni — uno spettacolo che difficilmente si dimentica — ma anche per un livello di comfort inaspettato a quella quota: piumoni, docce calde, un menù che non ha nulla da invidiare a un buon ristorante di valle. E tutto, rigorosamente, plastic free.
Meno plastica, meno immondizia, più rispetto per i ghiacciai che si trovano a pochi passi. Non è solo una scelta estetica: è una scelta necessaria.
I ghiacciai del Monte Rosa non sono solo un paesaggio. Sono un archivio climatico: ogni strato di ghiaccio racconta qualcosa di quello che è successo sopra di noi nei secoli scorsi.
Per questo motivo è frequente, ad Alagna, assistere alle attività di carotaggio glaciale da parte del CNR-ISP, gli specialisti che studiano i depositi formatisi nel tempo per ricostruire i cambiamenti climatici passati e monitorare quelli in corso.
Nello stesso spirito lavora il Progetto Carovana dei Ghiacci, che ogni anno raggiunge la valle con monitoraggi sul campo e convegni aperti al pubblico, con l'obiettivo di sensibilizzare sul declino dei ghiacci e sulla perdita del permafrost alpino.
Ad Alagna, parlare di acqua è quasi superfluo: ogni frazione ha la sua fontana, ogni alpeggio la sua sorgente. La qualità è tale che, negli ultimi anni, è stato promosso l'utilizzo di borracce riutilizzabili e sono stati installati spillatori di Acqua Pura — la cosiddetta "Acqua del Sindaco" — presso bar e ristoratori. Il risultato? Migliaia di bottigliette di plastica in meno, ogni stagione.
Il Sesia è il fiume di montagna per eccellenza: cristallino, spumeggiante, alimentato dalle nevi del Monte Rosa. E in primavera è anche il protagonista di una delle tradizioni più antiche della valle: la pesca.
Il tratto turistico di pesca apre ufficialmente il 25 aprile, segnando l'inizio di una stagione che richiama appassionati da tutta Italia.
La pesca in Valsesia è regolamentata dalla Società Valsesiana Pescatori Sportivi, che gestisce fiumi, torrenti e laghetti alpini garantendo la tutela delle specie e il rispetto dei cicli vitali. Non è uno sport senza regole: è una pratica che mira alla conservazione dell'ecosistema fluviale.
Per chi vuole vivere l'esperienza anche solo per un giorno è sufficiente acquistare un permesso giornaliero che dà accesso alla Riserva Turistica. Il prelievo massimo consentito è di sei trote: Trota Fario (lunghezza massima 22 cm) o Trota Iridea (lunghezza massima 20 cm).
Tutti i dettagli e i permessi su: valsesiapesca.it
La specie più diffusa nel Sesia è la Trota Fario, tipica delle acque fredde e veloci delle Alpi. In cucina si presta a numerose preparazioni: in carpione con aceto e aromi, al forno con patate, oppure con la polenta — l'abbinamento che i Walser consideravano perfetto. Una cucina frugale, nata dal lavoro dei campi e della pastorizia, dove nulla si spreava e tutto veniva dalla montagna.
Con lo scioglimento dei ghiacciai, il Sesia cambia carattere: le sue acque si caricano di energia, le rapide diventano più intense, e il richiamo degli sport fluviali diventa irresistibile. Per gli appassionati — chiamati affettuosamente "umidi" da chi vive in valle — la stagione comincia in primavera e non aspetta il bel tempo.
Il rafting (dall'inglese to raft, navigare su zattera) si pratica in team su gommone, con equipaggi da quattro persone in su. La discesa è veloce e adrenalinica: giubbotto di salvataggio, casco e muta sono obbligatori.
Per chi preferisce l'esperienza solitaria, canoa e kayak permettono un confronto diretto con la corrente. Sei tu, la pagaia e la tua capacità di leggere l'acqua: un dialogo silenzioso tra il corpo e la natura.
Il torrentismo — o canyoning — combina tecniche fluviali e arrampicata. Salti, scivoli, discese in corda di tipo alpinistico: è lo sport ideale per chi porta la passione per la roccia anche sull'acqua. L'attrezzatura prevede, oltre alla muta, casco, corda, discensore e imbragatura. Consigliato sempre con una guida.
Tutte le informazioni sugli sport fluviali ad Alagna: alagna.it/esperienze/il-fiume-sesia
Il 2 giugno è una delle date storicamente associate alla Fiera delle Pietre Gemelle, organizzata dal Comune di Alagna-Riva in collaborazione con l'Unione Montana dei Comuni della Valsesia — ma la data precisa può variare di anno in anno. Vale sempre la pena verificare sul sito del Comune prima di pianificare la visita.
Non è una fiera qualsiasi. È un rito propiziatorio per la stagione estiva, il momento in cui il bestiame si mostra prima di salire all'Alpe.
Le mandrie vengono portate in esposizione nella zona dei campi sportivi di Riva Valdobbia, detta appunto "delle Pietre Gemelle". Giorni prima vengono predisposti spazi, abbeveratoi e scorte di fieno. Il bestiame arriva addobbato a festa: i migliori campanacci, corone di fiori, il passo cadenzato di chi sa di sfilare.
In mostra ci sono le principali razze bovine alpine: Piemontese, Valdostana, Grigia Alpina, Pezzata d'Oropa e la Bruna Alpina — recentemente reintrodotta per la sua straordinaria adattabilità ai terreni d'alta montagna.
Le fiere del bestiame si tengono tradizionalmente a fine estate, per San Michele, al rientro dall'Alpe. Quella di Alagna è anomala: si svolge a inizio estate, come un augurio per la stagione che comincia. Quasi un rito di passaggio.
Oltre alle mandrie, la manifestazione ospita aziende agricole, artigiani del legno, produttori di formaggi e salumi, punti di ristoro e hobbisti. Un'occasione per entrare nel cuore della cultura Walser prima che l'estate prenda definitivamente piede.
Quando riaprono i rifugi d'alta quota ad Alagna? I rifugi d'alta quota sul ghiacciaio, come Capanna Gnifetti, riaprono generalmente a fine maggio, in coincidenza con la riapertura degli impianti di risalita.
Quando inizia la pesca sul Sesia ad Alagna? Il tratto turistico di pesca apre il 25 aprile. Con un permesso giornaliero acquistabile tramite la Società Valsesiana Pescatori Sportivi si può pescare trote Fario e Iridee.
Quali sport fluviali si possono fare sul Sesia in primavera? Rafting, canoa, kayak e canyoning (torrentismo). La primavera è il momento migliore per le acque alte e le rapide più intense.
Cos'è la Fiera delle Pietre Gemelle? È una fiera del bestiame che si tiene a inizio estate a Riva Valdobbia, con esposizione di bovini alpini, prodotti tipici e artigianato. È organizzata dal Comune di Alagna-Riva con l'Unione Montana dei Comuni della Valsesia. La data esatta varia ogni anno: verificare sul sito del Comune.
Come si può visitare i ghiacciai del Monte Rosa? I ghiacciai sono accessibili con gli impianti di risalita (dal tardo maggio), con guide alpine o seguendo i programmi del Progetto Carovana dei Ghiacci. Capanna Gnifetti è la base logistica principale a 3.647 m.
Cosa si può incontrare sui sentieri di Alagna Valsesia in primavera? Stambecchi in muta, marmotte appena uscite dal letargo, femmine di camoscio con i piccoli appena nati. Il Parco Naturale Alta Valsesia si trasforma in un documentario a cielo aperto.
Come occhi che si aprono al nuovo giorno, la natura del Parco Naturale Alta Valsesia si prepara alla stagione della luce e della vita. Maggio è il mese in cui tutto rinasce — e chi cammina lento, in silenzio, può assisterci in prima persona.
Si parte senza fretta dal sentiero che dall'Acqua Bianca conduce verso il Passo del Turlo, a pochi passi da Alagna Valsesia. La meta non è la vetta — quella è ancora sepolta dalla neve — ma gli animali del bosco. Si cammina piano, lasciando che i suoni e i silenzi del lariceto sovrastino i passi.
A soli 15 minuti dalla partenza, poco oltre il bivio per l'Alpe Fum Bitz, si incontrano i primi protagonisti: i maschi di stambecco delle Alpi (Capra ibex), ancora assonnati, che si strofinano contro gli alberi e si grattano con le corna a sciabola.
È il periodo della muta primaverile: con l'arrivo del caldo, il mantello invernale cede il posto a quello estivo. Le imponenti corna degli stambecchi, simbolo di dominanza nelle lotte tra maschi, diventano in questo periodo un pratico attrezzo per accelerare il cambio d'abito.
👉 Scopri di più sullo stambecco nel Parco Naturale Alta Valsesia
Proseguendo lungo la mulattiera nel lariceto, dopo circa 20 minuti si sbuca nelle praterie alpine. Tra la fine di maggio e l'inizio di giugno, sulle cenge rocciose, le femmine di stambecco si ritirano per partorire. I piccoli appena nati riposano vicino alle madri, che vigilano attente su ogni movimento.
Più in quota, anche le femmine di camoscio (Rupicapra rupicapra) sorvegliano i loro cuccioli. Più schivi degli stambecchi, i camosci si lasciano osservare solo a distanza — li si trova a leccare il sale delle rocce liberate dalla neve e a brucare la prima erba tenera della stagione. Le madri tengono d'occhio il cielo: l'aquila reale è il predatore numero uno dei neonati.
Salendo ancora, si entra nel territorio della marmotta alpina (Marmota marmota), il roditore più iconico delle Alpi. Appena uscita dal letargo — che inizia a fine settembre e dura fino a primavera inoltrata — la marmotta è impegnatissima: mangiare dopo mesi di digiuno, partorire, e soprattutto insegnare ai piccoli le regole della sopravvivenza.
Con pazienza si può assistere a vere e proprie lezioni di sopravvivenza: come fare la guardia sulle rocce, riconoscere il fischio d'allarme, nascondersi velocemente in caso di pericolo. I nemici da tenere a bada? Noi escursionisti, le aquile e il gipeto.
Il Parco Naturale Alta Valsesia è una delle aree protette più selvagge del Piemonte, incastonata tra i versanti del Monte Rosa. In primavera diventa un osservatorio naturalistico straordinario, accessibile anche a escursionisti non esperti.
Cosa osservare e quando:
👉 Tutta la fauna del Parco Naturale Alta Valsesia
Vuoi un documentario dal vivo? Il Parco Naturale Alta Valsesia ti aspetta. Alagna Valsesia è il punto di partenza ideale per escursioni naturalistiche in ogni stagione.
La Monte Rosa SkyMarathon® è la gara di skyrunning più alta d'Europa e uno degli eventi trail più iconici al mondo. Nata ad Alagna Valsesia nel 1992, è da sempre considerata la culla dello skyrunning: fu proprio qui che, nel 1989, Marino Giacometti stabilì il primo record di salita al Monte Rosa in 3h57', gettando le basi di una disciplina che avrebbe conquistato il pianeta.
Dopo l'ultima edizione del 1996, la gara è stata rilanciata nel 2018 con lo stesso spirito pionieristico delle origini. Il format che l'ha resa leggendaria è rimasto intatto: atleti legati in cordata, sopra la linea delle nevi, su un percorso che tocca i 4.554 metri di quota. Un'esperienza che va ben oltre la semplice competizione sportiva.
Il 13 giugno 2026, ad Alagna Valsesia, si disputano quattro prove distinte, tutte con un denominatore comune: superare i 3.000 metri di quota.
| Gara | Distanza | Dislivello | Formula |
|---|---|---|---|
| Monte Rosa SkyMarathon® | 35 km | 3.500 m+ | Coppie |
| Monte Rosa SkySummit | 17,5 km | 3.500 m+ | Coppie (solo salita) |
| Monte Rosa SkyRace® | 25 km | 2.400 m+ | Individuale |
| AMA VK2 | 9 km | 2.086 m+ | Individuale |
Tutti i percorsi possono subire variazioni per motivi meteo o di sicurezza.
Le gare sono aperte ad atleti tra i 18 e i 70 anni in possesso di certificato medico agonistico B1 valido. Per affrontare la SkyMarathon e la SkySummit è richiesta esperienza in alta montagna e familiarità con l'uso di attrezzatura tecnica: imbragatura, corda, nodi e kit da ferrata. Per la SkyRace è necessaria esperienza in montagna e uso di imbragatura e kit da ferrata.
Morene, nevai e ghiacciai richiedono un equipaggiamento tecnico adeguato. Ecco cosa non può mancare:
L'evento è organizzato da AMA ASD in collaborazione con le istituzioni locali e regionali. La Monte Rosa SkyMarathon ha ottenuto la certificazione ISO per la gestione sostenibile degli eventi sportivi in ambiente alpino: un riconoscimento che riflette il rispetto profondo per uno degli ecosistemi montani più fragili e spettacolari d'Europa.
In un panorama sportivo che corre sempre più verso numeri e prestazioni, questa gara sceglie un'altra direzione: il rispetto per la montagna, la preparazione tecnica, lo spirito di squadra. Correre sul Monte Rosa significa confrontarsi con l'altitudine, il ghiaccio e il silenzio, una sfida fisica e mentale che, da oltre trent'anni, continua a richiamare atleti da tutto il mondo.
È questo il segreto della sua longevità: rimanere fedele alle origini, senza mai smettere di guardare in alto.
Scopri cosa fare ad Alagna Valsesia con i bambini durante un weekend invernale: dalle piste da sci per principianti alle passeggiate panoramiche, dalla cultura walser al divertimento sulla neve.
Alagna Valsesia rappresenta la destinazione ideale per una vacanza invernale in famiglia, perfetta anche per un breve soggiorno o un weekend sulla neve. Situata ai piedi del Monte Rosa, questa località offre esperienze indimenticabili per grandi e piccini, con attività per tutte le età e livelli di esperienza.
Anche quando la neve scarseggia, Alagna garantisce giornate ricche di attività all'aria aperta, scoperta della cultura walser e passeggiate tra le caratteristiche frazioni del territorio.
La telecabina che sale a Pianalunga conduce a un'area sciistica perfetta per chi muove i primi passi sulla neve. Il campetto con pista facile è studiato per i bambini più piccoli, con maestri di sci specializzati nell'insegnamento ai più giovani.
I genitori che non sciano possono rilassarsi all'Alpen Stop, bar-ristorante con vista sulle piste, ideale per una pausa con bevande calde e spuntini.
Per famiglie con bambini più grandicelli, la cabina da 100 posti conduce fino al Passo dei Salati, a 3000 metri di quota. Le piste larghe, soleggiate e poco impegnative permettono di sciare tutti insieme in totale sicurezza, godendo di panorami mozzafiato sul Monte Rosa.
Quando il vento ferma gli impianti principali, la località Wold, a nord di Alagna, offre un'ottima alternativa con ampio parcheggio per famiglie. L'area dispone di:
Nel cuore del paese, la pista di pattinaggio su ghiaccio offre divertimento per tutta la famiglia. Delimitata da recinzioni in legno e dotata di ampia superficie sicura, mette a disposizione supporti a forma di pinguino per aiutare i più piccoli. All'uscita, zucchero filato e popcorn completano l'esperienza.
Tra il parco giochi e Wold si trovano numerosi prati innevati perfetti per discese in bob. Le famiglie possono creare percorsi personalizzati con curve, salti e varianti, utilizzando semplicemente una pala e la fantasia.
La pista di sci di fondo si trova a Riva Valdobbia, appena prima di Alagna. Noleggio attrezzatura e chalet per merende completano l'offerta, anche se negli ultimi anni l'innevamento naturale viene integrato con neve artificiale.
Il percorso ad anello lungo le sponde del Sesia è perfetto per passeggiate in famiglia. Lungo il tragitto si incontrano:
Cascina Felice: fattoria con vendita di prodotti locali (tome, ricotta, yogurt, uova) e animali da ammirare, tra cui mucche di razza Bruna e pollaio.
Azienda Vaira: cavalli da accarezzare e possibilità di lezioni di equitazione con Daiana, quando la neve lo permette.
⚠️ Importante: Rispettare i binari della pista di sci di fondo quando attiva, camminando sempre sul lato libero.
Il parco giochi rimane accessibile anche d'inverno, con giochi mantenuti puliti dalla neve. Ideale per far socializzare i bambini e costruire pupazzi di neve, mentre i genitori si rilassano a Il Baretto, locale con vetrate sul parco dove gustare le tipiche miacce alagnesi (dolci o salate).
In frazione Pedemonte, a 10 minuti dal centro, il Museo Walser occupa una casa storica del 1628. La visita permette di scoprire:
Un weekend ad Alagna Valsesia con la famiglia offre il perfetto equilibrio tra sport invernali, attività ludiche, scoperta culturale e relax. Che nevichi o meno, le opportunità di divertimento e le esperienze autentiche nella tradizione walser rendono ogni soggiorno indimenticabile per grandi e piccini.
Il Carnevale Alagnese rappresenta una delle tradizioni più autentiche e identitarie di Alagna Valsesia. Le sue origini affondano nella memoria collettiva della comunità, tramandate oralmente di generazione in generazione. Non esistono fonti scritte che ne attestino con precisione l’inizio, ma proprio questa dimensione popolare rende il Carnevale parte viva del patrimonio culturale locale.
Simbolo del Carnevale sono Schwi e Schwilja, il maiale e la maialina, maschere nate negli anni Novanta e diventate in breve tempo icone riconoscibili della festa. I primi interpreti, Ivana Valzer e Gianpaolo Orso, hanno dato vita a personaggi che oggi incarnano lo spirito ironico e comunitario del Carnevale.

La tradizione gastronomica più rappresentativa è la Paniccia, piatto tipico di Carnevale. Le prime testimonianze risalgono al 1959, quando un gruppo di alagnesi decise di prepararla per la prima volta nel giorno del Martedì Grasso, ispirandosi alle tradizioni dei paesi vicini della Valsesia.
Prima della distribuzione della Paniccia, era consuetudine la corsa del maialino lungo la via principale del paese: un momento festoso che coinvolgeva bambini, musicisti e cittadini, con il maialino addobbato da una colorata corona al collo.
Durante la mattinata del Martedì Grasso, la piazza si animava con giochi popolari, tra cui l’albero della cuccagna, simbolo di abilità e divertimento collettivo. Al calare della sera, in ogni frazione venivano accesi i tradizionali falò, chiamati “faschnachtfirljini”, accompagnati dalle grida rituali dell’“Huru”, che riecheggiavano da una parte all’altra del paese.
La giornata si concludeva con il ballo mascherato presso l’Unione Alagnese, noto per le maschere elaborate e talvolta inquietanti, elemento distintivo del Carnevale locale.
Oggi il Carnevale Alagnese prende ufficialmente avvio il giorno dell’Epifania, con il primo ballo all’Unione Alagnese. In questa occasione, il Sindaco consegna simbolicamente le chiavi di legno alle maschere principali, decretando l’inizio delle celebrazioni.
Nei giorni precedenti al Martedì Grasso si svolgono:
La giornata si conclude con il Ballo del Popolo Porco, che rinnova il legame tra comunità e tradizione.
Il profondo legame tra il Carnevale e l’identità di Alagna è visibile anche nel Teatro di Alagna Valsesia, inaugurato nel 1900, dove l’emblema del maiale decora la parte anteriore del palcoscenico.
Una leggenda popolare valsesiana racconta della rivalità simbolica tra i Purcei di Alagna, i Garuf di Riva Valdobbia e i Brusoign di Mollia, una storia tramandata oralmente che continua ad alimentare il fascino del Carnevale. Oggi, oltre ad Alagna, solo Campertogno conserva ancora viva la tradizione delle maschere carnevalesche.
Il Carnevale Alagnese non è solo una festa, ma un patrimonio culturale immateriale, espressione di identità, memoria e partecipazione collettiva. Una tradizione che continua a rinnovarsi, mantenendo intatto il suo significato profondo nel cuore della Valsesia.

L’inverno avvolge Alagna Valsesia in un’atmosfera silenziosa e raccolta. La neve disegna i profili delle case, attenua i rumori, amplifica la luce. Il paese si rivela come luogo ideale per un fine settimana in montagna vissuto con calma, dove il tempo rallenta e lascia spazio alla bellezza autentica del paesaggio alpino. In questo scenario, l’inverno assume una dimensione intima e profonda, capace di accogliere e rassicurare.
Alagna si racconta soprattutto attraverso il passo. Passeggiare nel paese significa entrare in un mondo sospeso tra storia e quotidianità. Le antiche case Walser, con le strutture in legno e pietra, conservano un equilibrio architettonico nato per dialogare con il clima e con la montagna. Le stradine lastricate, le fontane monolitiche e i piccoli slarghi costruiscono una geografia fatta di dettagli, che invita all’osservazione lenta.
I borghi Walser, raccolti e armoniosi, restituiscono l’immagine di una comunità che ha saputo abitare la quota con intelligenza e rispetto. Ogni passeggiata diventa occasione per leggere il passato nel presente, in un racconto che resta vivo e tangibile.
In inverno, il silenzio di Alagna assume un valore particolare. Camminare senza fretta tra i vicoli o lungo i prati innevati permette di ascoltare il ritmo naturale del luogo. La vita scorre placida, lontana dalla frenesia, e invita a rallentare lo sguardo e il pensiero.
Una sosta in pasticceria, il calore di una bevanda calda, un momento di quiete davanti a una finestra illuminata diventano parte integrante dell’esperienza. Piccoli gesti quotidiani che contribuiscono a creare una sensazione di equilibrio e benessere.
L’inverno ad Alagna offre molte possibilità di movimento, sempre in armonia con il paesaggio. Le ciaspolate e i trekking invernali consentono di esplorare i dintorni del paese e le sue frazioni, seguendo sentieri che si aprono su scorci ampi e luminosi. Percorsi che collegano località come Sant’Antonio, Peccia e altri nuclei storici accompagnano il cammino tra boschi, radure e architetture tradizionali.
Per chi desidera un’esperienza più dinamica, la neve diventa terreno di gioco e scoperta. Ogni attività mantiene un legame diretto con l’ambiente circostante, offrendo una percezione autentica della montagna invernale.
Lo sguardo, ad Alagna, incontra spesso il profilo del Monte Rosa. Il massiccio accompagna le passeggiate, incornicia il paese e diventa riferimento visivo continuo. Anche nei momenti di quiete, il paesaggio resta protagonista, rafforzando il senso di connessione tra l’abitato e l’alta quota.
In inverno, questa presenza si fa ancora più intensa. La luce sulla neve, i contrasti tra cielo e montagne, le ombre lunghe del pomeriggio costruiscono scenari che invitano alla contemplazione.
Alagna in inverno esprime un’idea di turismo che si trasforma in esperienza. Il ritmo lento diventa la chiave per vivere il luogo in modo pieno e consapevole. Una camminata solitaria, una pausa senza orologio, un momento di osservazione silenziosa restituiscono un senso di benessere profondo.
In questo equilibrio tra natura, storia e quotidianità, Alagna rivela il suo volto più autentico. Un luogo dove l’inverno non rappresenta solo una stagione, ma un tempo da abitare con attenzione, lasciando spazio alla magia discreta della montagna.
Ogni anno, tra le vette e i boschi della Valsesia, si rinnova una delle tradizioni più affascinanti delle Alpi piemontesi: il Rosario Fiorito di Alagna Valsesia. Un rito che unisce fede, comunità e memoria, tramandato dal lontano 1683 fino ai giorni nostri.
La storia del Rosario Fiorito si intreccia con un’antica leggenda popolare.
Si narra che alla mezzanotte del 2 novembre, la notte dedicata ai defunti, le anime dei morti escano dai loro cimiteri per salire in lunga processione verso i ghiacciai, con il dito mignolo acceso come una candela.
Dai ghiacciai, gli spiriti puri ascendono al cielo, mentre le anime dei peccatori si immergono nel ghiaccio, armate di uno spillo, cercando di tornare in superficie.
Quando il ghiacciaio è completamente trafitto, una colomba bianca si solleva da un crepaccio: simbolo del perdono e della liberazione delle anime.
Il Rosario Fiorito parte ogni anno dalla cappelletta in roccia sotto la parete del Flua, lungo il sentiero del Barba Ferrero, e raggiunge la chiesetta di Sant’Antonio nel pomeriggio.
La celebrazione, guidata dal parroco locale, coinvolge numerosi abitanti di Alagna e dei paesi vicini, molti dei quali indossano il costume walser tradizionale.
Questa processione è un momento molto sentito, capace di unire residenti e turisti in un’esperienza di profonda spiritualità. Gli autunni limpidi e soleggiati rendono il percorso ancora più suggestivo, con i colori caldi dei boschi e l’aria cristallina di montagna.
La processione attraversa gli alpeggi di Safejazz, Blatte, Bitz e Pile, per poi concludersi con la messa di ringraziamento nella chiesetta di Sant’Antonio.
Lungo il cammino, vengono rispettate sette soste simboliche, ognuna dedicata a un momento di riflessione e preghiera:
In ogni tappa viene recitato il rosario con cinque misteri, alternati da canti e preghiere.
All’arrivo, la piccola chiesa di Sant’Antonio viene addobbata a festa: le donne del paese preparano mazzi di fiori freschi, raccolti la sera precedente, e centinaia di candele accese illuminano l’interno, creando un’atmosfera di pace e riconoscenza.
Il Rosario Fiorito di Alagna Valsesia è anche un momento di memoria. Ogni anno, la processione viene dedicata ai defunti della comunità: le famiglie possono chiedere che la celebrazione sia recitata in ricordo dei propri cari.
È un gesto semplice ma profondo, che lega la tradizione religiosa al sentimento universale del ricordo.
Oggi il Rosario Fiorito non è solo un evento religioso, ma anche un simbolo dell’identità walser e della devozione che anima la Valsesia.
Partecipare significa entrare in contatto con la storia, la natura e la spiritualità delle montagne — un’esperienza che continua a emozionare, anno dopo anno.
Sabato 20 settembre la Val Vogna si è trasformata in un percorso di sapori, incontri e memorie. Con grande partecipazione ed entusiasmo si è svolta la seconda edizione di Assaggi Walser, la camminata enogastronomica e culturale organizzata dal Consorzio Turistico Walser di Alagna con il sostegno del Comune di Alagna.
Un itinerario che ha accolto circa 90 camminatori, guidandoli tra le frazioni alte della valle: un’esperienza che non è stata soltanto un’occasione per degustare i piatti della tradizione, ma un vero viaggio nel cuore della cultura Walser e dell’ospitalità montana
La giornata è iniziata a Ca’ Janzo, con una colazione che ha portato subito i partecipanti dentro l’atmosfera autentica della manifestazione: calde bevande e dolci artigianali preparati dalla Pasticceria Carmellino di Varallo, capaci di regalare energia e buonumore per affrontare il cammino.
Tappa dopo tappa, la Val Vogna ha svelato la sua ricchezza. A Selveglio, la musica della fisarmonica di Daniele ha accompagnato le miacce tradizionali e i taglieri preparati dai frazionisti, creando un momento di festa e convivialità.
A Oro, il percorso si è arricchito di cultura con la visita alla torba e alla chiesa di San Lorenzo, mentre a Casavescovo l’Agriturismo Montana Fold ha accolto gli ospiti con frittatine alle erbette e una giardiniera dal gusto genuino.
Il cammino è proseguito fino a Cambiaveto, dove le patate Masarai del Rifugio Sant’Antonio hanno offerto un assaggio di tradizione contadina, e poi a Piane, tra i rinomati formaggi dell’Azienda Agricola Vaira. Infine, la giornata si è conclusa nella suggestiva cornice di Casa Pollet, tra crostate ai mirtilli, liquori artigianali e il profumo del caffè d’la Casarola.
Ciò che ha reso speciale Assaggi Walser non è stata soltanto la varietà delle proposte enogastronomiche, ma soprattutto la partecipazione dei frazionisti, veri protagonisti dell’iniziativa. Con passione e dedizione hanno aperto le porte delle loro case, raccontato le storie della valle e condiviso la loro identità, trasformando ogni sosta in un momento di incontro autentico.
Un ringraziamento particolare va a chi ha collaborato alla riuscita della manifestazione: i frazionisti, i consorziati, le realtà locali e tutti coloro che hanno contribuito, dalla logistica all’intrattenimento culturale e musicale.
Un grazie speciale anche a Francesca, entrata quest’estate nello staff dell’Ufficio del Turismo, che ha giocato un ruolo prezioso nell’organizzazione di questa edizione.
L’edizione 2025 di Assaggi Walser ha confermato come la Val Vogna sia un territorio capace di unire natura, tradizione e convivialità in un’unica esperienza indimenticabile.
📌 L’appuntamento è già fissato: vi aspettiamo numerosi alla prossima edizione per continuare insieme questo viaggio nel cuore della cultura Walser.

La Missione Artemis 4554 sul Monte Rosa, con partenza da Alagna Valsesia, rappresenta un viaggio scientifico unico nel suo genere per lo studio della fisiologia umana in alta quota, nel cuore delle Alpi. Dal 20 al 26 luglio 2025, il centro della medicina e della ricerca scientifica italiana sarà proprio sul Monte Rosa, dove la missione “Artemis 4554” dell’Aeronautica Militare condurrà un team di medici e ricercatori fino alla Capanna Margherita, il rifugio più alto d’Europa a 4.554 metri di altitudine, per analizzare gli effetti dell’alta quota sul corpo umano.
Un’iniziativa che nasce da Alagna Valsesia, crocevia storico di alpinismo, scienza e cultura montana, e che conferma ancora una volta il profondo legame tra il territorio e la ricerca scientifica d’avanguardia.
Organizzata in occasione del Centenario della Sanità Aeronautica Militare, la missione Artemis 4554 è molto più di un semplice esperimento scientifico: è un vero viaggio nella storia della medicina aeronautica e d’alta quota, sulle orme di pionieri come Angelo Mosso e Padre Agostino Gemelli, che proprio sul Monte Rosa posero le basi della moderna ricerca fisiologica in ambiente estremo.
Oggi, a distanza di oltre un secolo, più di 40 tra medici, specialisti e tecnici dell’Aeronautica Militare, affiancati da enti accademici, scientifici e industriali, torneranno su queste vette per realizzare 10 esperimenti scientifici con potenziali ricadute concrete sulla salute e sulla medicina del futuro.
Tra i principali partner scientifici figurano il Consiglio Nazionale delle Ricerche, la Sapienza Università di Roma, l’Università degli Studi di Milano, il Centro Cardiologico Monzino, l’Istituto Neurologico Mondino di Pavia, l’Università di Padova e numerose altre realtà d’eccellenza.
Queste istituzioni collaborano per affrontare le sfide della ricerca in ambienti estremi, contribuendo allo sviluppo di nuove conoscenze nel campo della fisiologia, della medicina aerospaziale e della salute umana.
Fondamentale il supporto del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che garantirà assistenza tecnica durante l’intera missione. Il trasporto di attrezzature e materiali sarà invece curato dal 15° Stormo dell’Aeronautica Militare, con l’allestimento di veri e propri laboratori scientifici ad alta quota.
Nel corso della presentazione ufficiale a Roma, il Sindaco di Alagna Valsesia, Dott. Roberto Veggi, ha espresso grande soddisfazione per il ruolo centrale del Comune all’interno del progetto:
“Accogliere e supportare la missione Artemis 4554 è per noi motivo di grande orgoglio. Alagna si conferma punto di riferimento per l’alpinismo, ma anche per la scienza e l’innovazione.”
Queste parole testimoniano il valore strategico del territorio valsesiano come punto di incontro tra turismo montano, ricerca scientifica e sviluppo culturale.
Lo studio degli effetti della quota sulla fisiologia umana è oggi più attuale che mai. Ciò che in passato serviva a comprendere i limiti del corpo umano in montagna, oggi rappresenta un tassello fondamentale per lo sviluppo della medicina aerospaziale, in vista delle future missioni spaziali e dell’esplorazione oltre l’atmosfera.
Come ha ricordato il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale Antonio Conserva:
“Senza gli studi condotti su queste montagne oltre 100 anni fa, oggi forse non saremmo così protagonisti nella corsa allo spazio. Con Artemis 4554 torniamo là dove tutto è cominciato, per guardare avanti.”
La missione Artemis 4554 sul Monte Rosa non è solo una spedizione scientifica: è un atto di memoria storica, una sfida al presente e una promessa per il futuro della ricerca italiana.
Alagna Valsesia, con il suo spirito accogliente, la sua tradizione alpinistica e la sua storia secolare, si conferma ancora una volta culla di grandi imprese, dove natura, scienza e uomo si incontrano per costruire nuove frontiere del sapere.

L’11 luglio 2025 alle ore 11.00 si inaugurerà il nuovo Polo Museale di San Lorenzo ad Alagna, prima realizzazione concreta del più ampio progetto del Parco Minerario di Kreas, dedicato alla valorizzazione del patrimonio geo-minerario delle Alpi.
Il museo offre un viaggio immersivo nella storia mineraria della Valsesia, unendo tecnologia, archeologia industriale e narrazione storica.
Il progetto, sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli Affari Regionali, ha permesso di recuperare due elementi chiave del patrimonio minerario locale:
L’intervento ha coinvolto un investimento complessivo di circa 2,5 milioni di euro.
Il Polo Museale di Alagna, cuore pulsante del Parco Minerario di Kreas, si compone di due sezioni principali:
I visitatori possono esplorare le antiche gallerie sotterranee, accompagnati da guide e supporti interattivi che illustrano le tecniche estrattive e la vita dei minatori.
La fabbrica restaurata ospita oggi un museo con un allestimento tecnologico, immersivo e didattico. Ospita macchinari originali del ‘700, tra cui le storiche macine aurifere, rendendolo un unicum a livello europeo.
Il Polo Museale rappresenta la prima realizzazione concreta del più ampio progetto del Parco Minerario di Kreas, destinato a diventare un punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio geo-minerario delle Alpi.
Un’iniziativa che non solo promuove il turismo culturale e sostenibile in Valsesia, ma che si propone anche come strumento educativo e di divulgazione scientifica, rivolto a scuole, famiglie, appassionati di geologia e storia locale.
Per orari di visita, prenotazioni e informazioni dettagliate sull’esperienza museale, visita la pagina dedicata sul nostro sito: clicca qui
Scoprire Alagna Valsesia attraverso le visite guidate è il modo più autentico per entrare in contatto con la cultura Walser, la storia locale e l’ambiente alpino.
Ogni settimana, in compagnia delle guide dell’Ufficio del Turismo, potrai vivere un’esperienza che unisce natura, conoscenza e tradizione.
Situato a 2.901 metri di quota sul Col d’Olen, l’Istituto Mosso fu fondato nel 1907 dal fisiologo torinese Angelo Mosso, pioniere negli studi sull’adattamento del corpo umano all’altitudine.
Oggi fa parte del sistema di stazioni di ricerca dell’Università degli Studi di Torino ed è uno dei più alti laboratori scientifici permanenti in Europa.
La visita, oltre a offrire panorami spettacolari sull’intero massiccio del Monte Rosa, consente di scoprire un patrimonio di ricerca e conoscenza che ha reso Alagna un punto di riferimento internazionale per la scienza in alta quota.
Partecipa alla visita guidata Alagna Valsesia verso Otro, uno dei luoghi più affascinanti dell’alta Valsesia
Salire lungo il sentiero è un’esperienza che unisce natura e storia.
Durante la visita, le guide raccontano la vita quotidiana, l’architettura Walser e le tradizioni che resistono ancora oggi.
Le nostre guide ti accompagneranno tra le tipiche case in legno, le chiese storiche e le piazzette di pietra.
Inoltre, conoscerai gli angoli meno noti, ricchi di fascino e storie locali.
San Lorenzo a Kreas è un antico sito minerario nel cuore del "quartiere dell’oro" di Alagna Valsesia. Al suo interno si trovano ancora le grandi macine utilizzate per la frantumazione del minerale aurifero estratto dalle miniere locali. Questo complesso rappresenta una preziosa testimonianza della storia dell’estrazione dell’oro sul Monte Rosa, una delle più importanti delle Alpi occidentali.
L’edificio è una vera casa Walser originale del Seicento.
Qui scoprirai com’era la vita tra i monti: utensili, arredi e testimonianze autentiche.
Inoltre, la guida ti aiuterà a comprendere l’identità profonda di questa comunità alpina.
Tutte le visite sono condotte da guide esperte e abilitate. Tutte le attività sono disponibili solo su prenotazione, da effettuarsi entro le ore 16:00 del giorno precedente presso l’Ufficio del Turismo di Alagna, ad eccezione della visita all’Istituto Mosso, le cui prenotazioni vengono gestite direttamente dalla Funivia. Gli orari di apertura e delle visite guidate cambiano in base alla stagione, per informazioni contattare l'ufficio del turismo.
📞 Telefono: +39 0163 922988
📧 Email: ask@alagna.it
Sabato 28 e domenica 29 giugno 2025 torna Achillea Ewulebi, la tradizionale mostra mercato dedicata alla flora alpina, tra fiori di montagna, erbe spontanee e artigianato locale. Un evento che si svolge nel cuore delle Alpi e rappresenta un appuntamento imperdibile per chi ama la natura, la cultura e le autentiche tradizioni alpine, offrendo momenti di scoperta e immersione nella vita e nei saperi di montagna.
Durante le due giornate, i visitatori potranno esplorare una ricca e curata esposizione di piante, essenze e fiori tipici d’alta quota. Accanto alla proposta botanica, Achillea Ewulebi propone una selezione di prodotti artigianali legati al rapporto tra uomo e montagna.
Tessuti naturali, ceramiche decorate a mano e incisioni lignee raccontano tradizioni antiche e saperi tramandati nel tempo.
I manufatti esposti riflettono l’identità alpina e il profondo legame con l’ambiente montano.
Il nome dell’evento, Ewulebi, può sembrare insolito, ma custodisce una storia affascinante e profondamente legata al territorio. Nella lingua titzschu degli antichi Walser, Ewulebi è infatti il nome dell’Achillea, pianta simbolo dei prati alpini, conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà aromatiche e officinali e spesso utilizzata anche nella produzione di grappa artigianale.
Achillea Ewulebi è più di una mostra mercato: è un vero viaggio tra biodiversità, saperi antichi e cultura alpina. Un’occasione imperdibile per immergersi nel mondo delle erbe di montagna, incontrare artigiani, appassionati e produttori locali, scoprendo la bellezza e il valore di una natura ancora autentica e profondamente legata al territorio.
📍 Non mancare il 28 e 29 giugno: la montagna ti aspetta in fiore.

Eventi mille anni Valle di Otro 2025 – Nel cuore dell’Alta Valsesia, la Valle di Otro celebra nel 2025 un traguardo storico: mille anni dalla sua prima menzione ufficiale, datata 10 giugno 1025 in una pergamena imperiale. Questo importante anniversario diventa l’occasione per scoprire un ricco calendario di eventi tra natura, cultura Walser, tradizioni alpine e vita comunitaria.
Nei secoli medievali, l’alpe d’Otro era un bene conteso tra signorie e monasteri, nato come un alpeggio monastico governato dai conti di Pombia e successivamente donato all’abbazia di Cluny. Questo luogo fu al centro di contese e rinascite, grazie alla sua eccellente attività pascoliva. Ogni estate, l’alpeggio si rinnovava con l’allevamento e la transumanza.
Nel XIV secolo, l’arrivo dei Walser, una popolazione di origine germanica, trasformò radicalmente la zona. La loro cultura, basata su libertà, autosufficienza e solidarietà, portò alla nascita di case in legno e frazioni autonome. Anche se la Piccola Era Glaciale costrinse la comunità a tornare a valle d’inverno, lo spirito Walser vive ancora oggi nei villaggi e nelle tradizioni locali.
Il sentiero escursionistico che parte da Alagna e conduce nella valle sospesa è il numero 203. Si snoda tra boschi, vecchie miniere e ponti in legno, fino a raggiungere le sette frazioni, ognuna con un’identità unica. Feglierecc, esposta al sole, offre una vista mozzafiato sul Tagliaferro. Follu è il cuore della valle: l’oratorio, la vecchia scuola e il rifugio raccontano storie di comunità e accoglienza. Dorf è raccolta e protetta dalla roccia, con il suo forno del pane ancora attivo. Scarpia resiste con i suoi terrazzamenti alla forza delle valanghe. Ciucche, arroccata sul Belvedere, regala scorci mozzafiato. Weng e Gender sono rifiorite grazie a pastorizia e agricoltura, simboli della resilienza umana.
Il modo migliore per celebrare il grandioso compleanno dell’Alpe è partecipare alla serie di eventi organizzati dal Comune di Alagna Valsesia e dal Consorzio di Otro e Pianmisura. Il programma degli eventi mille anni Valle di Otro 2025 include celebrazioni religiose, feste contadine, attività culturali e momenti sportivi che raccontano un millennio di storia.
Il programma si apre con un omaggio alla natura e alla tradizione: la Festa delle Erbe. Guidati da esperti naturalisti, i partecipanti potranno riscoprire le erbe spontanee montane, un tempo fondamentali per la cucina e la medicina locale.
L’estate prosegue con la Festa dei Pastori, una celebrazione autentica della cultura montanara. Tra la fiera degli animali, i mercatini di prodotti tipici e la suggestiva Mostra dei Ricordi, con volti e storie del passato, si rivive una cultura fatta di semplicità, fatica e amore per la terra.
Anche lo sport diventa protagonista con la corsa in montagna Alagna–Otro Trail, un evento che unisce passione atletica e valorizzazione del territorio.
Non mancano le celebrazioni religiose, con le ricorrenze dedicate alla Madonna della Neve, a San Giacomo e alla storica Festa di Otro. L’Incontro delle Comunità Valsesiane assume un significato simbolico, riunendo paesi e località della valle in un grande abbraccio collettivo.
L’autunno offre infine due appuntamenti molto attesi: la Festa della Patatina d’Oro, che celebra sapori e creatività locali, e la suggestiva Festa del Pane, che riaccende il forno frazionale, testimonianza dell’ingegnosità e dell’autosufficienza delle generazioni passate.
Questo anniversario non è solo una tappa temporale, ma un’eredità da valorizzare e trasmettere. I mille anni della Valle di Otro ci invitano a guardare avanti con consapevolezza, amore per il territorio e un rinnovato senso di comunità.
L’architettura Walser ad Alagna Valsesia è un esempio straordinario di come tradizione, sostenibilità e adattamento all’ambiente montano possano fondersi in modo armonioso. Le case Walser, realizzate con legno e pietra locali, raccontano la storia di una popolazione capace di vivere in equilibrio con la natura
I Walser erano una popolazione di origine alemanna. Tra il XII e il XIII secolo migrarono dal Vallese (oggi in Svizzera) verso le Alpi italiane, francesi e austriache.
Perchè si spostarono?
Le cause principali furono:
il sovrappopolamento della valle;
il clima mite del periodo medievale;
la necessità di nuove terre coltivabili.
Di conseguenza, cercarono nuove zone, anche impervie, dove potersi stabilire. Nonostante le difficoltà, riuscirono ad adattarsi e a costruire comunità autosufficienti.
Nel XIII secolo, i primi gruppi Walser arrivarono ad Alagna Valsesia, in Piemonte.
Qui fondarono villaggi in alta quota, sfruttando le loro competenze agricole e la capacità di vivere in armonia con la montagna.
Col tempo, svilupparono un’economia basata su:
agricoltura di montagna
pastorizia
commercio
Mantennero vivo anche il loro patrimonio culturale. Il Titsch, un dialetto tedesco, veniva insegnato nella scuola elementare. Oggi esistono ancora corsi per impararlo.
L’architettura Walser ad Alagna è un patrimonio unico per funzionalità, resistenza e armonia con il paesaggio. Le case seguono un modello preciso, pensato per affrontare la vita in montagna.
Ad Alagna si possono visitare alcune delle frazioni più suggestive:
San Nicolao: un perfetto esempio di come architettura e paesaggio possano convivere in armonia.
Pedemonte: ospita il Museo Walser, una casa del XVII secolo perfettamente conservata.
Ronco e Riva Valdobbia: borghi con case Walser originali e autentiche.
L’architettura Walser ad Alagna Valsesia rappresenta un tesoro storico e culturale. Le case raccontano la storia di un popolo che, 750 anni fa, ha saputo vivere in perfetta armonia con l’ambiente alpino. Un esempio autentico di sostenibilità e ingegno umano.
La casa dove dormiamo sa di legno di abete! E di fieno e di granaglie e, pensandoci bene, sa anche di polenta e salame.
Sarà suggestione ma le case di Alagna sanno “ad Brusc” che è tutto l’insieme degli aromi e profumi legati all’utilizzo dell’abitazione come cucina, stalla, laboratorio.
D’ogni modo, i sensi si risvegliano ed anche la voglia di essere parte di quel tessuto vissuto.
Oggi voglio sciare come un vero sciatore alagnese!
L’inverno, pur lungo che sia, è sempre troppo corto per chi ama il vestito bianco e lo scricchiolio della neve invernale sotto lo sci.
Da conoscitore del paese, butto un occhio veloce ai piazzali; se il colore delle auto copre la vista del fiume Sesia, cambio programma e mi preparo per una camminata.
Invece questa mattina sembra tranquillo; bevo il caffè dalla sorridente Erika alla partenza della funivia, ritiro gli sci che Franz e Mattias mi hanno preparato con cura e mi imbarco, pronto per l’avventura e la discesa adrenalinica tipica di uno sciatore alagnese.
All’imbarco c’è l’Alfredo, storico degli impianti. Mi sorride e mi accompagna sempre fino al punto dove le porte dell’ovetto si chiudono, mi aggiorna così sulle condizioni in tempo reale.
La salita mi è dolce.
Al palo dell’asino (Zam Eisel direbbero i Walser) finalmente si apre il paesaggio.
Butto l’occhio verso l’alpeggio di Weng e scorgo lo zigzagare inequivocabile della prima traccia in fresca.
Siamo nel territorio di Sergio, esperta guida alpina. Solo lui può essere passato di qui perché conosce i passaggi.
La traccia, infatti, sembra finire nel nulla. Oltre, solo il baratro.
Ma quanto è bella la montagna! Vedo alpeggi, cime e colli.
Sento la musica che Luca, all’Alpenstop, mette a fantasia, senza regole, con solo l’idea di dare allegria.
Ecco, potrei già fermarmi per un bombardino ma l’azzurro dell’orizzonte chiama e mi metto in coda al Funifor, come farebbe ogni sciatore alagnese.
È’ impressionante la cabina in movimento, è grande quanto una stanza e stabile al 100 per cento. E così deve essere per potere affrontare i venti tempestosi che a circa 3000 metri soffiano per almeno 15-20 giornate del nostro inverno.
Per un qualche disegno divino, soffiano principalmente quando c’è turismo in modo da poter far pensare alla gente che non la si voglia.
Sorrido al pensiero.
Invece no!
A noi piace la gente, il movimento, lo scambio di pensieri e soprattutto ci piace la gente che ama la montagna, la natura, le tradizioni.
L’overtourism capita ma di rado.
Chi viene ad Alagna ci è affezionato, fa ormai parte dell’arredamento, come si direbbe in gergo.
Pronti, via!
Un tempo ci si imbarcava spintonandosi al grido di “viaggio, tutti in vettura!”
Ora è tutto più silenzioso, c’è perfino la moquette in cabina.
Le porte si chiudono ed in meno di 10 minuti siamo al Passo dei Salati, a 2980m.
A questo punto mi fermo, il bombardino chiama!
Daniele, pizzetto biondo, manica corta nonostante la temperatura, mi propone invece uno spritz che consumo in terrazzo nei nuovi tavolini ricavati dai cestelli dell’ovovia della storica Balma.
Noi alagnesi siamo affezionati al ricordo di quella pista (che poi era un fuori pista e di quelli da leccarsi i baffi)
Non a caso siamo diventati famosi per il Freeride Paradise!
Uno sguardo veloce verso i ghiacciai di Bors, la vecchia stazione di Indren e affronto la discesa dell’Olen.
A poche centinaia di metri dall’imbocco della pista, devio verso destra; ho voglia di visitare
l’Istituto Scientifico Mosso. Un salto nel tempo giacchè l’istituto è nato nel 1907.
Ora è stato ristrutturato con maestria e passione e vi è un Museo interattivo e multimediale.
La strumentazione antica si alterna a filmati e narrazioni.
La Rifugi Monterosa ha aperto un ristorante con vetrate ovunque proprio sul terrazzo dell’istituto (il progetto prevede in seguito una struttura ricettiva con anche posti letto).
Capita così di mangiare voltati verso la Capanna Margherita oppure guardando la valle e confini lontani.
Ci vado volentieri.
Annina, che gestisce la struttura con Erika, è un volto noto, ma solo a chi ha la gamba buona e frequenta i rifugi.
La cantina vini è di tutto rispetto, da fare invidia ai ristoranti di bassa quota.
Intravedo lo staff in cucina.
Isham ed Erica, sempre loro, sempre insieme; ora al Mosso ora alla Capanna Gnifetti.
Annina e Giulia mi offrono un biscotto “Bacio di Dama” rigorosamente fatto da loro (ne sono testimone, mentre mi parlano appallottolano l’impasto).
Il tempo è tiranno.
Mi aspetta la pista nera Olen! L’imbocco è un canalone, la battitura è perfetta, la neve è quasi gessata
È tutto così intimo qui.
Penso che la solitudine in montagna non sia mai vera solitudine, penso sia piuttosto immersione e contemplazione.
Quanto sono fortunato a vivere qui!




Appena fuori dal borgo di Alagna, immerso nello scenario mozzafiato delle Alpi Occidentali, si cela un segreto scolpito nella pietra: il parco minerario di Kreas. Un luogo che racconta storie di uomini e di oro, di fatica e di speranza, di un legame indissolubile tra la Valsesia e la sua terra.
Oggi, grazie a un progetto ambizioso del Comune di Alagna, questo patrimonio nascosto si prepara a tornare alla luce. La riqualificazione delle antiche miniere e della Fabbrica San Lorenzo aprirà un varco nel tempo, offrendoci l'opportunità di rivivere il passato in modo unico.
Il progetto del parco minerario di Kreas si sviluppa su due fronti. Il primo coinvolge la Fabbrica San Lorenzo, dove in passato l’oro estratto dalle miniere veniva raffinato. Qui sarà ripristinata una storica macina idraulica, alimentata dalle acque limpide del fiume Sesia, per mostrare il processo di frantumazione delle pietre aurifere. Accanto alla fabbrica, un nuovo edificio in armonia con il paesaggio accoglierà un centro servizi moderno con biglietteria, caffetteria e bookshop.
La seconda parte del progetto condurrà i visitatori all’interno delle gallerie della vecchia miniera di feldspato, costruita sulle ceneri delle miniere d’oro e attiva fino a pochi anni fa. Qui, il fascino del sottosuolo incontra il racconto di secoli di lavoro e resilienza alpina.
Durante le festività natalizie del 2025, i più curiosi hanno avuto la possibilità di partecipare a due visite in anteprima della Fabbrica di San Lorenzo, ricevendo un assaggio di ciò che sarà il futuro parco minerario. Altre date saranno disponibili nei prossimi mesi, regalando la possibilità di immergersi in un’esperienza che unisce memoria e identità.
La Valsesia, con il suo Monte Rosa e i suoi borghi senza tempo, ha sempre custodito tesori preziosi. Le miniere di Kreas, presto, saranno pronte a raccontare nuovamente la loro storia.
Non lasciarti sfuggire l’occasione di scoprirle!





Eccoci ormai a ridosso della fine delle vacanze natalizie, ma la voglia di scoprire non si ferma!
Ti va di fare un giro turistico con noi?
Ti accompagneremo alla scoperta degli angoli più suggestivi di Alagna, tra panorami mozzafiato, tradizioni autentiche ed esperienze uniche che questo splendido territorio sa offrire.
E' l’occasione perfetta per vivere weekend indimenticabili, ricchi di emozioni, relax e avventura, in ogni stagione dell’anno.
Allora, sei pronto? Su, partiamo insieme per il tuo prossimo giro turistico!
Eccoci al Wold, una tappa imperdibile del tuo giro turistico ad Alagna!
Se vuoi imparare a sciare, lo skilift del Wold è il luogo ideale per muovere i primi passi sulla neve in totale sicurezza.
Qui troverai bimbi che imparano a sciare, maestri di sci qualificati pronti ad accompagnarti e un accogliente ristorante direttamente sulla pista, perfetto per una pausa gustosa.
Nei pressi della casetta dei maestri di sci c’è anche un campetto dedicato ai più piccoli, dove i giovani sciatori possono divertirsi, oltre a una piccola discesa pensata appositamente per i bob, per momenti di puro divertimento in famiglia.
Scendendo con la navetta invernale verso il centro di Alagna, ci dirigiamo verso gli impianti di risalita, pronti per un giro turistico sulla neve indimenticabile.
Ad attenderti ci sono ben 200 km di piste, un territorio sciistico vastissimo che ti permette di raggiungere Gressoney e persino Champoluc, per vivere un’esperienza completa sulle montagne della Valsesia.
Una giornata in compagnia degli amici sulle meravigliose piste da sci ti regalerà allegria e divertimento senza fine. Le piste appena battute, il vento fresco del mattino e i raggi del sole che scaldano il viso ti faranno vivere emozioni uniche durante il tuo tour turistico ad Alagna.
Se non ti interessa lo sci alpino, l’offerta sportiva non manca: la pista di pattinaggio ad Alagna e la pista di fondo a Riva Valdobbia potrebbero essere una fantastica alternativa!
Da quest’anno l’apertura della pista di fondo sarà garantita per tutta la stagione da un nuovo mezzo battipista e da un sistema di innevamento programmato. Questa novità è dettata dalla motivazione del Comune di Alagna nel credere in questo magnifico sport.
Il pattinaggio è un’attività molto amata da grandi e piccini e lo puoi praticare nella splendente pista di Alagna. Il ghiaccio spettacolare ti permetterà di vivere una mattinata unica.
… E una cioccolata calda dopo una mattinata di pattinaggio non potrà mancare!
Oltre a tutte queste opportunità si aggiungono le tante passeggiate che tanta meraviglia suscitano.
Se cerchi un giro turistico fuori dagli schemi, l'inverno ad Alagna offre scenari unici. Con la neve, le semplici escursioni si trasformano in spettacolari ciaspolate, permettendoti di vivere una giornata attiva nel cuore delle montagne.
Grazie alle racchette da neve, questo itinerario ti porterà alla scoperta dei tesori della Valsesia: potrai raggiungere la splendida conca di Follu in Val d’Otro o esplorare la frazione walser di Peccia in Valle Vogna. Ogni tappa di questo giro turistico invernale è un incontro con la storia e la natura incontaminata.
Per chi preferisce percorsi più dolci si può proseguire lungo la ciclabile di Riva o attraverso il suggestivo sentierino che collega Alagna alla località Wold. Questi itinerari sono perfetti per chi desidera una passeggiata rilassante, ammirando i ghiacciai che circondano il paese.
Il nostro giro turistico guidato tra le bellezze di Alagna termina qui. Adesso tocca a te: scegli il tuo itinerario e trasforma la tua vacanza in un percorso indimenticabile, vivendo queste entusiasmanti esperienze in prima persona!






La stagione invernale ad Alagna è un periodo atteso e molto sentito, che trasforma il paesino in un luogo ricco di fascino tra neve, camini fumanti e atmosfera natalizia.
Durante questo periodo Alagna si anima di sciatori, eventi e visitatori desiderosi di vivere la montagna in tutta la sua autenticità.
Ciò che più catturerà la tua attenzione durante la stagione invernale ad Alagna sarà, senza dubbio, l’apertura degli impianti sciistici.
A partire dal 6 dicembre, sci in spalla e via verso una nuova avventura sulla neve: piste appena battute, il sole che riscalda il viso e una meritata cioccolata calda rendono ogni giornata sulla neve un’esperienza carica di energia ed emozioni.
Le opportunità sportive della stagione invernale ad Alagna non si limitano allo sci alpino.
Gli appassionati di sci nordico potranno infatti contare su un’importante novità: l’apertura della pista di fondo di Riva Valdobbia e Alagna sarà garantita per tutto il periodo invernale grazie a un nuovo e moderno mezzo battipista e al nuovo sistema di innevamento programmato.
Questa significativa innovazione nasce dalla forte motivazione del Comune di Alagna, che continua a credere e investire in uno sport autentico e profondamente legato al territorio.
La stagione invernale ad Alagna è un periodo speciale, ricco di usanze e tradizioni antiche che si tramandano di generazione in generazione, rendendo questo momento dell’anno ancora più affascinante e autentico.
Tra le tradizioni più sentite spiccano quelle del 26 dicembre e del 6 gennaio, appuntamenti da sempre molto attesi dalla comunità locale.
Il 26 dicembre, in particolare, tutti i ragazzi e le ragazze attendevano con impazienza il Ballo di Santo Stefano, una serata di allegria, musica e condivisione. In origine, la festa si svolgeva nelle abitazioni private, ma con la costruzione del Teatro dell’Unione Alagnese nei primi del ’900, il ballo trovò una sede ufficiale, dando vita al celebre “Ballo della Gioventù”.
Durante questo evento della stagione invernale, era richiesto un preciso codice di abbigliamento: abito scuro, preferibilmente nero, per gli uomini; costume tradizionale e grembiule bianco per le ragazze. La serata non era solo un momento di festa, ma anche l’occasione per scherzi divertenti, come il famoso gioco delle corde, che coinvolgeva coppie di fidanzati e suscitava risate e applausi tra i partecipanti.
I giovani di Riva Valdobbia raggiungevano Alagna a piedi e facevano ritorno in piena notte, affrontando il freddo dell'inverno con il cuore colmo di gioia e leggerezza.
Un’altra tradizione legata all'inverno vuole che, nella notte del 5 gennaio, le ragazze lasciassero una tazza d’acqua fuori dalla finestra: al mattino, il disegno formato dal ghiaccio avrebbe rivelato il mestiere del futuro marito.
Ti aspettiamo durante la stagione invernale, quando il nostro paesino è circondato da montagne innevate e da un’atmosfera senza tempo, per vivere insieme giornate autentiche, ricche di emozioni e felicità.



Il periodo più magico dell’anno è alle porte. Nonostante la frenesia che il Natale porta con sé, ad Alagna l’atmosfera di sorpresa e condivisione ha sempre il sopravvento.
Se vuoi vivere in anticipo le emozioni del Natale, organizza un weekend tra le frazioni di Alagna: cullata tra pareti verticali, la città appare come un piccolo presepe. Vieni a scoprire la vera magia del Natale alpino!
La tradizione vuole che ad Alagna il Babbo Natale arrivi al 6 dicembre, per San Nicola (per i nostri antenati alemanni era Sankt Niklos).
L’arrivo del Santo era atteso dai piccoli Walser con trepidazione; l’unico momento dell’anno in cui ricevevano un anelato presente.
Non vivevano male poiché il territorio forniva quanto bastava per la sussistenza ma avere in dono dolcetti o gli scapin nuovi per l’inverno, portati di notte da un vecchietto con la lunga barba bianca ed il suo fedele asinello era un’altra storia.
Il rituale di preparazione si ripeteva in ogni casa: prima di andare a dormire nell’alcova al piano disopra, occorreva preparare una tazza di latte e un pezzo di pane per la bizzarra coppia di viandanti che in cambio lasciava i doni.
Ora la tradizione si ripete: un autentico Sankt Niklos bardato da vescovo ed il suo fedele servitore rallegrano l’animo dei piccoli alagnesi la notte tra il 5 ed il 6 dicembre.
Segue la Messa nella piccola chiesetta di Pedemonte ed il lancio dei dolcetti (durante gli anni sono andati piano piano a sostituire i mandarini, un tempo unica leccornia).
Il Natale porta con sé le prime nevicate, essenziali per chi vive e investe in montagna. Ma che tempo farà a Natale? La tradizione di Santa Bibiana del 2 dicembre "mercante di neve" decreta il meteo per i successivi 40 giorni.
Credeteci o no, funziona: preparatevi a un magico e imbiancato Natale ad Alagna!
Durante il weekend dell’Immacolata, la via si anima con i mercatini di Natale; un’ottima occasione per conoscere ed acquistare prodotti locali e vivere l’atmosfera calorosa e profumata che prelude alle vacanze invernali.
Candele che profumano di arancia e cannella, cuscini pelosi e coperte fatte a mano, sciarpe e pantofole.
Biscotti di Natale, cioccolata calda e vin brulè.
Musica, danze e condivisione intorno al braciere.
Se anche tu sei un sognatore che ama l’inverno ed il tuo pensiero ti porta a ricordi di Natali lontani, vissuti tra abbracci scelti e tradizioni di famiglia, Alagna è il tuo posto!



Il mese autunnale di novembre, con il rigido freddo, la stufa a legna accesa ed il buio inquietante che lo accompagnano, si sta avvicinando. A tutto ciò aggiungiamo la misteriosa leggenda dei morti ed in un batter d’occhio ci troviamo catapultati nelle antiche leggende Walser che fanno da collante tra il XIII sec. fino ad oggi.
Che volto assumeva la morte nella vita dei Walser?
Quella dei Walser non era, sicuramente, una vita semplice; la loro esistenza era connotata da sacrifici, tanto lavoro e dalla dolorosa morte. Come facevano, quindi, a sopportare una vita così “dura”?
Ecco così che nacquero alcune leggende in grado di colmare il vuoto lasciato dalla mancanza di risposte razionali alle domande poste alla difficile esistenza ed al rigido ambiente che li circondava.
Immaginiamoci in una casa Walser, il buio della sera e la neve che scende… Queste leggende avevano anche la funzione di animare le lunghe serate invernali!
E cosa succedeva quando un famigliare lasciava la propria famiglia?
… Non solo la dimensione materiale era coinvolta nel mistero della morte…
Le case erano, infatti, dotate della finestra dell’anima.
E tu non sei curioso? Scopriamo subito di che cosa si tratta!
La finestra dell’anima è una piccola apertura collocata nella parete della stube (camera con stufa) che veniva aperta alla morte di un famigliare per liberarne l’anima diretta verso i ghiacciai del Monte Rosa e veniva richiusa subito dopo in modo che l’anima stessa non potesse ritornare.
Esaminiamo insieme una misteriosa ed “inquietante” leggenda che anima i cuori delle genti Walser all’arrivo dell’autunno e del mese di novembre.
La leggenda vuole che a mezzanotte del primo novembre le anime dei morti escano dalle proprie tombe per raccogliersi, poi, in una lunga processione diretta verso il ghiacciaio del Bors.
Ogni anima prosegue con il dito mignolo acceso come una candela, in funzione di guida attraverso il buio cammino!
E se questa processione di anime incontra un’anima viva? Questa viene fermata e fatta cavaliere donandole un bastone miracoloso per guidare la processione e le viene concesso di esprimere un desiderio!
E le penitenze sono uguali per tutte le anime?
Se la processione incontra un burrone oppure un torrente, l’anima più peccatrice deve allungare le braccia e le gambe per raggiungere la sponda opposta, facendosi, così, ponte per gli altri.
Prima dell’alba la processione raggiunge i ghiacciai e qui le anime espiano i propri peccati picchiettando il ghiaccio con degli spilli; il suono si diffonde nelle valli!
Da questa leggenda nacque l’usanza presso i villaggiani di porgere l’orecchio alle montagne la notte del 2 novembre per ascoltare questo suono.
Se vuoi prendere parte anche tu a questa usanza sentirai nel cuor tuo un brivido al pensiero di ciò che questo rappresenta!
Una successiva leggenda narra che, non tanti anni fa, un signore incontrò, nei pressi del ghiacciaio del Bors, una buona donna con un sacchetto di tela sulle spalle, dal quale sporgeva un manico in legno.
Cosa stava facendo? Si stava recando nel ghiacciaio per costruire dei piccoli gradini affinché l’anima di sua madre, morta pochi giorni prima, potesse salire più facilmente…
Infatti, come ci raccontò il Ravelli nel 1924, molti villaggiani peregrinavano nel ghiacciaio come fossero in un santuario, “… piegavano le nude ginocchia sul vivo ghiacciaio e pregavano per le anime dei loro dolenti avi e per la preservazione di se stessi da una pena così dura dopo la morte…”.
Pur non essendo molto allegra, questa leggenda risveglia molte emozioni nei nostri cuori e ci fa provare un sentimento di amore nei confronti dei nostri cari antenati Walser, che tanti sacrifici e fatiche hanno fatto per realizzare la propria cultura insieme ai meravigliosi villaggi Walser!






