Scopri cosa fare ad Alagna Valsesia con i bambini durante un weekend invernale: dalle piste da sci per principianti alle passeggiate panoramiche, dalla cultura walser al divertimento sulla neve.

Perché Scegliere Alagna Valsesia per un Weekend Invernale con la Famiglia

Alagna Valsesia rappresenta la destinazione ideale per una vacanza invernale in famiglia, perfetta anche per un breve soggiorno o un weekend sulla neve. Situata ai piedi del Monte Rosa, questa località offre esperienze indimenticabili per grandi e piccini, con attività per tutte le età e livelli di esperienza.

Anche quando la neve scarseggia, Alagna garantisce giornate ricche di attività all'aria aperta, scoperta della cultura walser e passeggiate tra le caratteristiche frazioni del territorio.

Dove Sciare ad Alagna con i Bambini: Le Migliori Piste per Famiglie

Pianalunga: Area Sciistica Ideale per Principianti

La telecabina che sale a Pianalunga conduce a un'area sciistica perfetta per chi muove i primi passi sulla neve. Il campetto con pista facile è studiato per i bambini più piccoli, con maestri di sci specializzati nell'insegnamento ai più giovani.

I genitori che non sciano possono rilassarsi all'Alpen Stop, bar-ristorante con vista sulle piste, ideale per una pausa con bevande calde e spuntini.

Passo dei Salati: Sciare in Famiglia a 3000 Metri

Per famiglie con bambini più grandicelli, la cabina da 100 posti conduce fino al Passo dei Salati, a 3000 metri di quota. Le piste larghe, soleggiate e poco impegnative permettono di sciare tutti insieme in totale sicurezza, godendo di panorami mozzafiato sul Monte Rosa.

Località Wold: L'Alternativa Perfetta Quando C'è Vento

Quando il vento ferma gli impianti principali, la località Wold, a nord di Alagna, offre un'ottima alternativa con ampio parcheggio per famiglie. L'area dispone di:

Attività Invernali ad Alagna Oltre lo Sci

Pattinaggio su Ghiaccio in Piazza Regina Margherita

Nel cuore del paese, la pista di pattinaggio su ghiaccio offre divertimento per tutta la famiglia. Delimitata da recinzioni in legno e dotata di ampia superficie sicura, mette a disposizione supporti a forma di pinguino per aiutare i più piccoli. All'uscita, zucchero filato e popcorn completano l'esperienza.

Bob e Slittino: Dove Fare Discese ad Alagna

Tra il parco giochi e Wold si trovano numerosi prati innevati perfetti per discese in bob. Le famiglie possono creare percorsi personalizzati con curve, salti e varianti, utilizzando semplicemente una pala e la fantasia.

Sci di Fondo a Riva Valdobbia

La pista di sci di fondo si trova a Riva Valdobbia, appena prima di Alagna. Noleggio attrezzatura e chalet per merende completano l'offerta, anche se negli ultimi anni l'innevamento naturale viene integrato con neve artificiale.

Passeggiate Invernali per Famiglie ad Alagna

Ciclabile Lungo il Fiume Sesia: Da Alagna a Riva Valdobbia

Il percorso ad anello lungo le sponde del Sesia è perfetto per passeggiate in famiglia. Lungo il tragitto si incontrano:

Cascina Felice: fattoria con vendita di prodotti locali (tome, ricotta, yogurt, uova) e animali da ammirare, tra cui mucche di razza Bruna e pollaio.

Azienda Vaira: cavalli da accarezzare e possibilità di lezioni di equitazione con Daiana, quando la neve lo permette.

⚠️ Importante: Rispettare i binari della pista di sci di fondo quando attiva, camminando sempre sul lato libero.

Cosa Fare ad Alagna con i Bambini: Divertimento e Cultura

Parco Giochi Invernale di Alagna

Il parco giochi rimane accessibile anche d'inverno, con giochi mantenuti puliti dalla neve. Ideale per far socializzare i bambini e costruire pupazzi di neve, mentre i genitori si rilassano a Il Baretto, locale con vetrate sul parco dove gustare le tipiche miacce alagnesi (dolci o salate).

Museo Walser: Scoprire la Cultura di Alagna con i Bambini

In frazione Pedemonte, a 10 minuti dal centro, il Museo Walser occupa una casa storica del 1628. La visita permette di scoprire:

Consigli Pratici per il Weekend Invernale ad Alagna

Un weekend ad Alagna Valsesia con la famiglia offre il perfetto equilibrio tra sport invernali, attività ludiche, scoperta culturale e relax. Che nevichi o meno, le opportunità di divertimento e le esperienze autentiche nella tradizione walser rendono ogni soggiorno indimenticabile per grandi e piccini.

Origini del Carnevale Alagnese

Il Carnevale Alagnese rappresenta una delle tradizioni più autentiche e identitarie di Alagna Valsesia. Le sue origini affondano nella memoria collettiva della comunità, tramandate oralmente di generazione in generazione. Non esistono fonti scritte che ne attestino con precisione l’inizio, ma proprio questa dimensione popolare rende il Carnevale parte viva del patrimonio culturale locale.

Le maschere del Carnevale Alagnese

Simbolo del Carnevale sono Schwi e Schwilja, il maiale e la maialina, maschere nate negli anni Novanta e diventate in breve tempo icone riconoscibili della festa. I primi interpreti, Ivana Valzer e Gianpaolo Orso, hanno dato vita a personaggi che oggi incarnano lo spirito ironico e comunitario del Carnevale.

La Paniccia, piatto tradizionale del Carnevale Alagnese

La tradizione gastronomica più rappresentativa è la Paniccia, piatto tipico di Carnevale. Le prime testimonianze risalgono al 1959, quando un gruppo di alagnesi decise di prepararla per la prima volta nel giorno del Martedì Grasso, ispirandosi alle tradizioni dei paesi vicini della Valsesia.

Prima della distribuzione della Paniccia, era consuetudine la corsa del maialino lungo la via principale del paese: un momento festoso che coinvolgeva bambini, musicisti e cittadini, con il maialino addobbato da una colorata corona al collo.

Giochi popolari e riti del Martedì Grasso

Durante la mattinata del Martedì Grasso, la piazza si animava con giochi popolari, tra cui l’albero della cuccagna, simbolo di abilità e divertimento collettivo. Al calare della sera, in ogni frazione venivano accesi i tradizionali falò, chiamati “faschnachtfirljini”, accompagnati dalle grida rituali dell’“Huru”, che riecheggiavano da una parte all’altra del paese.

La giornata si concludeva con il ballo mascherato presso l’Unione Alagnese, noto per le maschere elaborate e talvolta inquietanti, elemento distintivo del Carnevale locale.

Il Carnevale oggi: tradizione viva e condivisa

Oggi il Carnevale Alagnese prende ufficialmente avvio il giorno dell’Epifania, con il primo ballo all’Unione Alagnese. In questa occasione, il Sindaco consegna simbolicamente le chiavi di legno alle maschere principali, decretando l’inizio delle celebrazioni.

Nei giorni precedenti al Martedì Grasso si svolgono:

La giornata si conclude con il Ballo del Popolo Porco, che rinnova il legame tra comunità e tradizione.

Un simbolo che attraversa il tempo

Il profondo legame tra il Carnevale e l’identità di Alagna è visibile anche nel Teatro di Alagna Valsesia, inaugurato nel 1900, dove l’emblema del maiale decora la parte anteriore del palcoscenico.

Una leggenda popolare valsesiana racconta della rivalità simbolica tra i Purcei di Alagna, i Garuf di Riva Valdobbia e i Brusoign di Mollia, una storia tramandata oralmente che continua ad alimentare il fascino del Carnevale. Oggi, oltre ad Alagna, solo Campertogno conserva ancora viva la tradizione delle maschere carnevalesche.

Il Carnevale Alagnese come patrimonio culturale

Il Carnevale Alagnese non è solo una festa, ma un patrimonio culturale immateriale, espressione di identità, memoria e partecipazione collettiva. Una tradizione che continua a rinnovarsi, mantenendo intatto il suo significato profondo nel cuore della Valsesia.

L’inverno avvolge Alagna Valsesia in un’atmosfera silenziosa e raccolta. La neve disegna i profili delle case, attenua i rumori, amplifica la luce. Il paese si rivela come luogo ideale per un fine settimana in montagna vissuto con calma, dove il tempo rallenta e lascia spazio alla bellezza autentica del paesaggio alpino. In questo scenario, l’inverno assume una dimensione intima e profonda, capace di accogliere e rassicurare.

Un paese che si scopre camminando

Alagna si racconta soprattutto attraverso il passo. Passeggiare nel paese significa entrare in un mondo sospeso tra storia e quotidianità. Le antiche case Walser, con le strutture in legno e pietra, conservano un equilibrio architettonico nato per dialogare con il clima e con la montagna. Le stradine lastricate, le fontane monolitiche e i piccoli slarghi costruiscono una geografia fatta di dettagli, che invita all’osservazione lenta.

I borghi Walser, raccolti e armoniosi, restituiscono l’immagine di una comunità che ha saputo abitare la quota con intelligenza e rispetto. Ogni passeggiata diventa occasione per leggere il passato nel presente, in un racconto che resta vivo e tangibile.

Il silenzio come esperienza

In inverno, il silenzio di Alagna assume un valore particolare. Camminare senza fretta tra i vicoli o lungo i prati innevati permette di ascoltare il ritmo naturale del luogo. La vita scorre placida, lontana dalla frenesia, e invita a rallentare lo sguardo e il pensiero.

Una sosta in pasticceria, il calore di una bevanda calda, un momento di quiete davanti a una finestra illuminata diventano parte integrante dell’esperienza. Piccoli gesti quotidiani che contribuiscono a creare una sensazione di equilibrio e benessere.

Attività invernali per vivere la montagna

L’inverno ad Alagna offre molte possibilità di movimento, sempre in armonia con il paesaggio. Le ciaspolate e i trekking invernali consentono di esplorare i dintorni del paese e le sue frazioni, seguendo sentieri che si aprono su scorci ampi e luminosi. Percorsi che collegano località come Sant’Antonio, Peccia e altri nuclei storici accompagnano il cammino tra boschi, radure e architetture tradizionali.

Per chi desidera un’esperienza più dinamica, la neve diventa terreno di gioco e scoperta. Ogni attività mantiene un legame diretto con l’ambiente circostante, offrendo una percezione autentica della montagna invernale.

Il paesaggio del Monte Rosa come presenza costante

Lo sguardo, ad Alagna, incontra spesso il profilo del Monte Rosa. Il massiccio accompagna le passeggiate, incornicia il paese e diventa riferimento visivo continuo. Anche nei momenti di quiete, il paesaggio resta protagonista, rafforzando il senso di connessione tra l’abitato e l’alta quota.

In inverno, questa presenza si fa ancora più intensa. La luce sulla neve, i contrasti tra cielo e montagne, le ombre lunghe del pomeriggio costruiscono scenari che invitano alla contemplazione.

Il valore del ritmo lento

Alagna in inverno esprime un’idea di turismo che si trasforma in esperienza. Il ritmo lento diventa la chiave per vivere il luogo in modo pieno e consapevole. Una camminata solitaria, una pausa senza orologio, un momento di osservazione silenziosa restituiscono un senso di benessere profondo.

In questo equilibrio tra natura, storia e quotidianità, Alagna rivela il suo volto più autentico. Un luogo dove l’inverno non rappresenta solo una stagione, ma un tempo da abitare con attenzione, lasciando spazio alla magia discreta della montagna.

Ogni anno, tra le vette e i boschi della Valsesia, si rinnova una delle tradizioni più affascinanti delle Alpi piemontesi: il Rosario Fiorito di Alagna Valsesia. Un rito che unisce fede, comunità e memoria, tramandato dal lontano 1683 fino ai giorni nostri.

Le origini e la leggenda del Rosario Fiorito

La storia del Rosario Fiorito si intreccia con un’antica leggenda popolare.
Si narra che alla mezzanotte del 2 novembre, la notte dedicata ai defunti, le anime dei morti escano dai loro cimiteri per salire in lunga processione verso i ghiacciai, con il dito mignolo acceso come una candela.

Dai ghiacciai, gli spiriti puri ascendono al cielo, mentre le anime dei peccatori si immergono nel ghiaccio, armate di uno spillo, cercando di tornare in superficie.
Quando il ghiacciaio è completamente trafitto, una colomba bianca si solleva da un crepaccio: simbolo del perdono e della liberazione delle anime.

Una tradizione che unisce la comunità

Il Rosario Fiorito parte ogni anno dalla cappelletta in roccia sotto la parete del Flua, lungo il sentiero del Barba Ferrero, e raggiunge la chiesetta di Sant’Antonio nel pomeriggio.
La celebrazione, guidata dal parroco locale, coinvolge numerosi abitanti di Alagna e dei paesi vicini, molti dei quali indossano il costume walser tradizionale.

Questa processione è un momento molto sentito, capace di unire residenti e turisti in un’esperienza di profonda spiritualità. Gli autunni limpidi e soleggiati rendono il percorso ancora più suggestivo, con i colori caldi dei boschi e l’aria cristallina di montagna.

Il percorso e le sette soste del Rosario

La processione attraversa gli alpeggi di Safejazz, Blatte, Bitz e Pile, per poi concludersi con la messa di ringraziamento nella chiesetta di Sant’Antonio.
Lungo il cammino, vengono rispettate sette soste simboliche, ognuna dedicata a un momento di riflessione e preghiera:

  1. Di fronte ai monti
  2. Nel bosco
  3. All’alpe
  4. Guardando a valle
  5. Al rifugio
  6. Al crocifisso
  7. Verso il fiume

In ogni tappa viene recitato il rosario con cinque misteri, alternati da canti e preghiere.

La chiesetta di Sant’Antonio: cuore della celebrazione

All’arrivo, la piccola chiesa di Sant’Antonio viene addobbata a festa: le donne del paese preparano mazzi di fiori freschi, raccolti la sera precedente, e centinaia di candele accese illuminano l’interno, creando un’atmosfera di pace e riconoscenza.

Un rosario per ricordare i defunti

Il Rosario Fiorito di Alagna Valsesia è anche un momento di memoria. Ogni anno, la processione viene dedicata ai defunti della comunità: le famiglie possono chiedere che la celebrazione sia recitata in ricordo dei propri cari.
È un gesto semplice ma profondo, che lega la tradizione religiosa al sentimento universale del ricordo.

Una tradizione viva nel tempo

Oggi il Rosario Fiorito non è solo un evento religioso, ma anche un simbolo dell’identità walser e della devozione che anima la Valsesia.
Partecipare significa entrare in contatto con la storia, la natura e la spiritualità delle montagne — un’esperienza che continua a emozionare, anno dopo anno.

Sabato 20 settembre la Val Vogna si è trasformata in un percorso di sapori, incontri e memorie. Con grande partecipazione ed entusiasmo si è svolta la seconda edizione di Assaggi Walser, la camminata enogastronomica e culturale organizzata dal Consorzio Turistico Walser di Alagna con il sostegno del Comune di Alagna.

Un itinerario che ha accolto circa 90 camminatori, guidandoli tra le frazioni alte della valle: un’esperienza che non è stata soltanto un’occasione per degustare i piatti della tradizione, ma un vero viaggio nel cuore della cultura Walser e dell’ospitalità montana

L’accoglienza e i sapori di montagna

La giornata è iniziata a Ca’ Janzo, con una colazione che ha portato subito i partecipanti dentro l’atmosfera autentica della manifestazione: calde bevande e dolci artigianali preparati dalla Pasticceria Carmellino di Varallo, capaci di regalare energia e buonumore per affrontare il cammino.

Tappa dopo tappa, la Val Vogna ha svelato la sua ricchezza. A Selveglio, la musica della fisarmonica di Daniele ha accompagnato le miacce tradizionali e i taglieri preparati dai frazionisti, creando un momento di festa e convivialità.

A Oro, il percorso si è arricchito di cultura con la visita alla torba e alla chiesa di San Lorenzo, mentre a Casavescovo l’Agriturismo Montana Fold ha accolto gli ospiti con frittatine alle erbette e una giardiniera dal gusto genuino.

Il cammino è proseguito fino a Cambiaveto, dove le patate Masarai del Rifugio Sant’Antonio hanno offerto un assaggio di tradizione contadina, e poi a Piane, tra i rinomati formaggi dell’Azienda Agricola Vaira. Infine, la giornata si è conclusa nella suggestiva cornice di Casa Pollet, tra crostate ai mirtilli, liquori artigianali e il profumo del caffè d’la Casarola.

Una comunità che si racconta

Ciò che ha reso speciale Assaggi Walser non è stata soltanto la varietà delle proposte enogastronomiche, ma soprattutto la partecipazione dei frazionisti, veri protagonisti dell’iniziativa. Con passione e dedizione hanno aperto le porte delle loro case, raccontato le storie della valle e condiviso la loro identità, trasformando ogni sosta in un momento di incontro autentico.

Un ringraziamento particolare va a chi ha collaborato alla riuscita della manifestazione: i frazionisti, i consorziati, le realtà locali e tutti coloro che hanno contribuito, dalla logistica all’intrattenimento culturale e musicale.

Un grazie speciale anche a Francesca, entrata quest’estate nello staff dell’Ufficio del Turismo, che ha giocato un ruolo prezioso nell’organizzazione di questa edizione.

Sguardo al futuro

L’edizione 2025 di Assaggi Walser ha confermato come la Val Vogna sia un territorio capace di unire natura, tradizione e convivialità in un’unica esperienza indimenticabile.

📌 L’appuntamento è già fissato: vi aspettiamo numerosi alla prossima edizione per continuare insieme questo viaggio nel cuore della cultura Walser.

Vestiti tipici Walser all'evento Assaggi Walser

La Missione Artemis 4554 sul Monte Rosa, con partenza da Alagna Valsesia, rappresenta un viaggio scientifico unico nel suo genere per lo studio della fisiologia umana in alta quota, nel cuore delle Alpi. Dal 20 al 26 luglio 2025, il centro della medicina e della ricerca scientifica italiana sarà proprio sul Monte Rosa, dove la missione “Artemis 4554” dell’Aeronautica Militare condurrà un team di medici e ricercatori fino alla Capanna Margherita, il rifugio più alto d’Europa a 4.554 metri di altitudine, per analizzare gli effetti dell’alta quota sul corpo umano.

Un’iniziativa che nasce da Alagna Valsesia, crocevia storico di alpinismo, scienza e cultura montana, e che conferma ancora una volta il profondo legame tra il territorio e la ricerca scientifica d’avanguardia.

Alagna, punto di partenza per la missione Artemis, una spedizione tra scienza, storia e futuro

Organizzata in occasione del Centenario della Sanità Aeronautica Militare, la missione Artemis 4554 è molto più di un semplice esperimento scientifico: è un vero viaggio nella storia della medicina aeronautica e d’alta quota, sulle orme di pionieri come Angelo Mosso e Padre Agostino Gemelli, che proprio sul Monte Rosa posero le basi della moderna ricerca fisiologica in ambiente estremo.

Oggi, a distanza di oltre un secolo, più di 40 tra medici, specialisti e tecnici dell’Aeronautica Militare, affiancati da enti accademici, scientifici e industriali, torneranno su queste vette per realizzare 10 esperimenti scientifici con potenziali ricadute concrete sulla salute e sulla medicina del futuro.

Un’eccellenza scientifica che coinvolge l’Italia intera

Tra i principali partner scientifici figurano il Consiglio Nazionale delle Ricerche, la Sapienza Università di Roma, l’Università degli Studi di Milano, il Centro Cardiologico Monzino, l’Istituto Neurologico Mondino di Pavia, l’Università di Padova e numerose altre realtà d’eccellenza.

Queste istituzioni collaborano per affrontare le sfide della ricerca in ambienti estremi, contribuendo allo sviluppo di nuove conoscenze nel campo della fisiologia, della medicina aerospaziale e della salute umana.

Fondamentale il supporto del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che garantirà assistenza tecnica durante l’intera missione. Il trasporto di attrezzature e materiali sarà invece curato dal 15° Stormo dell’Aeronautica Militare, con l’allestimento di veri e propri laboratori scientifici ad alta quota.

Alagna Valsesia: orgoglio e ospitalità al servizio della ricerca

Nel corso della presentazione ufficiale a Roma, il Sindaco di Alagna Valsesia, Dott. Roberto Veggi, ha espresso grande soddisfazione per il ruolo centrale del Comune all’interno del progetto:

“Accogliere e supportare la missione Artemis 4554 è per noi motivo di grande orgoglio. Alagna si conferma punto di riferimento per l’alpinismo, ma anche per la scienza e l’innovazione.”

Queste parole testimoniano il valore strategico del territorio valsesiano come punto di incontro tra turismo montano, ricerca scientifica e sviluppo culturale.

Un futuro che parte dalle vette

Lo studio degli effetti della quota sulla fisiologia umana è oggi più attuale che mai. Ciò che in passato serviva a comprendere i limiti del corpo umano in montagna, oggi rappresenta un tassello fondamentale per lo sviluppo della medicina aerospaziale, in vista delle future missioni spaziali e dell’esplorazione oltre l’atmosfera.

Come ha ricordato il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale Antonio Conserva:

“Senza gli studi condotti su queste montagne oltre 100 anni fa, oggi forse non saremmo così protagonisti nella corsa allo spazio. Con Artemis 4554 torniamo là dove tutto è cominciato, per guardare avanti.”

Alagna e il Monte Rosa: dove la scienza incontra l’anima della montagna

La missione Artemis 4554 sul Monte Rosa non è solo una spedizione scientifica: è un atto di memoria storica, una sfida al presente e una promessa per il futuro della ricerca italiana.

Alagna Valsesia, con il suo spirito accogliente, la sua tradizione alpinistica e la sua storia secolare, si conferma ancora una volta culla di grandi imprese, dove natura, scienza e uomo si incontrano per costruire nuove frontiere del sapere.

Vista Alba da Capanna Margherita

L’11 luglio 2025 alle ore 11.00 si inaugurerà il nuovo Polo Museale di San Lorenzo ad Alagna, prima realizzazione concreta del più ampio progetto del Parco Minerario di Kreas, dedicato alla valorizzazione del patrimonio geo-minerario delle Alpi.

Il museo offre un viaggio immersivo nella storia mineraria della Valsesia, unendo tecnologia, archeologia industriale e narrazione storica.

Un progetto da 2,5 milioni per raccontare la storia mineraria di Alagna

Il progetto, sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli Affari Regionali, ha permesso di recuperare due elementi chiave del patrimonio minerario locale:

L’intervento ha coinvolto un investimento complessivo di circa 2,5 milioni di euro.

Esperienza ipogea e museo interattivo nel cuore delle Alpi

Il Polo Museale di Alagna, cuore pulsante del Parco Minerario di Kreas, si compone di due sezioni principali:

1. Visita ipogea nelle gallerie minerarie

I visitatori possono esplorare le antiche gallerie sotterranee, accompagnati da guide e supporti interattivi che illustrano le tecniche estrattive e la vita dei minatori.

2. Museo multimediale nella Fabbrica di San Lorenzo

La fabbrica restaurata ospita oggi un museo con un allestimento tecnologico, immersivo e didattico. Ospita macchinari originali del ‘700, tra cui le storiche macine aurifere, rendendolo un unicum a livello europeo.

Un tassello fondamentale per il Parco Minerario di Kreas

Il Polo Museale rappresenta la prima realizzazione concreta del più ampio progetto del Parco Minerario di Kreas, destinato a diventare un punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio geo-minerario delle Alpi.

Un’iniziativa che non solo promuove il turismo culturale e sostenibile in Valsesia, ma che si propone anche come strumento educativo e di divulgazione scientifica, rivolto a scuole, famiglie, appassionati di geologia e storia locale.


📍 Visita il nuovo Polo Museale di San Lorenzo

Per orari di visita, prenotazioni e informazioni dettagliate sull’esperienza museale, visita la pagina dedicata sul nostro sito: clicca qui

Scoprire Alagna Valsesia attraverso le visite guidate è il modo più autentico per entrare in contatto con la cultura Walser, la storia locale e l’ambiente alpino.
Ogni settimana, in compagnia delle guide dell’Ufficio del Turismo, potrai vivere un’esperienza che unisce natura, conoscenza e tradizione.

Visita guidata all’Istituto Scientifico Angelo Mosso

Situato a 2.901 metri di quota sul Col d’Olen, l’Istituto Mosso fu fondato nel 1907 dal fisiologo torinese Angelo Mosso, pioniere negli studi sull’adattamento del corpo umano all’altitudine.
Oggi fa parte del sistema di stazioni di ricerca dell’Università degli Studi di Torino ed è uno dei più alti laboratori scientifici permanenti in Europa.
La visita, oltre a offrire panorami spettacolari sull’intero massiccio del Monte Rosa, consente di scoprire un patrimonio di ricerca e conoscenza che ha reso Alagna un punto di riferimento internazionale per la scienza in alta quota.

Visita guidata all’Alpe di Otro

Partecipa alla visita guidata Alagna Valsesia verso Otro, uno dei luoghi più affascinanti dell’alta Valsesia
Salire lungo il sentiero è un’esperienza che unisce natura e storia.
Durante la visita, le guide raccontano la vita quotidiana, l’architettura Walser e le tradizioni che resistono ancora oggi.

Visita guidata al centro storico di Alagna

Le nostre guide ti accompagneranno tra le tipiche case in legno, le chiese storiche e le piazzette di pietra.
Inoltre, conoscerai gli angoli meno noti, ricchi di fascino e storie locali.

Visita guidata alla Fabbrica di San Lorenzo presso Kreas

San Lorenzo a Kreas è un antico sito minerario nel cuore del "quartiere dell’oro" di Alagna Valsesia. Al suo interno si trovano ancora le grandi macine utilizzate per la frantumazione del minerale aurifero estratto dalle miniere locali. Questo complesso rappresenta una preziosa testimonianza della storia dell’estrazione dell’oro sul Monte Rosa, una delle più importanti delle Alpi occidentali.

Visita guidata al Museo Walser

L’edificio è una vera casa Walser originale del Seicento.
Qui scoprirai com’era la vita tra i monti: utensili, arredi e testimonianze autentiche.
Inoltre, la guida ti aiuterà a comprendere l’identità profonda di questa comunità alpina.


ℹ️ Informazioni e prenotazioni

Tutte le visite sono condotte da guide esperte e abilitate. Tutte le attività sono disponibili solo su prenotazione, da effettuarsi entro le ore 16:00 del giorno precedente presso l’Ufficio del Turismo di Alagna, ad eccezione della visita all’Istituto Mosso, le cui prenotazioni vengono gestite direttamente dalla Funivia. Gli orari di apertura e delle visite guidate cambiano in base alla stagione, per informazioni contattare l'ufficio del turismo.

📞 Telefono: +39 0163 922988
📧 Email: ask@alagna.it

Sabato 28 e domenica 29 giugno 2025 torna Achillea Ewulebi, la tradizionale mostra mercato dedicata alla flora alpina, tra fiori di montagna, erbe spontanee e artigianato locale. Un evento che si svolge nel cuore delle Alpi e rappresenta un appuntamento imperdibile per chi ama la natura, la cultura e le autentiche tradizioni alpine, offrendo momenti di scoperta e immersione nella vita e nei saperi di montagna.

Durante le due giornate, i visitatori potranno esplorare una ricca e curata esposizione di piante, essenze e fiori tipici d’alta quota. Accanto alla proposta botanica, Achillea Ewulebi propone una selezione di prodotti artigianali legati al rapporto tra uomo e montagna.
Tessuti naturali, ceramiche decorate a mano e incisioni lignee raccontano tradizioni antiche e saperi tramandati nel tempo.
I manufatti esposti riflettono l’identità alpina e il profondo legame con l’ambiente montano.

Il nome dell’evento, Ewulebi, può sembrare insolito, ma custodisce una storia affascinante e profondamente legata al territorio. Nella lingua titzschu degli antichi Walser, Ewulebi è infatti il nome dell’Achillea, pianta simbolo dei prati alpini, conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà aromatiche e officinali e spesso utilizzata anche nella produzione di grappa artigianale.

Achillea Ewulebi è più di una mostra mercato: è un vero viaggio tra biodiversità, saperi antichi e cultura alpina. Un’occasione imperdibile per immergersi nel mondo delle erbe di montagna, incontrare artigiani, appassionati e produttori locali, scoprendo la bellezza e il valore di una natura ancora autentica e profondamente legata al territorio.

📍 Non mancare il 28 e 29 giugno: la montagna ti aspetta in fiore.

Uomo con vaso di fiori in mano alla fiera Achillea Ewulebi

Eventi mille anni Valle di Otro 2025 – Nel cuore dell’Alta Valsesia, la Valle di Otro celebra nel 2025 un traguardo storico: mille anni dalla sua prima menzione ufficiale, datata 10 giugno 1025 in una pergamena imperiale. Questo importante anniversario diventa l’occasione per scoprire un ricco calendario di eventi tra natura, cultura Walser, tradizioni alpine e vita comunitaria.

Le origini storiche della Valle di Otro

Nei secoli medievali, l’alpe d’Otro era un bene conteso tra signorie e monasteri, nato come un alpeggio monastico governato dai conti di Pombia e successivamente donato all’abbazia di Cluny. Questo luogo fu al centro di contese e rinascite, grazie alla sua eccellente attività pascoliva. Ogni estate, l’alpeggio si rinnovava con l’allevamento e la transumanza.

Nel XIV secolo, l’arrivo dei Walser, una popolazione di origine germanica, trasformò radicalmente la zona. La loro cultura, basata su libertà, autosufficienza e solidarietà, portò alla nascita di case in legno e frazioni autonome. Anche se la Piccola Era Glaciale costrinse la comunità a tornare a valle d’inverno, lo spirito Walser vive ancora oggi nei villaggi e nelle tradizioni locali.

Un percorso tra storia e paesaggio

Il sentiero escursionistico che parte da Alagna e conduce nella valle sospesa è il numero 203. Si snoda tra boschi, vecchie miniere e ponti in legno, fino a raggiungere le sette frazioni, ognuna con un’identità unica. Feglierecc, esposta al sole, offre una vista mozzafiato sul Tagliaferro. Follu è il cuore della valle: l’oratorio, la vecchia scuola e il rifugio raccontano storie di comunità e accoglienza. Dorf è raccolta e protetta dalla roccia, con il suo forno del pane ancora attivo. Scarpia resiste con i suoi terrazzamenti alla forza delle valanghe. Ciucche, arroccata sul Belvedere, regala scorci mozzafiato. Weng e Gender sono rifiorite grazie a pastorizia e agricoltura, simboli della resilienza umana.

Il programma ufficiale degli eventi 1000 anni Valle di Otro 2025

Il modo migliore per celebrare il grandioso compleanno dell’Alpe è partecipare alla serie di eventi organizzati dal Comune di Alagna Valsesia e dal Consorzio di Otro e Pianmisura. Il programma degli eventi mille anni Valle di Otro 2025 include celebrazioni religiose, feste contadine, attività culturali e momenti sportivi che raccontano un millennio di storia.

Il programma si apre con un omaggio alla natura e alla tradizione: la Festa delle Erbe. Guidati da esperti naturalisti, i partecipanti potranno riscoprire le erbe spontanee montane, un tempo fondamentali per la cucina e la medicina locale.

L’estate prosegue con la Festa dei Pastori, una celebrazione autentica della cultura montanara. Tra la fiera degli animali, i mercatini di prodotti tipici e la suggestiva Mostra dei Ricordi, con volti e storie del passato, si rivive una cultura fatta di semplicità, fatica e amore per la terra.

Anche lo sport diventa protagonista con la corsa in montagna Alagna–Otro Trail, un evento che unisce passione atletica e valorizzazione del territorio.

Non mancano le celebrazioni religiose, con le ricorrenze dedicate alla Madonna della Neve, a San Giacomo e alla storica Festa di Otro. L’Incontro delle Comunità Valsesiane assume un significato simbolico, riunendo paesi e località della valle in un grande abbraccio collettivo.

L’autunno offre infine due appuntamenti molto attesi: la Festa della Patatina d’Oro, che celebra sapori e creatività locali, e la suggestiva Festa del Pane, che riaccende il forno frazionale, testimonianza dell’ingegnosità e dell’autosufficienza delle generazioni passate.

Un millennio di storia e futuro condiviso

Questo anniversario non è solo una tappa temporale, ma un’eredità da valorizzare e trasmettere. I mille anni della Valle di Otro ci invitano a guardare avanti con consapevolezza, amore per il territorio e un rinnovato senso di comunità.

Scarica il programma completo

L’architettura Walser ad Alagna Valsesia è un esempio straordinario di come tradizione, sostenibilità e adattamento all’ambiente montano possano fondersi in modo armonioso. Le case Walser, realizzate con legno e pietra locali, raccontano la storia di una popolazione capace di vivere in equilibrio con la natura

Origine dei Walser: un popolo migrante

I Walser erano una popolazione di origine alemanna. Tra il XII e il XIII secolo migrarono dal Vallese (oggi in Svizzera) verso le Alpi italiane, francesi e austriache.

Perchè si spostarono?

Le cause principali furono:
il sovrappopolamento della valle;
il clima mite del periodo medievale;
la necessità di nuove terre coltivabili.

Di conseguenza, cercarono nuove zone, anche impervie, dove potersi stabilire. Nonostante le difficoltà, riuscirono ad adattarsi e a costruire comunità autosufficienti.

I Walser ad Alagna Valsesia 

Nel XIII secolo, i primi gruppi Walser arrivarono ad Alagna Valsesia, in Piemonte.
Qui fondarono villaggi in alta quota, sfruttando le loro competenze agricole e la capacità di vivere in armonia con la montagna.

Una comunità autonoma e legata alle tradizioni

Col tempo, svilupparono un’economia basata su:
agricoltura di montagna
pastorizia
commercio

Mantennero vivo anche il loro patrimonio culturale. Il Titsch, un dialetto tedesco, veniva insegnato nella scuola elementare. Oggi esistono ancora corsi per impararlo.

L’architettura Walser

L’architettura Walser ad Alagna è un patrimonio unico per funzionalità, resistenza e armonia con il paesaggio. Le case seguono un modello preciso, pensato per affrontare la vita in montagna.

Dove vedere l’architettura Walser

Ad Alagna si possono visitare alcune delle frazioni più suggestive:
San Nicolao: un perfetto esempio di come architettura e paesaggio possano convivere in armonia.
Pedemonte: ospita il Museo Walser, una casa del XVII secolo perfettamente conservata.
Ronco e Riva Valdobbia: borghi con case Walser originali e autentiche.

L’architettura Walser ad Alagna Valsesia rappresenta un tesoro storico e culturale. Le case raccontano la storia di un popolo che, 750 anni fa, ha saputo vivere in perfetta armonia con l’ambiente alpino. Un esempio autentico di sostenibilità e ingegno umano.

Una mattina d'inverno per uno sciatore alagnese

La casa dove dormiamo sa di legno di abete! E di fieno e di granaglie e, pensandoci bene, sa anche di polenta e salame.

Sarà suggestione ma le case di Alagna sanno “ad Brusc” che è tutto l’insieme degli aromi e profumi legati all’utilizzo dell’abitazione come cucina, stalla, laboratorio.

D’ogni modo, i sensi si risvegliano ed anche la voglia di essere parte di quel tessuto vissuto.

Oggi voglio sciare come un vero sciatore alagnese!

L’inverno, pur lungo che sia, è sempre troppo corto per chi ama il vestito bianco e lo scricchiolio della neve invernale sotto lo sci.

Da conoscitore del paese, butto un occhio veloce ai piazzali; se il colore delle auto copre la vista del fiume Sesia, cambio programma e mi preparo per una camminata.

Invece questa mattina sembra tranquillo; bevo il caffè dalla sorridente Erika alla partenza della funivia, ritiro gli sci che Franz e Mattias mi hanno preparato con cura e mi imbarco, pronto per l’avventura e la discesa adrenalinica tipica di uno sciatore alagnese.

All’imbarco c’è l’Alfredo, storico degli impianti. Mi sorride e mi accompagna sempre fino al punto dove le porte dell’ovetto si chiudono, mi aggiorna così sulle condizioni in tempo reale.

La salita e il paesaggio visti dallo sciatore alagnese

La salita mi è dolce.

 Al palo dell’asino (Zam Eisel direbbero i Walser) finalmente si apre il paesaggio.

Butto l’occhio verso l’alpeggio di Weng e scorgo lo zigzagare inequivocabile della prima traccia in fresca.

Siamo nel territorio di Sergio, esperta guida alpina. Solo lui può essere passato di qui perché conosce i passaggi.

 La traccia, infatti, sembra finire nel nulla. Oltre, solo il baratro.

Ma quanto è bella la montagna! Vedo alpeggi, cime e colli.

 Sento la musica che Luca, all’Alpenstop, mette a fantasia, senza regole, con solo l’idea di dare allegria.

Ecco, potrei già fermarmi per un bombardino ma l’azzurro dell’orizzonte chiama e mi metto in coda al Funifor, come farebbe ogni sciatore alagnese.

La cabina grande quanto una stanza

È’ impressionante la cabina in movimento, è grande quanto una stanza e stabile al 100 per cento. E così deve essere per potere affrontare i venti tempestosi che a circa 3000 metri soffiano per almeno 15-20 giornate del nostro inverno.

Per un qualche disegno divino, soffiano principalmente quando c’è turismo in modo da poter far pensare alla gente che non la si voglia.

Sorrido al pensiero.

Invece no!

A noi piace la gente, il movimento, lo scambio di pensieri e soprattutto ci piace la gente che ama la montagna, la natura, le tradizioni.

L’overtourism capita ma di rado.

Chi viene ad Alagna ci è affezionato, fa ormai parte dell’arredamento, come si direbbe in gergo.

Pronti, via!

Un tempo ci si imbarcava spintonandosi al grido di “viaggio, tutti in vettura!”

Ora è tutto più silenzioso, c’è perfino la moquette in cabina.

Le porte si chiudono ed in meno di 10 minuti siamo al Passo dei Salati, a 2980m.

Spritz time o bombardino?

A questo punto mi fermo, il bombardino chiama!

Daniele, pizzetto biondo, manica corta nonostante la temperatura, mi propone invece uno spritz che consumo in terrazzo nei nuovi tavolini ricavati dai cestelli dell’ovovia della storica Balma.

Noi alagnesi siamo affezionati al ricordo di quella pista (che poi era un fuori pista e di quelli da leccarsi i baffi)

Non a caso siamo diventati famosi per il Freeride Paradise!

Uno sguardo veloce verso i ghiacciai di Bors, la vecchia stazione di Indren e affronto la discesa dell’Olen.

L'Istituto Mosso ed il Ristorante

A poche centinaia di metri dall’imbocco della pista, devio verso destra; ho voglia di visitare

l’Istituto Scientifico Mosso. Un salto nel tempo giacchè l’istituto è nato nel 1907.

Ora è stato ristrutturato con maestria e passione e vi è un Museo interattivo e multimediale.

La strumentazione antica si alterna a filmati e narrazioni.

La Rifugi Monterosa ha aperto un ristorante con vetrate ovunque proprio sul terrazzo dell’istituto (il progetto prevede in seguito una struttura ricettiva con anche posti letto).

Capita così di mangiare voltati verso la Capanna Margherita oppure guardando la valle e confini lontani.

Ci vado volentieri.

 Annina, che gestisce la struttura con Erika, è un volto noto, ma solo a chi ha la gamba buona e frequenta i rifugi.

La cantina vini è di tutto rispetto, da fare invidia ai ristoranti di bassa quota.

Intravedo lo staff in cucina.

 Isham ed Erica, sempre loro, sempre insieme; ora al Mosso ora alla Capanna Gnifetti.

Annina e Giulia mi offrono un biscotto “Bacio di Dama” rigorosamente fatto da loro (ne sono testimone, mentre mi parlano appallottolano l’impasto).

Il tempo è tiranno.

Mi aspetta la pista nera Olen! L’imbocco è un canalone, la battitura è perfetta, la neve è quasi gessata

 È tutto così intimo qui.

Penso che la solitudine in montagna non sia mai vera solitudine, penso sia piuttosto immersione e contemplazione.

Quanto sono fortunato a vivere qui!

Tra le viscere della montagna: alla scoperta per parco minierario di Kreas

Appena fuori dal borgo di Alagna, immerso nello scenario mozzafiato delle Alpi Occidentali, si cela un segreto scolpito nella pietra: il parco minerario di Kreas. Un luogo che racconta storie di uomini e di oro, di fatica e di speranza, di un legame indissolubile tra la Valsesia e la sua terra.

Oggi, grazie a un progetto ambizioso del Comune di Alagna, questo patrimonio nascosto si prepara a tornare alla luce. La riqualificazione delle antiche miniere e della Fabbrica San Lorenzo aprirà un varco nel tempo, offrendoci l'opportunità di rivivere il passato in modo unico.

Un viaggio tra storia e innovazione

Il progetto del parco minerario di Kreas si sviluppa su due fronti. Il primo coinvolge la Fabbrica San Lorenzo, dove in passato l’oro estratto dalle miniere veniva raffinato. Qui sarà ripristinata una storica macina idraulica, alimentata dalle acque limpide del fiume Sesia, per mostrare il processo di frantumazione delle pietre aurifere. Accanto alla fabbrica, un nuovo edificio in armonia con il paesaggio accoglierà un centro servizi moderno con biglietteria, caffetteria e bookshop.

La seconda parte del progetto condurrà i visitatori all’interno delle gallerie della vecchia miniera di feldspato, costruita sulle ceneri delle miniere d’oro e attiva fino a pochi anni fa. Qui, il fascino del sottosuolo incontra il racconto di secoli di lavoro e resilienza alpina.

Un’esperienza da vivere: il parco minerario di Kreas

Durante le festività natalizie del 2025, i più curiosi hanno avuto la possibilità di partecipare a due visite in anteprima della Fabbrica di San Lorenzo, ricevendo un assaggio di ciò che sarà il futuro parco minerario. Altre date saranno disponibili nei prossimi mesi, regalando la possibilità di immergersi in un’esperienza che unisce memoria e identità.

La Valsesia, con il suo Monte Rosa e i suoi borghi senza tempo, ha sempre custodito tesori preziosi. Le miniere di Kreas, presto, saranno pronte a raccontare nuovamente la loro storia.

Non lasciarti sfuggire l’occasione di scoprirle!

Eccoci ormai a ridosso della fine delle vacanze natalizie, ma la voglia di scoprire non si ferma!

Ti va di fare un giro turistico con noi?
Ti accompagneremo alla scoperta degli angoli più suggestivi di Alagna, tra panorami mozzafiato, tradizioni autentiche ed esperienze uniche che questo splendido territorio sa offrire.

E' l’occasione perfetta per vivere weekend indimenticabili, ricchi di emozioni, relax e avventura, in ogni stagione dell’anno.

Allora, sei pronto? Su, partiamo insieme per il tuo prossimo giro turistico!

Il Wold

Eccoci al Wold, una tappa imperdibile del tuo giro turistico ad Alagna!
Se vuoi imparare a sciare, lo skilift del Wold è il luogo ideale per muovere i primi passi sulla neve in totale sicurezza.

Qui troverai bimbi che imparano a sciare, maestri di sci qualificati pronti ad accompagnarti e un accogliente ristorante direttamente sulla pista, perfetto per una pausa gustosa.

Nei pressi della casetta dei maestri di sci c’è anche un campetto dedicato ai più piccoli, dove i giovani sciatori possono divertirsi, oltre a una piccola discesa pensata appositamente per i bob, per momenti di puro divertimento in famiglia.

Il Comprensorio sciistico

Scendendo con la navetta invernale verso il centro di Alagna, ci dirigiamo verso gli impianti di risalita, pronti per un giro turistico sulla neve indimenticabile.

Ad attenderti ci sono ben 200 km di piste, un territorio sciistico vastissimo che ti permette di raggiungere Gressoney e persino Champoluc, per vivere un’esperienza completa sulle montagne della Valsesia.

Una giornata in compagnia degli amici sulle meravigliose piste da sci ti regalerà allegria e divertimento senza fine. Le piste appena battute, il vento fresco del mattino e i raggi del sole che scaldano il viso ti faranno vivere emozioni uniche durante il tuo tour turistico ad Alagna.

La pista di pattinaggio e la pista di fondo

Se non ti interessa lo sci alpino, l’offerta sportiva non manca: la pista di pattinaggio ad Alagna e la pista di fondo a Riva Valdobbia potrebbero essere una fantastica alternativa!

Da quest’anno l’apertura della pista di fondo sarà garantita per tutta la stagione da un nuovo mezzo battipista e da un sistema di innevamento programmato. Questa novità è dettata dalla motivazione del Comune di Alagna nel credere in questo magnifico sport.

Il pattinaggio è un’attività molto amata da grandi e piccini e lo puoi praticare nella splendente pista di Alagna. Il ghiaccio spettacolare ti permetterà di vivere una mattinata unica.

… E una cioccolata calda dopo una mattinata di pattinaggio non potrà mancare!

Oltre a tutte queste opportunità si aggiungono le tante passeggiate che tanta meraviglia suscitano.

Le ciaspolate

Se cerchi un giro turistico fuori dagli schemi, l'inverno ad Alagna offre scenari unici. Con la neve, le semplici escursioni si trasformano in spettacolari ciaspolate, permettendoti di vivere una giornata attiva nel cuore delle montagne.

Grazie alle racchette da neve, questo itinerario ti porterà alla scoperta dei tesori della Valsesia: potrai raggiungere la splendida conca di Follu in Val d’Otro o esplorare la frazione walser di Peccia in Valle Vogna. Ogni tappa di questo giro turistico invernale è un incontro con la storia e la natura incontaminata.

Per chi preferisce percorsi più dolci si può proseguire lungo la ciclabile di Riva o attraverso il suggestivo sentierino che collega Alagna alla località Wold. Questi itinerari sono perfetti per chi desidera una passeggiata rilassante, ammirando i ghiacciai che circondano il paese.

Il nostro giro turistico guidato tra le bellezze di Alagna termina qui. Adesso tocca a te: scegli il tuo itinerario e trasforma la tua vacanza in un percorso indimenticabile, vivendo queste entusiasmanti esperienze in prima persona!

L’avvento della stagione invernale ad Alagna

La stagione invernale ad Alagna è un periodo atteso e molto sentito, che trasforma il paesino in un luogo ricco di fascino tra neve, camini fumanti e atmosfera natalizia.

Durante questo periodo Alagna si anima di sciatori, eventi e visitatori desiderosi di vivere la montagna in tutta la sua autenticità.

L’apertura degli impianti sciistici

Ciò che più catturerà la tua attenzione durante la stagione invernale ad Alagna sarà, senza dubbio, l’apertura degli impianti sciistici.

A partire dal 6 dicembre, sci in spalla e via verso una nuova avventura sulla neve: piste appena battute, il sole che riscalda il viso e una meritata cioccolata calda rendono ogni giornata sulla neve un’esperienza carica di energia ed emozioni.

Un'entusiasmante novità

Le opportunità sportive della stagione invernale ad Alagna non si limitano allo sci alpino.

Gli appassionati di sci nordico potranno infatti contare su un’importante novità: l’apertura della pista di fondo di Riva Valdobbia e Alagna sarà garantita per tutto il periodo invernale grazie a un nuovo e moderno mezzo battipista e al nuovo sistema di innevamento programmato.

Questa significativa innovazione nasce dalla forte motivazione del Comune di Alagna, che continua a credere e investire in uno sport autentico e profondamente legato al territorio.

Le antiche tradizioni invernali ad Alagna

La stagione invernale ad Alagna è un periodo speciale, ricco di usanze e tradizioni antiche che si tramandano di generazione in generazione, rendendo questo momento dell’anno ancora più affascinante e autentico.

Tra le tradizioni più sentite spiccano quelle del 26 dicembre e del 6 gennaio, appuntamenti da sempre molto attesi dalla comunità locale.

Il 26 dicembre, in particolare, tutti i ragazzi e le ragazze attendevano con impazienza il Ballo di Santo Stefano, una serata di allegria, musica e condivisione. In origine, la festa si svolgeva nelle abitazioni private, ma con la costruzione del Teatro dell’Unione Alagnese nei primi del ’900, il ballo trovò una sede ufficiale, dando vita al celebre “Ballo della Gioventù”.

Durante questo evento della stagione invernale, era richiesto un preciso codice di abbigliamento: abito scuro, preferibilmente nero, per gli uomini; costume tradizionale e grembiule bianco per le ragazze. La serata non era solo un momento di festa, ma anche l’occasione per scherzi divertenti, come il famoso gioco delle corde, che coinvolgeva coppie di fidanzati e suscitava risate e applausi tra i partecipanti.

I giovani di Riva Valdobbia raggiungevano Alagna a piedi e facevano ritorno in piena notte, affrontando il freddo dell'inverno con il cuore colmo di gioia e leggerezza.

Un’altra tradizione legata all'inverno vuole che, nella notte del 5 gennaio, le ragazze lasciassero una tazza d’acqua fuori dalla finestra: al mattino, il disegno formato dal ghiaccio avrebbe rivelato il mestiere del futuro marito.

Ti aspettiamo durante la stagione invernale, quando il nostro paesino è circondato da montagne innevate e da un’atmosfera senza tempo, per vivere insieme giornate autentiche, ricche di emozioni e felicità.

Arriva il Natale ad Alagna

Il periodo più magico dell’anno è alle porte. Nonostante la frenesia che il Natale porta con sé, ad Alagna l’atmosfera di sorpresa e condivisione ha sempre il sopravvento.

Se vuoi vivere in anticipo le emozioni del Natale, organizza un weekend tra le frazioni di Alagna: cullata tra pareti verticali, la città appare come un piccolo presepe. Vieni a scoprire la vera magia del Natale alpino!

L'antica tradizione di Sankt Niklos

La tradizione vuole che ad Alagna il Babbo Natale arrivi al 6 dicembre, per San Nicola (per i nostri antenati alemanni era Sankt Niklos).

L’arrivo del Santo era atteso dai piccoli Walser con trepidazione; l’unico momento dell’anno in cui ricevevano un anelato presente.

 Non vivevano male poiché il territorio forniva quanto bastava per la sussistenza ma avere in dono dolcetti o gli scapin nuovi per l’inverno, portati di notte da un vecchietto con la lunga barba bianca ed il suo fedele asinello era un’altra storia.

Il rituale di preparazione si ripeteva in ogni casa: prima di andare a dormire nell’alcova al piano disopra, occorreva preparare una tazza di latte e un pezzo di pane per la bizzarra coppia di viandanti che in cambio lasciava i doni.

Ora la tradizione si ripete: un autentico Sankt Niklos bardato da vescovo ed il suo fedele servitore rallegrano l’animo dei piccoli alagnesi la notte tra il 5 ed il 6 dicembre.

Segue la Messa nella piccola chiesetta di Pedemonte ed il lancio dei dolcetti (durante gli anni sono andati piano piano a sostituire i mandarini, un tempo unica leccornia).

L'attesa speranzosa della neve

Il Natale porta con sé le prime nevicate, essenziali per chi vive e investe in montagna. Ma che tempo farà a Natale? La tradizione di Santa Bibiana del 2 dicembre "mercante di neve" decreta il meteo per i successivi 40 giorni.

Credeteci o no, funziona: preparatevi a un magico e imbiancato Natale ad Alagna!

I calorosi mercatini "Le Magie del Natale"

Durante il weekend dell’Immacolata, la via si anima con i mercatini di Natale; un’ottima occasione per conoscere ed acquistare prodotti locali e vivere l’atmosfera calorosa e profumata che prelude alle vacanze invernali.

Candele che profumano di arancia e cannella, cuscini pelosi e coperte fatte a mano, sciarpe e pantofole.

Biscotti di Natale, cioccolata calda e vin brulè.

Musica, danze e condivisione intorno al braciere.

Se anche tu sei un sognatore che ama l’inverno ed il tuo pensiero ti porta a ricordi di Natali lontani, vissuti tra abbracci scelti e tradizioni di famiglia, Alagna è il tuo posto!

Il mese autunnale di novembre, con il rigido freddo, la stufa a legna accesa ed il buio inquietante che lo accompagnano, si sta avvicinando. A tutto ciò aggiungiamo la misteriosa leggenda dei morti ed in un batter d’occhio ci troviamo catapultati nelle antiche leggende Walser che fanno da collante tra il XIII sec. fino ad oggi.

La visione Walser della morte

Che volto assumeva la morte nella vita dei Walser?

Quella dei Walser non era, sicuramente, una vita semplice; la loro esistenza era connotata da sacrifici, tanto lavoro e dalla dolorosa morte. Come facevano, quindi, a sopportare una vita così “dura”?

Ecco così che nacquero alcune leggende in grado di colmare il vuoto lasciato dalla mancanza di risposte razionali alle domande poste alla difficile esistenza ed al rigido ambiente che li circondava.

Immaginiamoci in una casa Walser, il buio della sera e la neve che scende… Queste leggende avevano anche la funzione di animare le lunghe serate invernali!

La finestra dell'anima

E cosa succedeva quando un famigliare lasciava la propria famiglia?

… Non solo la dimensione materiale era coinvolta nel mistero della morte…

Le case erano, infatti, dotate della finestra dell’anima.

E tu non sei curioso? Scopriamo subito di che cosa si tratta!

La finestra dell’anima è una piccola apertura collocata nella parete della stube (camera con stufa) che veniva aperta alla morte di un famigliare per liberarne l’anima diretta verso i ghiacciai del Monte Rosa e veniva richiusa subito dopo in modo che l’anima stessa non potesse ritornare.

La misteriosa leggenda

Esaminiamo insieme una misteriosa ed “inquietante” leggenda che anima i cuori delle genti Walser all’arrivo dell’autunno e del mese di novembre.

La leggenda vuole che a mezzanotte del primo novembre le anime dei morti escano dalle proprie tombe per raccogliersi, poi, in una lunga processione diretta verso il ghiacciaio del Bors.

Ogni anima prosegue con il dito mignolo acceso come una candela, in funzione di guida attraverso il buio cammino!

E se questa processione di anime incontra un’anima viva? Questa viene fermata e fatta cavaliere donandole un bastone miracoloso per guidare la processione e le viene concesso di esprimere un desiderio!

Le differenti penitenze e qualche curiosità

E le penitenze sono uguali per tutte le anime?

Se la processione incontra un burrone oppure un torrente, l’anima più peccatrice deve allungare le braccia e le gambe per raggiungere la sponda opposta, facendosi, così, ponte per gli altri.

Prima dell’alba la processione raggiunge i ghiacciai e qui le anime espiano i propri peccati picchiettando il ghiaccio con degli spilli; il suono si diffonde nelle valli!

Da questa leggenda nacque l’usanza presso i villaggiani di porgere l’orecchio alle montagne la notte del 2 novembre per ascoltare questo suono.

Se vuoi prendere parte anche tu a questa usanza sentirai nel cuor tuo un brivido al pensiero di ciò che questo rappresenta!

Una successiva leggenda narra che, non tanti anni fa, un signore incontrò, nei pressi del ghiacciaio del Bors, una buona donna con un sacchetto di tela sulle spalle, dal quale sporgeva un manico in legno.

Cosa stava facendo? Si stava recando nel ghiacciaio per costruire dei piccoli gradini affinché l’anima di sua madre, morta pochi giorni prima, potesse salire più facilmente…

Infatti, come ci raccontò il Ravelli nel 1924, molti villaggiani peregrinavano nel ghiacciaio come fossero in un santuario, “… piegavano le nude ginocchia sul vivo ghiacciaio e pregavano per le anime dei loro dolenti avi e per la preservazione di se stessi da una pena così dura dopo la morte…”.

Pur non essendo molto allegra, questa leggenda risveglia molte emozioni nei nostri cuori e ci fa provare un sentimento di amore nei confronti dei nostri cari antenati Walser, che tanti sacrifici e fatiche hanno fatto per realizzare la propria cultura insieme ai meravigliosi villaggi Walser!

Tra emozionanti tradizioni, cultura Walser, miti e rituali, la prima domenica del mese di ottobre ti accoglieremo alla devozionale processione del Rosario Fiorito.

Ma di che cosa si tratta? Immergiamoci per qualche istante nella storia e scopriamo qualche curiosità!

Der Dancktog

Quella del Rosario Fiorito è una lunga storia che risale al XVII secolo; gli abitanti Walser di Alagna si recavano, in questo giorno importante, sul Ghiacciaio del Sesia in funzione di ringraziamento per la serena ed efficace stagione estiva trascorsa in alpeggio e per ricordare, pregando, le anime dei propri cari defunti, che lì vagavano sotto forma di farfalle!

Un’altra ipotesi suggerisce che questa Celebrazione richiedesse la protezione di Dio dall’avanzata dei ghiacciai del Monte Rosa, dato che il periodo era quello della Piccola Era Glaciale.

Dal 1689 fino all’anno 1900 la processione si è svolta ogni anno per, poi, essere purtroppo dimenticata per qualche decennio. Il caro Don Carlo ha avuto il grande merito di ripristinare questa tradizione in modo da poterla tramandare e vivere in allegria!

Il programma “fiorito”

Facciamo un passo indietro nel tempo ed immaginiamoci la partenza davanti al ghiacciaio, sotto la parete di Flua, vedendo accendersi le candele nelle lanterne ed ascoltando le preghiere cantate in latino ed in Tizschu

Agli abitanti di Alagna si aggiungono anche le comunità Walser di Rima, Rimella, Carcoforo, Macugnaga e Gressoney: potrai ammirare i bellissimi e caratteristici vestiti Walser.

Ed ecco, subito inizia la discesa: partiamo dall’altitudine di 1850 m per arrivare all’Oratorio di Sant’Antonio a 1385 m dove si terrà la Santa Messa ed il Te Deum.

Durante il percorso ci fermeremo sette volte; ad ogni tappa potrai ascoltare il delizioso canto degli inni e delle preghiere ed ammirare l’offerta dei fiori alla Madonna.

La parte finale è sempre stata quella più apprezzata dai bambini; si faceva merenda tutti insieme e venivano gettati gli avanzi nei crepacci per nutrire le anime che lì vivevano!

… ed il significato della cerimonia

Ai più curiosi può sorgere spontaneo domandarsi perché questa processione viene chiamata “Rosario fiorito”. Ecco la risposta!

Questa denominazione è stata scelta per ricordare il rito di lanciare petali e fiori di montagna ad ogni mistero.

Rituali, miti, preghiere in Titzschu, cultura Walser e tanto amore; un’antica tradizione ci porta nel passato per farci vivere emozioni uniche nel ricordare il rituale Walser del Rosario Fiorito!

Come ogni anno a partire dal XV secolo, agli esordi dell’autunno settembrino, durante l’ultima settimana del mese si terrà la Storica Fiera di San Michele.

Le origini

Alle origini si trattava di un vero e proprio mercato, nel quale gli abitanti del paese, ma non solo, si preparavano per affrontare il freddo e lungo inverno. Perfino abitanti di Gressoney valicavano il Colle Valdobbia per visitare e fare acquisti alla Fiera!

In questo mercato si poteva trovare un po’ di tutto, dall’abbigliamento invernale ai prodotti artigianali; nella prima piazza del Paese si portavano anche le mucche dei pastori di Riva!

Immaginiamoci Riva immersa in un’atmosfera autunnale di festa, con molta gente pronta ad accogliere gli arrivati per la visita della Fiera, i bambini che corrono e la musica delle fisarmoniche!

Negli anni questa bellissima Fiera ha subito delle trasformazioni; innanzitutto non vengono più portate le mucche e da vero mercato è divenuta una Fiera dell’artigianato nella quale espositori di tutta la Valle e di tutto il Piemonte raggiungono il paesino ai piedi del Monte Rosa per esporre i propri prodotti, creati con tanta pazienza ed amore.

I banchetti accoglienti

Ad attenderti ci saranno banchetti con prodotti di artigianato locale (con le tipiche pantofole Walser: i cosiddetti “scapin”, le gerle, le sciarpe, i berretti in lana ed i bellissimi prodotti in legno) e banchetti di prodotti alimentari valsesiani (formaggio, frutta e verdura, miele e, soprattutto, le miacce: la nostra specialità!).

Non puoi perderti le buonissime patate masarai, solitamente cucinate la mattina, e le frittelle di mele che seguiranno nel pomeriggio!

La storica tradizione

Vicino all’incantevole Chiesa la Pro Loco di Riva ti accoglierà con le salamelle e le buonissime pizze preparate con tanta passione dai volontari nello storico forno di Riva!

Aria fresca autunnale, musica di fisarmoniche, prodotti artigianali, alimenti locali e, soprattutto, tanta volontà di tramandare una lunga tradizione

Ti aspettiamo a settembre a Riva per goderti l’atmosfera spensierata che solamente la Storica Fiera di San Michele può offrirti!

Una gita per tutta la famiglia, una passeggiata tranquilla, un panorama mozza fiato… Ti aspettiamo al Rifugio Pastore!

Quella all’Alpe Pile è un’escursione adatta per le famiglie, per i bambini e per gli appassionati di montagna.

La caratteristica partenza con la navetta

Siamo al parcheggio del Wold, zaino in spalla, vediamo la navetta e si parte!

Parcheggiamo la nostra macchina al parcheggio del Wold, l’ultimo parcheggio di Alagna e qui possiamo vedere lo skilift invernale ed immaginarci i prati coperti di neve con i bambini che si divertono a sciare.

Davanti a noi c’è la navetta che ci aspetta, prendiamo il biglietto ed in meno di 10 minuti eccoci all’Acqua Bianca (1450 m). Ci fermiamo qualche istante ad ammirare le spettacolari cascate e subito imbocchiamo il sentiero numero 206.

In meno di dieci minuti ci troviamo di fronte ad un’altra cascata, si tratta delle cosiddette “Caldaie del Sesia”, che meraviglia!

Il Centro Visite ed il Giardino Botanico all’Alpe Fum Bitz

Una tappa “obbligatoria” è quella al Centro Visite ed al Giardino Botanico all’Alpe Fum Bitz.

Questi si trovano nell’area protetta più alta d’Europa: il Parco Naturale dell’Alta Valsesia, ad un’altitudine di circa 1600 m.

Il giardino è nato nel 1999 ed ospita un’ampia varietà di specie ed ampie zone floristico-vegetazionali dove sono presenti 131 tipologie di fiori.

Puoi trovare aperta questa sede in estate, oppure su prenotazione negli altri periodi dell’anno; potrai, così, acquisire tutte le notizie sulla flora e sulla fauna del Parco!

L’incantevole arrivo

In 20 minuti circa di camminata eccoci arrivati all’Alpe Pile (1575 m) dove si trova il Rifugio Pastore ed una splendida vista sul Monte Rosa; si tratta di uno dei punti panoramici più importanti sulla parete Sud del Monte Rosa.

Oltre ai tanti prati e pascoli, qui sono presenti alte rocce con delle erosioni di forma tonda chiamate “Marmitte dei giganti”. Si pensa, infatti, che siano passati dei giganti e che questi abbiano lasciato le loro impronte!

Queste cavità sono, in realtà, il risultato dell’importante azione erosiva esercitata dal ghiacciaio.

Ai bambini piace molto giocare su queste rocce, anche perché nelle “Marmitte dei giganti” sono presenti alcuni girini.

Il Rifugio Pastore

Il Rifugio fu realizzato nel 1972 e la sezione di Varallo Sesia del Club Alpino lo dedicò alla memoria del socio Francesco Pastore, fratello dell’allora presidente sezionale Gianni Pastore, prematuramente scomparso durante un incidente automobilistico.

L’edificio è composto da quattro caratteristiche baite completamente ristrutturate dove predominano il legno di larice e le pietre tipiche della Valsesia.

Nella struttura principale puoi trovare il ristorante che offre un’ottima cucina ed il bar provvisto di un’ampia terrazza panoramica. Nelle baite adiacenti si trovano le camerette ed i dormitori.

Non dimentichiamoci che fuori dal Rifugio è presente un binocolo che ti permetterà di ammirare tutte le punte del Monte Rosa!

Il Rifugio offre uno spazio dedicato alle tende; se vuoi vivere un’esperienza in montagna sotto le stelle, questo posto incantevole fa per te!

La struttura offre un soggiorno in una struttura immersa nella natura ed affacciata sul Monte Rosa. Svegliarsi, aprire la finestra, sentire l’aria fresca sul viso osservando il Monte Rosa proprio davanti di te, ti donerà tutta l’energia per vivere una giornata ricca di emozioni!

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